
LE MALETESTE
13 feb 2026
L’opposizione fa spallucce o resta zitta, sottovaluta la svolta autoritaria del governo contro migranti e dissidenti, condivide l’emergenza sicurezza - da IL MANIFESTO
Sicurezza e immigrazione, le opposizioni perdono la voce
di Andrea Carugati
13 febbraio 2026
TIMIDEZZE. Leggi liberticide, fermo di polizia, blocco navale, deportazioni, Meloni che chiede durezza? Tranquilli, è tutto un bluff. L’opposizione fa spallucce o resta zitta, sottovaluta la svolta autoritaria del governo contro migranti e dissidenti, condivide l’emergenza sicurezza
SE SI PARLA DI manifestazioni il terribile decreto con il fermo preventivo a totale discrezione delle questure è stato commentato con parole come «propaganda» e «truffa», o con argomenti tipo «non funzionerà perché mancano gli agenti». (...)
SULL’IMMIGRAZIONE è andata peggio. Nonostante le dure proteste delle ong (ieri Amnesty ha spiegato che il ddl ha «un impianto punitivo in cui l’immigrazione è considerata solo come una minaccia alla sicurezza nazionale, in contrasto con gli obblighi di diritto internazionale»), il centrosinistra mercoledì, giorno dal varo in consiglio dei ministri, è rimasto muto. Schlein non ha detto una parola, Conte neppure parlarne e anche Avs, più sensibile sul tema, non è pervenuta. (...)
DALL’EMILIA ROMAGNA intanto arrivano le parole del governatore Pd Michele De Pascale, che ha aperto alla possibilità di costruire un Cpr in regione: «Pronto a sedermi col governo per discutere». «Se lo Stato chiedesse all’Emilia-Romagna una mano per migliorare la capacità di espellere soggetti socialmente pericolosi la mia risposta è “lavoriamo insieme”», ha detto De Pascale al Corriere di Bologna. (...)
La minoranza con gli scheletri nell’armadio
di Andrea Fabozzi
13 febbraio 2026
Istruttivo dibattito ieri alla camera, la rappresentante del Pd e quello di Fratelli d’Italia litigavano su chi fosse più seriamente preoccupato per la sicurezza degli italiani. Sul fatto che le minacce siano serie erano d’accordo. Si parlava dei provvedimenti del governo, l’ennesimo decreto «sicurezza» e il disegno di legge con il blocco navale anti migranti. Abbiamo un’opposizione spaventata.
Hanno paura, sospettiamo, di apparire troppo morbidi. Il richiamo di Meloni ad essere «tutti più duri», che a noi ha fatto orrore, deve averli convinti. Al fermo di polizia, reintrodotto la settimana scorsa dopo cinquant’anni ma questa volta per decreto, hanno reagito come a uno scampato pericolo. Meno male che Mattarella ha evitato guai peggiori, abbiamo letto e sentito dire. Ripetendo l’errore qui denunciato da Azzariti: credere di poter delegare al capo dello Stato la trattativa politica.
Peraltro in maniera assai poco efficace, visto che l’arbitrio della polizia è rimasto. Ma fa niente, ragionavano scafati deputati di minoranza, il fermo non si farà perché non ci sono abbastanza poliziotti e non si troveranno mai quelli che servono per trattenere i manifestanti sospetti. Chissà, magari è per questo che l’opposizione chiede ogni giorno di assumere nuovi agenti.
Certamente se a Meloni venisse voglia di dissotterrare dal giardino di casa anche il confino per gli oppositori, sappiamo come risponderebbero: niente panico, i treni con Salvini non marciano e non riusciranno a portarci da nessuna parte. Siamo pratici.
Invece al blocco navale e alla deportazione dei migranti in un paese terzo la risposta è stata meno articolata, abbiamo ascoltato solo silenzio. Convinto da tempo che il tema sia perdente, il Pd non si avventura in difese eccessive dei diritti umani e se deve attaccare lo fa sullo spreco di risorse pubbliche in Albania. Ha qualche scheletro nell’armadio (Minniti) e l’alleato riluttante Conte ne ha di più e più recenti, visto che una specie di blocco navale l’aveva approvato anche lui al governo con la Lega. Così a nessuno scappa di promettere che queste leggi disumane saranno cancellate, casomai vincessero loro le elezioni. Dovessero mai riuscirci, spaventati come sono.
Fonte: IL MANIFESTO - 13 febbraio 2026

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