
LE MALETESTE
9 mar 2026
Tutta la cronistoria di una vittoria antifascista, giorno per giorno, attraverso i comunicati di SUDD COBAS e le altre realtà pratesi e della piana
Sudd cobas Prato Firenze con Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze e Comitato 25 Aprile Prato.
9 marzo 2026, 8.36 SUDD COBAS PRATO
1. Ha vinto la Prato operaia e antifascista. I fascisti della remigrazione alla fine sono stati costretti a migrare loro, di nascosto, rinunciando all'ultimo minuto alla manifestazione in Piazza Europa, occupata già dal giorno prima. Un «precedente pericoloso» dicono loro. Un precedente bellissimo diciamo noi: si può e si deve togliere ogni spazio ai fascisti. Non lo faranno le Prefetture (inutile sperarci). Ma la buona notizia è che lo possiamo fare noi. Un nuovo «noi» che si costruisce nella convergenza tra la working class multinazionale, studentesse e studenti di scuole e università e attivismo solidale.
2. Il progetto di deportazione di massa è solo un nuovo modo di attaccare, spaventare, dividere e in definitiva indebolire la working class per difendere (e possibilmente aumentare) i livelli di sfruttamento. Non a caso i cortei nazionali per la deportazione hanno scelto prima Brescia, poi Piacenza e poi Prato. Tre centri industriali e logistici dove nelle fabbriche e nei magazzini si parlano tutte le lingue le mondo.
3. A Prato, alla fine, è stata proprio questa stessa working class multinazionale a infliggere l'umiliazione ai fascisti. Anche stavolta: sciopero generale, presidio permanente, convergenza. Così ha vinto il coraggio degli operai di questo distretto industriale. Lo stesso coraggio che in questi anni ha portato quelle stesse tende e gazebo montate venerdì in Piazza Europa davanti ai cancelli di decine di fabbriche dello sfruttamento. È stato in questo movimento incessante di scioperi e picchetti che si è costruita la forza per infliggere l'umiliazione ai fascisti.
4. Ha vinto il metodo flotilla. Perché i nostri corpi sono l'arma politica più potente che abbiamo se sappiamo metterli in gioco collettivamente e in modo conflittuale. Di fronte a un genocidio, in una vertenza sindacale o in una mobilitazione antifascista. Sulla base di questa consapevolezza bisogna inventare nuove pratiche radicali che abbiano l'ambizione di essere davvero efficaci. Non c'è alternativa se non vogliamo che le lotte rimangano schiacciate tra l'educazione all'obbedienza (scambiata per «non violenza») e l'autorappresentazione.
5. I fascisti avevano scelto per la loro calata il 7 marzo, ovvero il giorno della ricorrenza dello sciopero generale antifascista del 1944 e della deportazione (e sterminio) di 133 operai pratesi. La presa di Piazza Europa (ribattezzata Piazza Europa Antifascista) è stato il migliore modo di onorare la loro memoria. E di farne tesoro.
6. Per i partiti e sindacati della sinistra pratese: in Italia c'è un serio rischio di deriva autoritaria. MA. Se chiedi alla Prefettura di non autorizzare una piazza fascista, ma poi ti indigni se operai e antifascisti la occupano. Se non sei in imbarazzo a condividere la commemorazione degli operai deportati fianco a fianco al portavoce pratese del Comitato Remigrazione ma sei «troppo in difficoltà» per stare fianco a fianco agli operai e agli antifascisti che occupano Piazza Europa. Se sei più preoccupato che qualcuno faccia un «corteo non autorizzato» che non dei divieti della Questura verso tutti i cortei antifascisti. Dispiace dirlo, ma sei parte del problema.
7. Piazza Europa Antifascista ha sfidato il nuovo decreto sicurezza. Per 30 ore la piazza è stata minacciata di sgombero, fermi preventivi e multe. I primi due non ci sono stati. Se le multe arriveranno, saranno un nuovo terreno di battaglia. Una cosa è certa: gli spazi per il dissenso si tengono aperti solo con la pratica del dissenso.
ANTEFATTI
Sudd cobas Prato Firenze
7 marzo 2026, 14.01 SUDD COBAS PRATO
VITTORIA A PRATO: I FASCISTI RINUNCIANO A PIAZZA EUROPA. TUTTE E TUTTI IN PIAZZA DUOMO ALLE 15:30 MENTRE IL PRESIDIO ANIN PIAZZA EUROPA CONTINUA
Oggi da Prato parte un messaggio per tutta l’Italia: POSSIAMO FERMARLI.
Possiamo e dobbiamo fermare chi nel 2026 sogna progetti di deportazioni. Possiamo trasformare in realtà le parole “nessuno spazio ai fascisti”.
Grazie al coraggio di donne e uomini che scelgono semplicemente di mettere i propri corpi di traverso.
Grazie alla determinazione di una classe lavoratrice multinazionale che oggi come nel 1944 sciopera contro il fascismo, senza paura.
NESSUNA DEPORTAZIONE SUI NOSTRI TERRITORI. NÉ ORA NÉ MAI.
Sudd cobas Prato Firenze
6 marzo 2026, 15.24
APPELLO URGENTE A TUTTI/E GLI ANTIFASCISTI/E A A RAGGIUNGERE IL PRESIDIO IN PIAZZA EUROPA ANTIFASCISTA!
Possiamo fare qualcosa.
Possiamo fermare questi fascisti. Semplicemente stando seduti in una piazza, mettendo i nostri corpi di mezzo a ogni progetto di deportazione. A difesa della Costituzione e dei diritti di tutti. Come facciamo ogni giorno con gli scioperi, come i parlamentari alla Camera.
Il presidio prosegue a oltranza. Non passeranno.
Sudd cobas Prato Firenze
6 marzo 2026, 13.31
OPERAI IMMIGRATI E CITTADINI SI PRENDONO PIAZZA EUROPA, NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI
Gli operai in sciopero generale del distretto tessile insieme alla città antifascista si prendono Piazza Europa. Un presidio permanente sta venendo allestito con tende e gazebi. Nessuno spazio a Prato per i fascisti e per i loro progetti di deportazione degli immigrati.
Ore 14:00 conferenza stampa in piazza Europa
Sudd cobas Prato Firenze
5 marzo 2026, 14.27
Prato operaia si prepara alla mobilitazione contro i fascisti e i loro progetti di deportazione.
7 MARZO l’appuntamento su cui convergere è sabato alle 15:30 in piazza Duomo
6 MARZO si scaldano i motori con una giornata di scioperi diffusi nei Macrolotti e volantinaggi itineranti tra i capannoni del distretto. Perché la memoria dei 133 operai deportati e uccisi dai fascisti nel 1944 continui a vivere oggi nelle lotte contro lo sfruttamento.
Nel pomeriggio tutti alla Casa del Popolo di Cafaggio!
Ore 18:00 Iftar comunitario
Ore 19:00 Assemblea aperta
Sudd cobas Prato Firenze è con Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze e Comitato 25 Aprile Prato.
2 marzo 2026, 16.46
𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀𝐈𝐀, 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐀, 𝐀𝐍𝐓𝐈𝐅𝐀𝐒𝐂𝐈𝐒𝐓𝐀: 7 𝑴𝑨𝑹𝒁𝑶 𝑨 𝑷𝑹𝑨𝑻𝑶 𝑴𝑨𝑵𝑰𝑭𝑬𝑺𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑪𝑶𝑵𝑻𝑹𝑶 𝑳𝑬 𝑫𝑬𝑷𝑶𝑹𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑰
Perché Remigrazione vuol dire deportazione.
Perché ogni attacco contro "gli stranieri" è solo un modo per attaccare tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Perché la classe lavoratrice oggi è multinazionale e la vogliono impaurita, ricattata, divisa.
Perché la paura della deportazione serve a difendere lo sfruttamento.
Perché l’unica vera lotta allo sfruttamento è quella che fanno fianco a fianco lavoratrici e lavoratori di tutte le nazionalità.
Perché Prato già nel 1944 ha conosciuto le deportazioni fasciste. Era il 7 marzo. Erano operai. Erano italiani. Erano colpevoli di sciopero.
Perché chi dice "mandiamoli a casa loro" sono gli stessi che "a casa loro" bombardano, sfruttano persone e saccheggiano risorse.
Perché Prato è città di immigrati. È città operaia. Quindi è, e rimarrà, città antifascista.
Sudd cobas Prato Firenze
28 febbraio 2026, 20.39
𝐋𝐀 𝐏𝐈𝐀𝐍𝐀 𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀𝐈𝐀, 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐀 𝐄 𝐀𝐍𝐓𝐈𝐅𝐀𝐒𝐂𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐂𝐇𝐈𝐀𝐌𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝟕 𝐌𝐀𝐑𝐙𝐎 𝐔𝐍 𝐂𝐎𝐑𝐓𝐄𝐎 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈
Più di duecentocinquanta persone riunite oggi al Circolo Curiel per l'assemblea "Prato operaia, libera, antifascista", per lanciare un appello alla piana e a tutto il territorio toscano a convergere su Prato nella giornata del 7 marzo.
Uno straordinario momento di partecipazione che ha unito operai protagonisti degli scioperi nel distretto a studenti, docenti, associazionismo, e tanti cittadini e cittadine che ritengono inaccettabile che Prato sia usata come luogo di propaganda per i progetti di deportazione di massa.
Le tante voci che si sono espresse hanno condiviso la necessità di avviare già da stasera la costruzione di un grande corteo popolare che partirà da Piazza del Duomo per raggiungere Piazza delle Carceri, luogo della deportazione degli operai in sciopero nel 7 marzo del 1944.
Sarà il corteo degli operai sfruttati di questo distretto, di bambini e bambine senza cittadinanza delle nostre scuole, di cittadini e cittadine di questa città, invisibili e senza diritti. Con loro ci sarà tutto il territorio solidale e antifascista. Sarà un corteo contro le deportazioni, ma soprattutto un corteo per rivendicare pari dignità e diritti per tutti i lavoratori e lavoratrici senza cittadinanza.
Su queste basi vogliamo costruire la massima convergenza ed unità. L'appello è a mettere da parte le bandiere e contrapporre al progetto delle destre trumpiane l'identità operaia ed immigrata della nostra città che sa stare al fianco, e non contro, i più sfruttati.
Sudd cobas Prato Firenze
25 febbraio 2026, 20.04
𝐌𝐎𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐆𝐄𝐍𝐄𝐑𝐀𝐋𝐄
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟕 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨Prato
𝐀𝐒𝐒𝐄𝐌𝐁𝐋𝐄𝐀 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟖 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 ore 15:30Circolo ARCI Curiel, via Filzi 39/C
Perché Remigrazione vuol dire deportazione.
Perché ogni attacco contro "gli stranieri" è solo un modo per attaccare tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Perché la classe lavoratrice oggi è multinazionale e la vogliono impaurita, ricattata, divisa.
Perché la paura della deportazione serve a difendere lo sfruttamento.
Perché Prato già nel 1944 ha conosciuto le deportazioni fasciste. Era il 7 marzo. Erano operai. Erano italiani. Erano colpevoli di sciopero.
Perché chi dice "mandiamoli a casa loro" sono gli stessi che "a casa loro" bombardano, sfruttano persone e saccheggiano risorse.
Perché Prato è città di immigrati. È città operaia. Quindi è, e rimarrà, città antifascista.
Sudd cobas Prato Firenze
24 febbraio 2026, 15.49
𝐀𝐒𝐒𝐄𝐌𝐁𝐋𝐄𝐀 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟖 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 15:30
Circolo ARCI Curiel, via Filzi 39/C
7 marzo. I fascisti del comitato “Remigrazione e Riconquista” hanno annunciato un corteo nazionale a Prato.
Lo vogliono fare nell’anniversario dello sciopero generale antifascista del 1944 e della deportazione di 133 operai pratesi.
Loro sognano l’ICE di Trump. Noi saremo la resistenza del popolo di Minneapolis.
Il 28 febbraio la Prato operaia, libera e antifascista si incontra e si prepara alla mobilitazione generale.

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