
LE MALETESTE
24 mar 2026
Il comunicato del Collettivo "Le Maleteste" dopo il "NO" al referendum per la giustizia. Un "NO" lanciato anche nei confronti di tutti gli schieramenti politici italiani presenti nelle istituzioni
Siamo quelli del NO
Tanti di noi non vanno più a votare da tanti anni, il perché non ha troppa importanza, basti dire che non vediamo in giro nessuna alternativa valida che ci spinga ad entrare in un seggio elettorale.
Ma questa volta ci siamo tappati il naso. Ci siamo detti: “Ad un rigurgito di fascismo conclamato, noi dovremo essere quelli che ricacceranno, come sempre abbiamo fatto, le carogne nelle fogne!”.
Quindi, a questi loschi figuri abbiamo risposto ancora “NO”, e questa volta anche nelle urne, ribadendo, però, allo stesso tempo e con forza, il nostro grande e ripetuto “NO” anche a quei quattro della pseudo-opposizione a questo governo in Parlamento, cui abbiamo già detto tante altre volte “NO”.
E allora, oggi che qualcuno vorrebbe incensare/incensarsi per il risultato ottenuto da quest’ultimo “NO” espresso, che nessuno pensi neanche per un momento di prendersi il merito di quest’ultima percentuale di votanti che ha respinto un altro attacco del governo!
Non siete voi dell'opposizione parlamentare che avete fatto e farete la differenza in questo preciso periodo storico.
A voi non riconosciamo nessun diritto di parlare in nome nostro!
Il nostro “NO” è ancora un “NO” anche contro il vostro non volervi sfilare da un sistema che negli anni ha ridotto sempre più spazi di libertà:
- per i migranti che vogliono entrare in Italia
- per le donne che vogliono essere libere di abortire e uscire dalla spirale di violenza di genere
- per l’espressione della volontà popolare, non sostenendo una stampa e organi d’informazione veramente indipendenti e liberi
Il nostro “NO” di oggi è sì contro il governo, ma anche contro tutte le non-azioni delle forze parlamentari d’opposizione in favore di politiche tese a:
- dare la casa a chi ne ha necessità
- aumentare di sostanza i salari dei lavoratori e tassare i capitali e le proprietà delle grandi società
- migliorare e rendere più efficienti i servizi sociali per le categorie più indifese (anziani, indigenti, sottoccupati…)
- accogliere degnamente i migranti, dopo averli salvati dalla Libia e dai pericoli in mare
- eliminare il caporalato dalle nostre campagne
- portarci sulla strada del disarmo, della chiusura di tutti i siti e depositi militari, dell’uscita dalla NATO, eliminando intanto ogni sostegno economico alle fabbriche che producono e commercializzano armi e ordigni per la guerra
- far progredire sempre più un’agricoltura veramente sostenibile, contro gli allevamenti intensivi degli animali, per favorire la produzione di energie rinnovabili in base alla conformazione geografica dei territori senza impattare sull’ecosistema esistente a livello naturale
- sostenere la scolarizzazione di tutti i residenti nel nostro Paese, aprire le scuole superiori e università a tutti, investire nella ricerca e in nuovi lavori così come nelle aziende recuperate dagli operai e dalle loro cooperative
- contrastare la fuoriuscita obbligata dei nostri giovani che ogni anno se ne vanno all’estero alla ricerca di un posto di lavoro dignitoso e giusto
- aiutare a far crescere realtà sociali e lavorative fuori dalle leggi del mercato, inclusive e solidali
Il nostro “NO”, allora, è e sarà sempre più un “NO” che si ripeterà ancora all’infinito nelle strade, nelle scuole, nelle fabbriche, nei CPR, nelle galere, nei centri anti-violenza, nelle aree a rischio ecologico/ambientale, ogni qualvolta verrà fuori un tentativo da parte di qualcuno di stravolgere la giustizia, la solidarietà, la dignità e la libertà di ciascuno, a partire dagli ultimi.
Collettivo Autogestito "Le Maleteste"
24 marzo 2026

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