
LE MALETESTE
1 apr 2026
Parte la tre-giorni della nuova edizione del Festival di Letteratura Working Class a Campi Bisenzio (Fi), nato dalla collaborazione tra COLLETTIVO DI FABBRICA-LAVORATORI GKN FIRENZE, EDIZIONI ALEGRE, ARCI FIRENZE, SOMS INSORGIAMO. TUTTO IL PROGRAMMA
COLLETTIVO DI FABBRICA - LAVORATORI GKN FIRENZE
Il Festival della Letteratura Working Class serve a costruire una memoria senza tempo, contro un tempo senza memoria. E sarà, come sempre, un fatto internazionale. Perché la lotta che da 4 anni e mezzo si svolge attorno alla ex Gkn è un fatto internazionale
Vorrebbero un tempo senza memoria, mentre noi vogliamo coltivare una memoria senza tempo.
Vorrebbero ad esempio che questo Festival non esistesse. Che svanisse, nel nulla.
Per motivi specifici e generali:
1. Perché ad aprile noi faremo un anno di disoccupazione. Niente è stato fatto da parte delle istituzioni regionali/locali per aprire la via alla reindustrializzazione ex Gkn. Anzi, peggio, abbiamo da raccontare il grande inganno di un consorzio industriale pubblico lasciato immobile.
2. Perché c'è da lottare contro guerra e riarmo, per la reindustrializzazione ecologica. Ma l'alternativa produttiva al riarmo, la transizione ecologica, sono un fatto sociale, non tecnico. Dipendono dalla struttura della società. E la fabbrica socialmente integrata è un esempio vivo e concreto di modello sociale alternativo al riarmo e alla guerra. E il Festival è già esempio di cosa sarebbe tale fabbrica.
3. Perché la classe operaia, la working class, deve vivere nell'invisibilità e non riconoscersi. E quindi non si deve narrare, deve rimanere "appoggiata" sul fondo della società come un oggetto inanimato
4. Perché la storia la devono scrivere i vincitori. E noi non abbiamo vinto. Ma continuare a narrarci fa la differenza tra non vincere ed essere dei vinti.
5. E allora? Allora non è un "Festival" per disquisire, intrattenere, ma un atto di lotta. Forse l'atto di lotta più complicato perché fuori dai canoni classici di mobilitazione, con una macchina organizzativa sotto attacco e non facile da improvvisare.
6. E allora? Difendi la lotta, difendi il festival, in ogni modo possibile, con ogni più piccolo contributo. Dalla partecipazione, ad iscriverti per tempo, a diventare volontaria/o, a donarci tutta la tua pazienza per quello che non funzionerà e per quello che non c'è ancora e forse un giorno ci sarà.
Ecco cosa puoi fare:
- diffondi, diffondi, diffondi: la notizia, la data, il programma, i volantini, l'evento
- ❤️ Diventa volontario/a del Festival!
https://forms.gle/jP5ydqotch...//forms.gle/GbWJUjp5adKFMX4E8
- iscriviti al form partecipanti per aiutarci a gestire i numeri. 📌 Form per la partecipazione, prenotati!
https://forms.gle/TKTC87dXxcKKH7eMA
- organizza in forma orizzontale e mutualistica passaggi e ospitalità. 🚗 Autorganizza orizzontalmente passaggi, trasporto, possibile ospitalità. Iscriviti a questo gruppo Telegram e segnala se puoi dare passaggi o ospitare persone
https://t.me/+-Z_6u9tBLOw4OGU0
🔥Senza chiedere il permesso🔥 #insorgiamo
- sabato 11 aprile, h 18.00 CORTEO: salpiamo contro il riarmo. #insorgiamo
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Il sistema è una enorme macchina di senso comune, dove tutto è normalizzato e sdoganato: genocidio, fascismo, stipendi non pagati, sfruttamento, guerra, femminicidio, morti sul lavoro, riarmo, delocalizzazioni, complicità istituzionali.
Per questo noi dobbiamo essere una enorme macchina di senso del comune. E questo Festival è uno degli strumenti di un enorme immaginario collettivo comune, quello della Working Class.
Il Festival di Letteratura Working Class non arriva per intrattenerti. Non è una disquisizione letteraria. E' un momento di lotta al servizio della lotta. Riafferma con i corpi la centralità delle idee. E afferma che le idee sono efficaci quando muovono i corpi.
Perché usiamo il termine Working Class? Non è esterofilia ma omaggio a quel filone narrativo che si sviluppò durante e dopo la Thatcher. Quel filone che ci ricorda che la Thatcher ci ha sconfitti, ma non ci ha mai vinto. Che le miniere sono state chiuse non perché inquinanti ma per distruggere organizzazione sociale. Che gli unici che potevano decidere di chiuderle erano i minatori che avrebbero saputo come riconvertirle. E che dalla parte giusta della storia ci siamo stati e ci saremo sempre noi.
La storia di solito la scrivono i vincitori. Ed è per questo che il Festival è tanto odiato da chi domina questa società. Perché qua "scrivono", "leggono", "parlano" coloro che sono momentaneamente sconfitti, per non essere dei vinti.
La mano che sta al tornio, che serve la tavola, che stende i cavi, che risponde al call-center, che batte i tasti del pc, cessa di essere "operatore", "risorsa umana", "invisibile", "costo da abbattere" e si riappropria della sua umanità a tutto tondo. E nella riscoperta della vita, si ritrovano tutte le ragioni della lotta per il lavoro, del salario; affinché lavoro e salario siano a servizio della vita stessa e non della morte.
L'abbrutimento delle ore di vita fuori dal luogo di lavoro è uno degli strumenti fondamentali per fiaccare la lotta sul luogo di lavoro. Perché lottare per liberare il tuo lavoro alienato nel lavoro se è alienato anche il tempo di vita fuori dall'orario di lavoro? Per questo il movimento operaio ha lottato anche con e per i teatri operai, i circoli ricreativi, di lettura, di scrittura, di poesia.
Perché ogni strumento narrativo è utile a ricordarsi la bellezza della vita che dobbiamo sottrarre allo sfruttamento. Ti ricordi di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario quando hai una vita che chiede di fare spazio al lavoro.
Nessun programma di nessun Festival renderà mai giustizia a tutta la ricchezza che la nostra classe esprime. E anche questa volta saranno più le cose che mancano di quelle che sono presenti.
Ma intanto abbiamo questi 3 giorni, 10,11,12 aprile. E difenderli ci permetterà di migliorarli anno dopo anno.
E poi? Poi questo Festival è lo strumento di lotta della vertenza operaia più lunga del movimento operaio italiano. Ed è esso stesso un narratore collettivo. Non solo: è la dimostrazione immediata e tangibile di cosa sarebbe una fabbrica socialmente integrata.
E che cosa ci narrerà questo Festival? Che dallo scorso festival è passato un anno e che le istituzioni ci hanno lasciato nel logoramento e nell'immobilismo aspettando che crollassimo.
E ci hanno fatto ancora una volta tanto male, contribuendo attivamente a provare ad affossare la reindustrializzazione ecologica dal basso. Il che, in un periodo di riconversione bellica, è un crimine sociale, un contributo ideologicamente attivo alla guerra stessa.
Ma, non sappiamo come, siamo ancora qua. Ed è questo che non perdonano a questa lotta e a questo festival: non solo ciò che vorremmo fare, ma la memoria di ciò che abbiamo già fatto.
E allora?
Diffondi le date, il programma, questo video...
Segnati al form per i partecipanti e aiutaci a programmare i numeri.
Segnati al form per diventare volontario/a
Segnati nel gruppo Telegram per autorganizzare i passaggi e l'ospitalità in forma orizzontale e mutualistica (attenzione l'11 ci saranno problemi sulle linee dei treni Frecciarossa!)
Trovi tutto nei commenti. #insorgiamo
Ecco il programma del festival di Letteratura Working Class: https://edizionialegre.it/.../il-programma-del-festival.../
"Senza chiedere permesso" @follower @fanpiùattivi
(Ci scusiamo per tutto quello che non siamo riusciti a includere, purtroppo abbiamo a disposizione solo 3 giorni)
Altro da dire? Sì, questo:
1. Non è un festival letterario ma un atto di lotta. Anche perché la letteratura working class non può che essere una lotta.
2. Noi siamo una lotta. Anzi, siamo una lotta prolungata, caparbia, determinata. Forse anche disperata visti i rapporti di forza sfavorevoli. Quando una lotta lancia una scadenza si misura con la sua riuscita, che contribuisce o meno alla continuazione della lotta stessa. Non c'è molto altro da dire.
3. E non è una scadenza qualsiasi: il festival di letteratura working class attira su di sé l'odio delle nostre controparti sociali. Perché "questi bifolchi osano" prendere la parola. Lasciano un attimo la macchina a cnc, la cassetta da lavoro, la postazione in ufficio, smettono di prendere la comanda, e scrivono e parlano di sé.
4. Perché la costruzione dell'immaginario collettivo della classe è ciò che fa la differenza tra essere sconfitti - e si può perdere purtroppo - ed essere dei vinti. Normalmente la storia la scrivono i vincitori, qua invece prendono la parola gli sconfitti che vogliono tornare a vincere.
5. Perché il festival misura temporalmente il "loro" immobilismo, l'immobilismo del sistema e di tutti i livelli istituzionali. La lotta ex Gkn è lasciata a se stessa nell'invisibilità, nell'attesa che il logoramento ci finisca. Lo sapete che a un anno dallo scorso festival la ex Gkn è nella stessa situazione di allora? La proposta di polo della cultura working class giace nel silenzio, il consorzio industriale non pervenuto, le direzioni della cooperazione e il mondo dei fondi esg non pervenuti.
6. Perché c'è la guerra e quindi le fabbriche devono produrre munizioni, droni e "approfittare dei finanziamenti alla difesa". E invece qua c'è l'idea della fabbrica socialmente integrata che vorrebbe produrre altro, collegarsi con il territorio, essere posto di lavoro, comunità, storia, narrazione, idea, archivio, benessere sociale e psico-fisico.
7. Il festival sarà parte della lotta ex Gkn e sarà "un'azione contro il riarmo". Sabato 11 aprile alle h 18.00: corteo. "Salpiamo contro il riarmo"
8. Vuoi diventare volontario/a del festival? Qua: https://forms.gle/MyEAjGXw4dZN7gEJ9
9. Autorganizza da subito il trasporto e l'ospitalità. Il mutuo aiuto nel raggiungere il festival ci aiuta (l'11 aprile ci saranno problemi sui frecciarossa tra Roma e Firenze...ad esempio):
https://t.me/+-Z_6u9tBLOw4OGU0
10. Per il capitale la lavoratrice e il lavoratore per il capitale devono avere solo due volti: alienati nel luogo di lavoro, alienati fuori dal luogo di lavoro. Occuparsi della nostra sfera sociale ci ricorda perché lottiamo in quella lavorativa.
EDIZIONI ALEGRE
Il programma del Festival di Letteratura working class 2026
Dopo le prime tre edizioni in cui abbiamo ripercorso il passato (le genealogie), il presente (le geografie) e il futuro (le prospettive) della letteratura working class, adesso siamo nella fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire.
In questa logorante “transizione” – la parola-chiave di questa edizione del Festival – nascono i mostri che indeboliscono la vertenza, ma possono anche emergere nuove energie capaci di completare la transizione. Transizione ecologica dell’impianto, come nei piani della reindustrializzazione dal basso, ma anche transizione verso un mondo nuovo. Diverso da quello orribile che ci propina riarmo, guerre, genocidio, repressione del dissenso, deportazioni di migranti, sessismo e devastazione ambientale. E che ci obbliga a vendere la nostra forza lavoro al prezzo più basso del mercato.
Di fronte a un Consorzio regionale che avrebbe dovuto dichiarare la pubblica utilità dell’area industriale dell’ex Gkn, e che in un anno invece non ha deliberato nulla, faremo il festival «senza chiedere permesso», ispirandoci al titolo di un documentario dedicato all’operaio Pietro Perotti, autore del libro I cessi di Mirafiori. Così come senza chiedere permesso, attraverso l’azionariato popolare, gli operai del Collettivo di fabbrica provano, con mezzi di fortuna e contro tutto, a far partire la reindustrializzazione.
«SENZA CHIEDERE PERMESSO»
10-11-12 aprile 2026 – Campi Bisenzio (Firenze)
Organizzato da: Edizioni Alegre, Collettivo di fabbrica ex Gkn, Soms Insorgiamo, Arci Firenze
Direttore artistico: Alberto Prunetti
IMPORTANTE
SE PARTECIPERAI AL FESTIVAL COMPILA QUESTO FORM
E AIUTACI NELL’ORGANIZZAZIONE
Dodici panel di discussione letteraria seguiti da interventi degli “elefanti nella stanza”: alcune delle lotte sociali e di classe che attraversano il nostro paese. Un concerto, uno spettacolo teatrale e un corteo per la fabbrica socialmente integrata.
VENERDÌ 10 APRILE
ore 17.30
Transizioni – Presentazione del programma del Festival
Intervengono:
Giulio Calella (Alegre)
Alberto Prunetti (direttore del Festival)
Soms Insorgiamo
Spazio Pischel Rebel
Collettivo di fabbrica ex Gkn
Ore 18.30
La transizione della working class nella forma romanzo
Nadia Terranova (scrittrice)
Wu Ming 2 (autore di Mensaleri, Einaudi)
Coordina: Angelo Ferracuti (scrittore)
L’Elefante nella stanza: Intervento del movimento No tav
Ore 20.00 Cena
Ore 21.00
L’arte proletaria di Francesco Del Casino
Roberto Mori (insegnante) e Alberto Prunetti (scrittore)
intervistano
Francesco Del Casino (pittore dei murales di Orgosolo)
Con un intervento sull’arte proletaria di Monica Dati (ricercatrice)
L’Elefante della stanza: Intervento delle lavoratrici dei musei fiorentini in mobilitazione e del Rsu della Regione Toscana
Ore 22.00
Spettacolo Teatrale: La zona blu. Una lettura di appunti dai confini dell’Europa
di Kepler-452. Scritto e interpretato da Nicola Borghesi. Video di Enrico Baraldi. Compositrice contrabbassista Francesca Baccolini. Luci di Tiziano Ruggia.
In collaborazione con Sea-Watch.
L’Elefante nella stanza: La remigrazione è un attacco di classe? Intervento di Antonella Bundu
SABATO 11 APRILE
Ore 10.30
La transizione dalla working alla caring class nel racconto italiano
Franco Berteni (curatore de I cessi di mirafiori di Pietro Perotti, Viaindustriae)
Saverio Fattori (autore di 12:47, Cn editore)
Alberto Rollo (autore di Un’educazione milanese, Ponte alle grazie)
Giorgia Protti (autrice de La giusta distanza dal male, Einaudi)
Coordina: Morena Marsilio (docente e ricercatrice indipendente)
L’Elefante nella stanza: Intervento dello sportello di ascolto e supporto sociale Brigata Basaglia
Ore 12.00
La poesia pakistana attraverso le lotte sociali
Thomas Dahnhardt (professore di lingue e letterature moderne del subcontinente indiano all’Università Ca Foscari Venezia)
Abubakar Sabir (poeta, collettivo Surkh Sawera)
Ali Hassan (poeta, Sudd Cobas)
Taimoor Hassan (Sudd Cobas)
Francesca Ciuffi (Sudd Cobas)
Coordina: Pietro Cardelli (responsabile cultura Arci Firenze)
L’Elefante nella stanza: Intervento del movimento Right to be di Palermo per i diritti dei migranti
Ore 13.30 Pranzo
Ore 15.00
Le autobiografie delle transfughe di classe femministe
Rose-Marie Lagrave (autrice di Riappropriarsi di sé, Alegre)
Simona Baldanzi (autrice di Figlia di una vestaglia blu, Alegre)
Annalisa Romani (traduttrice)
Coordina: Ornella Tajani (docente di Lingua e traduzione francese all’Università per stranieri di Siena)
L’Elefante nella stanza: Intervento del movimento transfemminista Non una di meno Prato
Ore 16.30
Il viaggio nel tempo della working class sudamericana
Kike Ferrari (autore di Todos nosotros, Alegre)
Paco Ignacio Taibo II (scrittore)
Coordina: Maria Teresa Carbone (giornalista)
L’Elefante nella stanza: Intervento della campagna contro la repressione “Lince: occhi sugli abusi” e dell’attivista italo-iraniana Marina Misaghi Nejad
Ore 18.00
Salpiamo contro il riarmo
CORTEO per la reindustrializzazione ecologica dell’ex Gkn
Ore 20.00 Cena
Ore 22.00
La mejo medicina
CONCERTO del Muro del canto
L’Elefante nella stanza: Intervento del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto
DOMENICA 12 APRILE
Ore 10.30
Scrivere in transito tra le generazioni
Ragazz* del progetto Porto delle storie (laboratorio di scrittura per adolescenti)
Gabriel Seroussi (autore di La periferia vi guarda con odio, Agenzia X)
Michele Arena (autore di Dipende dalla classe, Il Margine, e responsabile del progetto Porto delle Storie)
Agripino Do Monte Gomes Almeyda (responsabile del progetto Porto delle Storie)
Coordina: Emily Zendri (Alegre)
L’Elefante nella stanza: Intervento delle esperienze di Sport popolare (Lebowski, Valdisieve Rugby, Quarto tempo)
Ore 12.00
Dalla fabbrica alla ristorazione, itinerari del racconto working class nel nord Europa
Henrik Johansson (autore di Teglie di rabbia, Alegre)
Jussi Lahtinen (direttore del Festival di letteratura working class finlandese)
Alberto Prunetti (autore di 108 metri, Laterza)
Coordina: Eliana Como (Fiom e Fondazione Di Vittorio)
L’Elefante nella stanza: Intervento del Quarticciolo ribelle di Roma
Ore 13.30 Pranzo
Ore 14.30
La transizione della working class nella forma graphic novel
Pia Valentinis (autrice di Ferriera, Coconino Press)
Emiliano Pagani (autore di Nemici del popolo, Tunué, e Don Zauker, Feltrinelli)
Coordina: Valentina Baronti (autrice di La fabbrica dei sogni, Alegre)
L’Elefante nella stanza: Intervento dell’associazione per i diritti delle persone sex worker Brigada callejera
Ore 15.30
La letteratura palestinese, dal fiume fino al mare
Sana Darghmouni (esperta di linguistica araba all’Università di Bologna e traduttrice)
Aysar Al-Saifi (autore di Quando i picchetti sono fioriti e Foglie di gelso, Prospero editore)
Laila Hassan (ricercatrice, autrice e militante dei Giovani palestinesi)
Fanzine sulla storia delle cooperative agricole del Popular Art Centre in Cisgiordania
Coordina: Emily Zendri (Alegre)
L’Elefante nella stanza: Intervento del Gruppo Autonomo Portuali Livorno e del Movimento contro l’industria bellica “Disarmiamoli Valle del Sacco”
Ore 17.00
Transizioni contro il riarmo. In mare come in terra
Luciana Castellina (giornalista e scrittrice)
Maria Elena Delia (Global Sumud Flotilla)
Dario Salvetti (Collettivo di fabbrica ex Gkn)
Coordina: Salvatore Cannavò (Alegre)
Con interventi di presentazione dei premi di letteratura working class del Comune di Montelupo fiorentino e della IRESS Lazio – CGIL Roma e Lazio – Fondazione Giuseppe Di Vittorio
PISCHEL REBEL
Durante il Festival ci sarà uno spazio con attività per bambin* e ragazz* per includere tutte le età nel percorso di crescita collettivo, culturale e sociale dell’evento.Che permetta a tutte le persone di conciliare i tempi di cura con la partecipazione attiva. Per dare corpo alla parità di genere in un contesto di lotta, in una comunità solidale concreta, fondata sulla cura.
QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DI PISCHEL REBEL
Durante il Festival ci saranno i banchetti di:
Redacta – Un punto di incontro del sindacato lavoratori e lavoratrici freelance dell’editoria, per parlare di soldi, condizioni di lavoro e organizzazione: perché dietro ogni libro c’è lavoro, e il lavoro si difende insieme.
Militanza grafica
Malinconia fumogeno – banchetto e Chiantifa, vino rosso resistente
Sarò, inoltre, esposta la mostra fotografia 8×5 di Niccolò Barca
SE VUOI DIVENTARE VOLONTARIA/O DEL FESTIVAL COMPILA QUESTO FORM
COME RAGGIUNGERE IL FESTIVAL DI LETTERATURA WORKING CLASS
ATTENZIONE: A causa di lavori sulla rete ferroviaria dalla mezzanotte di sabato 11 aprile fino alle 15 di domenica 12 aprile i treni ad alta velocità saranno ridotti.
Quest’anno più che mai è quindi importante autorganizzarsi tra partecipanti per passaggi e ospitalità, si può fare iscrivendosi a questo gruppo Telegram: https://t.me/+-Z_6u9tBLOw4OGU0
NAVETTA
Sarà presente tutti i giorni una navetta dal Terminal Bus di Piazzale Montelungo presso Firenze Santa Maria Novella al Centro Commerciale I Gigli (Campi Bisenzio) e viceversa, che si trova a 2 minuti a piedi dal presidio della GKN.
– FIRENZE SMN (Terminal Bus, P. le Montelungo) > I GIGLI
Partenza: 10.00 | 12.00 | 16.00 | 18.00 | 20.00
Arrivo: 10.40 | 12.40 | 16.40 | 18.40 | 20.40
– I GIGLI > FIRENZE SMN (Terminal Bus, P. le Montelungo)
Partenza: 11:00 | 13.00 | 17.00 | 19.00 | 21.00
Arrivo: 11.40 | 13.40 | 17.40|19.40 | 21.40
Biglietto singola corsa (acquistabile direttamente sulla navetta): 4€ – gratuito per i/le bambini/e fino a un metro di altezza
TRENO
Le stazioni ferroviarie più vicine al Festival sono quelle di PRATO CENTRALE, CALENZANO, FIRENZE S.M. NOVELLA. Da queste è possibile raggiungere il Festival con un bus di Autolinee Toscana. Orari e informazioni sono consultabili al sito: www.at-bus.it
AUTOBUS E TRAM
Il Festival è raggiungibile via autobus e tram con le seguenti linee:
– FIRENZE S.M. NOVELLA > FESTIVAL
Prendere la Tramvia Linea T1 (direzione Villa Costanza) dalla fermata Alamanni-Firenze S.M. Novella e scendere alla fermata Porta al Prato-Leopolda. Qui prendere l’Autobus Linea CF (direzione Prato) alla fermata Porta al Prato e scendere alla fermata I Gigli-GKN.
– CALENZANO > FESTIVAL
Dalla Stazione Ferroviaria di Calenzano è possibile raggiungere il festival a piedi in 20 minuti
Altrimenti prendere l’Autobus Linea 303 (direzione Le Piagge) alla fermata Calenzano Fs e scendere alla fermata I GIGLI-GKN.
– PRATO > FESTIVAL
Prendere l’Autobus Linea CF (direzione Firenze) alla fermata Prato Stazione Fs 4 e scendere alla fermata I GIGLI-GKN.
CAR SHARING
TiMove – Telefono +39 055 0456009 – Web www.timove.com
TAXI
Società Cooperativa Tassisti Firenze
055 4242 / 055 4798 / 055 4390
Società Tassisti Prato
0574 5656
AUTO
Da Livorno, Pisa, Empoli
Prendere la SCG FI-PI-LI a doppia carreggiata in direzione Firenze, uscire al casello Firenze
Scandicci sulla A1 e seguire le indicazioni verso l’A11 Firenze Mare. Prendere l’A1 in direzione Pisa ed uscire a Prato Est direzione Campi Bisenzio. Poi seguire le indicazioni per Centro Commerciale I Gigli o Cinema UCI
Da Arezzo, Perugia, Siena, Bologna
Dall’Autostrada A1 prendere l’uscita Calenzano direzione Prato e seguire le indicazioni per Centro Commerciale I Gigli o Cinema UCI
Da Lucca
Dall’Autostrada A1, uscire a Prato Est direzione Campi Bisenzio e seguire le indicazioni per Centro Commerciale I Gigli o Cinema UCI
SUGGERIMENTI CONTATTI PER PERNOTTAMENTO
CAMPI BISENZIO
Hotel Ibis Firenze Prato Est
Via Fratelli Cervi, Campi Bisenzio
Tre stelle – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 500 m (a piedi)
Hotel Indicatore Budget & Business At A Glance
Via XIII Martiri 282, Campi Bisenzio
Due stelle – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 5 km (10 minuti in auto – 30 minuti in bus: n. 75)
Starhotels Vespucci
Via San Quirico 292/a, Campi Bisenzio
Quattro stelle – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 1 km ( 15 minuti a piedi)
CALENZANO
Hotel Valmarina
Via Baldanzese 146, Calenzano
Tre stelle – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 6 km (10 minuti in auto – 15 minuti in bus: n. 86)
FIRENZE
The Gate Hotel
Area di Servizio Firenze Nord – Autostrada uscita A1/A11 Firenze Nord
Quattro stelle – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 7 km (10 minuti in auto – 15 minuti in bus: n. 212)
Hostel 7
Viale dei Mille 11, Firenze
Ostello – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 17 km (35 minuti in auto – 1.20h in bus e treno: 20 + REG + 303)
Plus Hostel Florence
Via Santa Caterina d’Alessandria 15, Firenze
Ostello – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilitàDistanza dalla GKN: 15 km (35 minuti in auto – 1h in bus e treno: REG + 303)
a&o Hostel Firenze
Via Mannelli 119, Firenze
Ostello – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 17 km (45 minuti in auto 1h in bus: Navetta Gigli + 6)
Hu Camping in Town – Firenze
Via Generale Dalla Chiesa 1/3, Firenze
Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 17 km (45 minuti in auto)
PRATO
B&B Hotel Prato City Center
Via Bettino 2, Prato
Tre stelle – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 7 km (10 minuti in auto – 30 minuti in bus: n. 212)
B&B Royal Prato
Via Ferrara 42, Prato
Tre stelle – Prenotazioni individuali fino ad esaurimento disponibilità
Distanza dalla GKN: 7km (10 minuti in auto – 50 minuti in bus: n. 212 + 9)
AUTORGANIZZAZIONE
Gruppo Telegram
Questo gruppo nasce per offrire e richiedere alloggi e passaggi per il Festival di Letteratura Working Class che si terrà presso la GKN (Via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio, FI). Unisciti!

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