
LE MALETESTE
11 feb 2026
Due brevi ma intense riflessioni di una attivista sul tempo che stiamo attraversando - di ANTONELLA BUNDU
Me Gritaron N€gra
10 febbraio 2026, 18.53
Le parole da un palco che sia da Sanremo, Superbowl, palcoscenico teatrale, podio per comizi - non cadono nel vuoto
Ne&ro, mafia, alieni, America
Ieri stavo per scrivere di Pucci e l'Ariston, del comico che ha fatto battute razziste e misogine, e di come sia stato difeso come vittima di un supposto attacco alla libertà di espressione. La presidente del Consiglio ha detto che non tollerare il suo linguaggio sarebbe “da sinistra illiberale”. Illiberale chi rifiuta parole di esclusione?
boh?
È la stessa retorica che trasforma migranti in mafiosi, che associa migranti naufraghi nel Mediterraneo alla parola mafia, dando così forma a una minaccia immaginaria. L'altro giorno, forse su Blob o forse su un altro programma, ho visto la presidente del consigio parlando dei cpr in Albania, urlare dal podio per comizi - urla “fermeremo la mafia”, ripete gridando sempre più forte, scandendo le sillabe - "fun-zio-ne-ran-no", come se la forza della parola bastasse a renderla vera. Ancora più forte, fa appello alle "persone perbene" e promette- "dovessi passarci ogni notte da qui alla fine del governo funzioneranno perché voglio combattere la mafia" - La Mafia. i migranti diventano "mafiosi", sono una minaccia.
Ma , gli italiani che si imbarcavano ieri e quelli che ancora oggi espatriano per migliorare le proprie condizioni di vita, erano mafiosi? Tutti Al Capone? Le donne, gli uomini, i bambini veneti, calabresi, campani salpati dall'Italia e approdati in altri continenti erano tutti criminali? Eppure continuiamo a raccontarci che loro andavano a lavorare, che loro non erano venuti a delinquere.
E allora arriviamo a Bad Bunny, che sale sul palco del Super Bowl per dire: “non siamo animali, non siamo alieni, siamo umani e siamo americani”. Bad Bunny che NON ha incluso date del suo tour negli Stati Uniti per paura che agenti di ICE potessero piazzarsi fuori dai concerti per catturare i suoi fan membri delle comunità latino-americane. Bad Bunny ricorda che l'America non sono solo gli Stati Uniti, che ci sono il Venezuela, Cuba, Porto Rico, l’Uruguay... e tante altre milioni di persone che vengono etichettati, esclusi, invisibilizzati.
Chiamare qualcuno Alieni o Mafiosi non è innocuo, ma è un altro passo per togliergli l'umanità
E da qui mi aggancio a chi, anche con toni meno urlati, usa nera o africana come dispregiativo
Lo faccio passando ancora una volta dalle parole della peruviana afrodiscendente Victoria Santa Cruz - con la sua poesia in Me gritaron N€gra.
Raccconta in versi Victoria di come “N€gra” sia stato urlato in tono dispregiativo a lei, bambina di sette anni, che non capiva perché una parola che in spagnolo indica anche solo il colore nero potesse diventare un insulto. Ma il tono la trasformava in un’arma. Poi continuano: nera, nera, nera. E lei sente il peso di quel suono, comincia a odiare i suoi capelli crespi, le sue labbra piene, la sua pelle scura. Si sente nera — nera! — e amareggiata, portando quel peso addosso. Si liscia i capelli, si trucca, ma continuano a urlarle contro “nera”, e lei indietreggia, indietreggia, fino quasi a cadere.
Nera, nera, nera . E poi - nera — e allora? Sì, sono nera. Ride di chi, per evitare il conflitto, dice “persona di colore”. Di quale colore? Nera. Suona bene, dice, ha ritmo. Benedico chi mi ha fatta nera e cammino a testa alta. NERA.
Quando una parola, violenza linguistica serve a distribuire privilegi, a stabilire chi merita e chi no. Quando una parola attacca e quando l'altra si difende da un potere che esclude sistematicamente, che relega ai margini, che cerca di sottomettere.
Per questo sì, la parola può sembrare la stessa, sarà sempre “vaff@ncuI0”, ma non è la stessa cosa. Il mio “v@ffancuIo a te che pensi di essere superiore a me” non equivale al tuo “v@5fancuIo, sei inferiore”, perché le parole non vivono da sole: vivono dentro rapporti di potere.
Nella foto (della copertina di questo articolo, NdR): - donna nera con capelli afro, semplicemente Nera, che suona proprio bene
Qué lindo suena!
Me gritaron Ne@ra
(qua sotto, la poesia recitata da Victoria)
Quando fa male all'anima
5 febbraio 2026, 17.35
"Aneddotico" - ho imparato una parola nuova
Parli per aneddoti, ti basi su racconti, non su studi, non approfondisci
mi è stato detto, in modo dispregiativo
Aneddotico
Sabato prossimo a Firenze è stato indetto un presidio - “No ICE in Italia: mobilitiamoci!” alle ore 16 sul Ponte Vespucci, promosso da associazioni, partiti e realtà civiche contrarie alla possibile presenza di agenti ICE in Italia, simbolo di deportazioni e stretta securitaria collegata al concetto della remigrazione, in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Aneddotico - racconto un aneddoto che mi riguarda
Quanto mi sono sentita sola quando a ottobre i neonazisti europei hanno organizzato un remigration summit a Livorno. Il richiamo delle bestie era basato sul fatto che era una regione "rossa" e che c'ero io candidata alla presidenza della Regione
Al richiamo delle bestie hanno risposto generali dei miei stivali e ministri già condannati per razzismo
Come mi sono sentita sola quando ho dovuto chiedere un appoggio pubblico contro lo schifo che si stava adunando a Livorno.
Il fatto di non vedere la pericolosità e la similitudine con le leggi razziali che hanno poi portato alla deportazione e allo sterminio di milioni di persone, mi lascia basita
Fa male all’anima.
Fa male chiedersi cosa stia succedendo mentre intorno c’è gente sfruttata che non sa di essere la maggioranza. Una maggioranza divisa tra ignoranza becera e soddisfatta, razzismo, xenofobia con i marcidentro che commentano.
La remigrazione NON è il rimpatrio degli irregolari. Quella legge esiste già — anche se mancano gli accordi bilaterali, anche se i vostri miti legaioli e fascisti fanno a gara a chi “ne ha cacciati di più”, come se fosse una prova di virilità politica.
La remigrazione è altro.
È deportazione.
È un progetto ideologico, violento, collettivo che può colpire anche chi è italiano.
E mentre noi — la maggioranza — non sappiamo di esserlo e ci dividiamo anche tra marci dentro e ingenui, loro rilanciano alla stampa che nei nuovi pacchetti “sicurezza” un cittadino italiano può essere fermato preventivamente per 12 ore.
«E perché non 48?» — suggerisce un ministro
“Solleva dubbi di costituzionalità”, ci dicono, per la limitazione della libertà personale.
Ora vogliono introdurre per NOI italiani il deposito cauzionale per manifestare.
Pensionati, precari, studenti: zitti e muti.
Perché col cavolo che avrete i soldi.
E poi sulla remigrazione - altro aneddoto - tra i soliti commenti razzisti sotto ai miei post esce uno dei peggiori.
Quella che nasce straniera e ora cittadina italiana, la Iwobi de noantri, la piùrealistadelre. Il post che dice che la remigrazione va bene perché la cittadinanza va “conquistata” e la persona se non “assimilata” deve essere cacciata.
Assimilata a chi?
A Matteotti o a Vannacci o a Iannone?
A chi bisogna somigliare?
Io sono italiana quanto voi.
Né per merito, né per conquista, per caso o per cu1o - scegliete voi.
Non mi sono “conquistata” la cittadinanza: sono nata italiana "per sangue".
A quelli che mi dicono di “tornare da dove sono venuta”:
provengo da Firenze, fava lessa.
È qui che sono nata.
A chi parla di me come "voi" - sono sia bianca che nera.
E non siete certo voi a decidere se e quale delle due parti devo cancellare.
Sotto a questo post non dò la possibilità di commentare e lo faccio per chi mi ha scritto in privato chiedendomi di moderare e togliere i vostri insulti sotto al mio post, perché — parole sue — fa male allo spirito leggerli.
A me fa male all'anima.
Questo post è anche dedicato al tizio che mi ha scritto su Messenger dicendomi di andare a fare propaganda da dove provengo.
Che, come spiegato sopra, è l’Italia.
La Toscana.
Firenze.
E mentre voi continuate a voler fare i bulli non solo da tastiera, noi ci diamo appuntamento sabato sul Ponte Vespucci, quello stesso ponte dove è stato ucciso Idy, per mano razzista

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