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USA. Cos'è l'ICE e come è nata

LE MALETESTE

15 gen 2026

La storia dell'agenzia federale USA attualmente al centro di scontri e manifestazioni ostili di piazza - FANPAGE e IL POST

Cos’è l’ICE negli USA e perché i cittadini protestano contro la polizia anti-immigrazione dopo Minneapolis

Cosa l’ICE e di cosa si occupa l’agenzia federale già al centro di numerose controversie, tornata alla ribalta delle cronache dopo l’uccisione da parte di un agente della 37enne Renee Nicole Good a Minneapolis.


di Ida Artiaco

15 gennaio 2026


La sigla ICE sta per Immigration and Customs Enforcement: si tratta dell'agenzia federale già al centro di numerose controversie, sia per l'impiego massiccio che ne sta facendo il presidente Donald Trump nell'ambito di un più generale inasprimento delle politiche migratorie, sia per via dei metodi che utilizza, giudicati in alcuni casi disumani.

Il suo compito è quello di far rispettare le leggi sull'immigrazione illegale e combattere i reati transnazionali.

È la seconda agenzia investigativa per dimensioni dopo l’Fbi.

Ha un budget annuo di quasi otto miliardi di dollari e conta oltre 20mila dipendenti.


Dell'ICE si è tornati a parlare nei giorni scorsi dopo la morte della 37enne Renee Nicole Good, mamma di tre figli, uccisa proprio da un agente dell'immigrazione, Jonathan Ross, con tre colpi di pistola al volto a Minneapolis, in Minnesota. L'episodio ha suscitato un'ondata di proteste non solo a Minneapolis, ma anche nel resto del Paese, con scontri tra agenti federali e cittadini o cittadine e con lo slogan "Ice, Out for Good".


Cos'è l'ICE negli USA e quali sono i metodi della polizia anti-immigrazione

Come abbiamo visto, l'ICE è una agenzia federale statunitense il cui compito è quello di far applicare le leggi sull'immigrazione illegale e non solo, anche il rispetto dei reati transnazionali.

Creata dal presidente Bush nel 2003 all'indomani dell'attentato alle Torri gemelle a New York, dipende dal dipartimento della Sicurezza interna, guidato da Kristi Noem, ed è divisa in due rami.

Il primo è Ero (Enforcement and Removal Operations, in italiano: "Operazioni di applicazione e rimozione"), ed è il braccio operativo, con agenti armati che si occupano di trovare, arrestare e poi deportare gli immigrati irregolari presenti negli Usa; gestisce anche i centri di detenzione in cui vengono recluse le persone dopo gli arresti, in attesa dell'espulsione.

Il secondo ramo è chiamato Hsi (Homeland Security Investigations, cioè "Indagini di sicurezza nazionale") ed è quello investigativo, che si occupa di traffico di droga e armi, tratta di esseri umani, criminalità informatica, frodi finanziarie, terrorismo e reati doganali.


Negli ultimi tempi – e in particolare durante i mandati presidenziali di Trump – ha iniziato a concentrarsi sull'immigrazione irregolare, diventando lo strumento attraverso il quale il governo espelle in massa le persone migranti e richiedenti asilo.

L'ICE ha registrato 32.809 arresti nei primi 50 giorni del nuovo mandato, a fronte dei 33.242 arresti dell'intero anno fiscale 2024 dell'amministrazione Biden. Il 4 giugno 2025 è stato raggiunto il record di oltre 2.200 arresti in una sola giornata, il dato più alto della storia americana.


Perché gli agenti ICE possono sorvegliare anche i social

Gli agenti dell'ICE controllano web e piattaforme social, ma sono anche in grado di tracciare gli spostamenti di qualsiasi dispositivo connesso a internet, visualizzando anche uno storico degli spostamenti. Il tutto senza che sia necessario un mandato o un ordine del giudice. I loro interventi sul territorio sono diventati molto più frequenti e le regole sono cambiate: ad esempio, non ci sono più le limitazioni che in precedenza impedivano di fare arresti in luoghi sensibili come scuole o ospedali, e anche l'iter per gli arresti è stato di molto semplificato e l'uso della forza è diventato all'ordine del giorno.


Negli ultimi giorni sono esplose le proteste contro l'ICE in particolare a Minneapolis dopo la morte di  Renee Nicole Good, la 37enne colpita a morte durante un’operazione federale in un quartiere residenziale della cittadina del Minnesota. Un video girato dal cellulare dell’agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) Jonathan Ross offre una prospettiva ravvicinata e finora inedita sui momenti che hanno preceduto l'accaduto: si vede l’auto che avanza, poi tre colpi di pistola e lo schianto finale.


Dopo la sparatoria in cui è rimasta coinvolta la 37enne, il dipartimento di Giustizia ha deciso di non avviare un'indagine per stabilire se l'uso della violenza da parte dell'agente Jonathan Ross fosse giustificato. Invece ha avviato un'inchiesta per esaminare i legami tra Good e sua moglie, Becca, con diversi gruppi che nelle ultime settimane hanno protestato contro l'Immigration and Customs Enforcement.


Fonte: FANPAGE (https://www.fanpage.it/esteri/cose-lice-negli-usa-e-perche-i-cittadini-protestano-contro-la-polizia-anti-immigrazione-dopo-minneapolis/) - 15 gen. 2026



Che cos’è l’ICE e chi sono i suoi agenti

di ilpost.it

5 gennaio 2026


(...) Già tra il 2009 e il 2016, durante la presidenza di Barack Obama, l’agenzia aumentò il numero di espulsioni di immigrati senza documenti, che furono complessivamente 2,4 milioni. Ma ha assunto un ruolo preminente durante il primo mandato di Trump (2017-2021) e soprattutto in questo primo anno del suo secondo mandato.


Meno di un mese dopo l’insediamento del presidente, l’ICE ha lanciato una campagna di comunicazione sui social e sui media costata milioni di dollari e rivolta agli immigrati senza documenti. Il messaggio era: lasciate il paese ora o preparatevi a diventare «bersaglio di caccia». L’amministrazione ha autorizzato l’agenzia a compiere operazioni un po’ ovunque, anche in luoghi in passato evitati, come scuole, chiese, posti di lavoro.


L’agenzia ha avviato una massiccia campagna di reclutamento, che secondo il governo ha ricevuto 150mila candidature: oggi i dipendenti sono circa 20mila. Secondo i media statunitensi i nuovi contratti prevedono 50mila dollari di incentivo alla firma e fino a 60mila dollari di cancellazione di debiti studenteschi (buona parte della popolazione statunitense contrae dei prestiti per permettersi gli studi, che poi ripaga durante la vita lavorativa).

Parte dei nuovi agenti dell’ICE viene da altri settori della polizia e delle forze dell’ordine, ma alcuni provengono dal settore della sicurezza privata. Per avere più rapidamente agenti a disposizione, l’ICE ha accorciato il periodo di addestramento da 13 a 8 settimane e ha aumentato l’età massima per fare richiesta di entrare nel corpo. I nuovi agenti vengono subito impiegati nelle retate sulle strade, a volte senza una formazione adeguata e con molte meno attenzioni rispetto ad altri corpi delle forze dell’ordine.


L’ICE ha potuto contare su molti fondi: al consueto bilancio annuale di circa 9-10 miliardi di dollari si è aggiunto uno stanziamento pluriennale di 75 miliardi di dollari inserito nel “One Big Beautiful Bill” (“Grande e Bellissima legge”, si chiama proprio così), una specie di legge di bilancio approvata a luglio che prevede grandi tagli delle tasse e delle spese sociali. I fondi coprono il periodo fino al 2029 ma già da quest’anno hanno reso l’ICE l’agenzia più finanziata della storia del paese, anche più dell’FBI e della DEA (che si occupa del contrasto al traffico di droga).

I fondi dovrebbero servire in buona parte per costruire nuovi centri di detenzione, con l’obiettivo di arrivare a una capacità di più di 100mila persone contemporaneamente (oggi sono intorno alle 60mila, considerando anche i nuovi centri come il discusso Alligator Alcatraz in Florida). Secondo documenti visti dal Washington Post l’obiettivo è costruire sette enormi centri dalla capacità di 5-10mila persone l’uno, in diverse zone degli Stati Uniti, favorendo la concentrazione e quindi i processi di espulsione.


In molti casi gli immigrati portati nei centri di detenzione dell’ICE non sono sottoposti a processo e hanno scarse tutele: per questo le loro condizioni sono ritenute anticostituzionali da molti esperti legali. Le associazioni per i diritti umani hanno denunciato inoltre che nei centri i detenuti subiscono violazioni «che in alcuni casi costituiscono torture», secondo Amnesty International.

Durante le operazioni di arresto inoltre gli agenti dell’ICE intervengono su auto senza contrassegni e talvolta con targhe sostituite per non essere riconosciuti. Hanno il volto coperto, non si identificano, e spesso hanno individuato le persone da arrestare basandosi sul fatto che avevano tratti latinoamericani, che parlavano spagnolo o che frequentavano locali e zone in cui gli immigrati sono numerosi. Chi viene arrestato spesso non può contattare un avvocato.

Uno dei casi più eclatanti è stato quello di Kilmar Abrego Garcia, un uomo salvadoreño di 29 anni che fu arrestato, espulso dagli Stati Uniti (nonostante avesse un regolare permesso di soggiorno) e rinchiuso per mesi in un carcere di massima sicurezza a El Salvador. La sua vicenda è diventata una sorta di simbolo delle politiche repressive e arbitrarie contro l’immigrazione adottate dall’amministrazione Trump.


In questi mesi ci sono stati vari interventi di giudici federali che hanno dichiarato illegali gli arresti di alcuni immigrati e ne hanno ordinato la liberazione. Non sempre le sentenze sono arrivate in tempo per evitare le espulsioni, e comunque le possibilità legali di ricorrere contro queste detenzioni sono molto più limitate rispetto a un normale arresto.

Due sentenze della Corte suprema, del 1984 e del 2022, interpretano l’azione degli agenti dell’ICE come meno impugnabile per violazioni delle garanzie costituzionali rispetto a quelle di altri corpi di polizia, valutandone l’azione come legata alla “sicurezza nazionale”. In parte è dovuto al fatto che fino a qualche anno fa l’ICE interveniva principalmente in casi legati al terrorismo, mentre ora si occupa di situazioni più comuni e di persone meno pericolose.


In questi mesi sono stati spesso cittadini e attivisti a opporsi alle operazioni dell’ICE: è successo con una certa frequenza durante l’estate a Los Angeles, ma anche a Chicago. In California le proteste contro l’operato dell’ICE hanno assunto grandi dimensioni e portato anche a scontri. Trump ha inviato, o provato a inviare, in molte città governate dai Democratici i soldati della Guardia Nazionale, proprio per proteggere le retate dell’ICE (anche questo uso della Guardia Nazionale è oggetto di dispute legali). A settembre a Dallas un uomo ha sparato contro un ufficio dell’ICE, uccidendo una persona che era stata arrestata.


Fonte: IL POST (https://www.ilpost.it/2026/01/05/ice-anno-operazioni/) - 5 gen. 2026

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