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ex-GKN Firenze. E voi come state? 2021-2026: per una cronaca non ancora del tutto scritta

ex-GKN Firenze. E voi come state? 2021-2026: per una cronaca non ancora del tutto scritta

LE MALETESTE

7 lug 2026

Gli ultimi comunicati (5/6/7 luglio 2026) resi pubblici dal COLLETTIVO DI FABBRICA - LAVORATORI GKN FIRENZE e il programma completo della due-giorni dell'11 e 12 luglio 2026

>>> ANTEPRIMA



I COMUNICATI:


Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

5 luglio 2026, 12.00 | FACEBOOK

E voi come state? – Parte 1: i salari

1. Nel luglio 2021 il nostro ragionamento era semplice: il sistema sa come piegare le lotte e non concede nemmeno una vittoria. Per questo, per vincere alla GKN, era ed è necessario cambiare i rapporti di forza. Ma se i rapporti di forza cambiano, cambiano a favore di tutte e tutti. "Fatti un favore, unisciti alla lotta."

2. E inoltre: per contrastare un capitale che si muove verso la speculazione e il massimo sfruttamento serve una lotta di lunga durata. Ma come può resistere una singola fabbrica, se non diventa un punto di convergenza, di connessione tra lotte e cause diverse?

3. Non si doveva quindi spettacolarizzare i nostri licenziamenti: che ciò che stava accadendo a un'intera fabbrica era la forma più evidente di ciò che milioni di lavoratrici e lavoratori vivevano già ogni giorno.

4. Per questo chiedevamo: "E voi come state?"

5. In questi 5 anni il capitale ha messo in campo ogni strumento per logorarci e dividerci. Tra questi, smettere di pagarci il salario: 15 mesi senza stipendio. Una scelta socialmente criminale: senza sapere se per famiglie intere voleva dire perdere la casa, le cure mediche, l'autolesionismo.

6. Tutte le sentenze, finora, ci hanno dato ragione: quegli stipendi erano dovuti. Ma il punto, ancora una volta, non siamo noi, ma "noi tutte/i"

7. Se a noi hanno fatto questo, cosa è successo ad esempio agli stipendi nel resto del paese?

8. Dal 2021 a oggi i salari reali in Italia sono diminuiti dell'8,8%. Significa aver lavorato, in media, quasi una mensilità all'anno senza retribuzione reale, perché il potere d'acquisto dello stipendio è stato eroso dall'inflazione. La nostra condizione si è distinta solo perché era più esplicita.

9. A noi hanno smesso di pagare lo stipendio. A milioni di persone lo stipendio ha semplicemente smesso di bastare.

10. 11 e 12 luglio: non mancare, tutte le info su insorgiamo.org e nei commenti. Perchè il domani arriva sempre. Ma se è peggiore o migliore lo decidiamo oggi.



Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

6 luglio 2026, 10.23 | FACEBOOK

E voi come state? - Parte 2: 2021-2025: automotive e crisi industriali

1. Nel luglio 21 i nostri licenziamenti fecero scalpore. Ma quello che accadeva a noi era diventato possibile per gli arretramenti in tutto il mondo del lavoro. E per vincere alla Gkn era necessario invertire i rapporti di forza a livello generale. E se i rapporti di forza cambiavano, cambiavano poi a favore di tutte/i.

2. . Il sistema cercò di "enfatizzare" gli elementi specifici della nostra vicenda. Ciò che doveva sfuggire era che noi eravamo la tappa di una lunga serie di licenziamenti, delocalizzazioni e dismissioni industriali (particolarmente nell'auto)

3. Vincere qua (non perchè più importanti di altri, ma per la forza specifica che avevamo), per il movimento sindacale, era l'occasione per invertire la tendenza?

4. E oggi, dopo appena 4 anni, quanto abbiamo pagato non aver ancora cambiato i rapporti di forza?

131.035 lavoratori coinvolti in tavoli di crisi

560 milioni di ore di cassa integrazione nel 25

Cassa Integrazione Straordinaria + 58% rispetto a 24

Travolti settori come la moda e l'elettrodomestico. Delocalizzazioni continuate.

5. E l'automotive? Se si considera l'intero settore, nel 2021 si producevano 795.000 veicoli, nel 2025 474.000 (-40% della produzione). Se si guarda solo alle auto, 238.000 prodotte nel 2025 (record negativo, le stesse del 1953!). A breve altri 70.000 posti di lavoro a rischio.

6. E quindi? Si deve partecipare ai tavoli istituzionali, per carità. Ma aspettando Godot o il falso reindustrializzatore, quando il sistema diventa ogni giorno più speculativo e bellico? Fare i comunicati stampa indignati e solidali? Si può e si deve scioperare e manifestare, certamente (anche se quando la produzione cala, lo sciopero alla lunga perde efficacia..).

7. Oppure dotarsi di metodi di lotta contro il capitale che delocalizza verso speculazione e guerra: cassa di mutuo soccorso nazionale, assemblee permanenti, presidi, piani comunitari ed ecologici di riconversione delle fabbriche, ecc

8. E finchè è aperto questo spiraglio, vincere alla ex Gkn perchè ogni giorno in cui non cambiano i rapporti di forza per noi, cambiano per loro.

9 luglio, aderiamo allo sciopero dell'industria

11 e 12 luglio, convergere, salpare, insorgere.



Click anche qui, sull'immagine, per aprire IL PROGRAMMA COMPLETO DELL'11 e 12 LUGLIO 2026
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Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

7 luglio 2026, 12.15 | FACEBOOK

Ex Gkn: una liquidazione eterodiretta da interessi immobiliari?

Parte prima.

𝟏. 𝟏𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓, 𝐡 𝟏𝟖.𝟏𝟎, 𝐑𝐨𝐦𝐚. Clara Borri cede il 100% di Spal Invest alla società Nuove Iniziative Industriali Srl di Gianluca Franchi, al costo di 1 milione di euro. Spal Invest controlla il 43% delle quote di Idea Sgv per un totale di 2 milioni di euro. Insomma, 1 milione di euro per 2 milioni di euro: forse un affare?

𝟐. 𝟏𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓, 𝐡 𝟏𝟖.𝟓𝟎, 𝐑𝐨𝐦𝐚. Stesso studio notarile. Spal Invest - controllata da Nuove Iniziative Industriali - cede le proprie quote di Idea Sgv pari a 2.150.000 euro a Nuove Iniziative Industriali di Gianluca Franchi per 3 milioni di euro. 3 milioni per 2 milioni, forse non proprio un affare?

3. Clara Borri e Catia Costantini, le altre due proprietarie delle quote di Idea Sgv, 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐨𝐩𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨 sulle quote vendute.

4. 𝟐𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓, 𝐑𝐨𝐦𝐚. Catia Costantini e Clara Borri acquistano da Nuove Iniziative Industriali le quote di partecipazione in Idea Sgv (valore 2.150.000 euro) per 3 milioni di euro. Quando qualche giorno prima non le avevano comprate per 2 milioni. Anche questo, forse non un affare?

5. In particolare i 2.150.000 euro vengono così ripartiti: Clara Borri acquisisce 1.950.000 euro di quote al prezzo di 3 milioni di euro. Catia Costantini riceve 200.000 euro di quote di partecipazione senza aver pagato un euro. Un affare?

6. E fin qua, sono passaggi che possono apparire bizzarri, ma in fondo a noi cosa interessa? Se non fosse che i 3 soggetti sono tutti implicati in forma diretta, indiretta o magari solo potenziale nell’annosa vicenda della ex Gkn.

7. 𝐈𝐝𝐞𝐚 𝐒𝐠𝐯: è la società immobiliare che si è offerta per pagare i 22 milioni di euro della liquidazione concordataria della ex Gkn Qf

𝐆𝐢𝐚𝐧𝐥𝐮𝐜𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢: è il liquidatore della stessa ex Gkn Qf.

𝐂𝐚𝐭𝐢𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢: è associata o legata professionalmente allo studio Costantini&Partners che ha redatto ed attestato il piano di concordato preventivo liquidatorio della ex Gkn?

8. È normale che il processo di liquidazione di una azienda veda 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐞 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢 e profitti immobiliari sulla liquidazione stessa?

Non chiediamo se sia legale o meno (sarebbe interessante saperlo, ma di certo non siamo noi a dover indagare), ma se non getti una luce sinistra su tutti i passaggi e soprattutto su tutti i nessi di causa-effetto della liquidazione?

9. Qf (ex Gkn) doveva liquidare e quindi ha venduto i propri asset immobiliari 𝐨 𝐢𝐥 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞̀ 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨:

c’era da fare un affare immobiliare e quindi si doveva dirigere e determinare in quella direzione la liquidazione della ex Gkn?

10. 𝐂𝐢 𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨. 𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐞𝐜𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐞: dicembre del 2021 un imprenditore privato, Francesco Borgomeo, subentra nella vertenza Gkn e compra la fabbrica. Quanto la paga? Come mai subentra se non ha nulla di suo da produrre? Per produrre cosa? Per farci cosa? E quale “potenza economica” ha se la sua stessa azienda è in quel momento indebitata? Si firma un accordo quadro al Ministero dello Sviluppo Economico nel gennaio del 2022 dove l’impegno è per la reindustrializzazione della fabbrica. Una reindustrializzazione, purtroppo, può durare anni di tentativi. 𝐏𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐫𝐚𝐩𝐢𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐬𝐮𝐛𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐥’𝐚𝐟𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞?

11. Ecco, solo l’evolvere dei fatti:

- 𝟐𝟖 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟐. Viene predisposta una stima del valore dell’immobile e del terreno della fabbrica (fabbrica!) Gkn. La stima totale del valore è di 29.600.000 euro che però è così divisa: 13 milioni di euro circa per il terreno e 15 milioni di euro per il fabbricato. Quindi, chi ha predisposto la stima sa che “solo” il terreno vale 13 milioni di euro. Per assurdo, si potrebbe fare business buttando giù l’immobile e ricostruendolo, usando il solo valore del terreno. Per assurdo.

- 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐: Francesco Borgomeo costituisce la Pvar. 𝐋𝐚 𝐏𝐯𝐚𝐫 è una società che pare avere un profilo immobiliare. Tra le attività del suo oggetto sociale leggiamo: “l’acquisizione di complessi aziendali, qualunque sia il loro oggetto sociale (…) l’acquisto, la permuta, la vendita, la costruzione, la ristrutturazione e la gestione di beni immobili”.

- 𝟑 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟐, 𝐥𝐚 𝐏𝐯𝐚𝐫 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐨𝐦𝐞𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞 della Qf ex Gkn. La Pvar di Borgomeo infatti acquista il 100% delle quote della Qf dalla Plar di Borgomeo. Questo passaggio non è reso noto. Anzi viene trascritto nel registro delle imprese solo il 13 febbraio 2023

- 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟑; 𝐥𝐚 𝐐𝐟 (𝐞𝐱 𝐆𝐤𝐧) 𝐞̀ 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. Solo ora viene trascritto nel registro delle imprese il passaggio da Plar a Pvar e quindi si riesce ad evincere il carattere potenzialmente più immobiliare della nuova controllante

- 𝟐𝟐 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝟐 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐒𝐫𝐥: 𝐓𝐮𝐬𝐜𝐚𝐧𝐲 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐲 𝐒.𝐫.𝐥. 𝐞 𝐒𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐈𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 (d’ora in poi le chiameremo TI e SIT). Tuscany Industry riporta tre le attività del proprio oggetto sociale: “l’acquisto, la vendita, la permuta, la costruzione, la ristrutturazione, la gestione di beni immobili”. Entrambi i soggetti quindi hanno spiccato carattere immobiliare.

- 𝟐 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑, l’assemblea di Qf (ex Gkn, Francesco Borgomeo) autorizza il liquidatore Gianluca Franchi a sottoscrivere il 𝐩𝐫𝐞𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞, dell’intero complesso immobiliare della Gkn, a favore di SIT (Sviluppo Immobiliare Toscana)

- 𝟐 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑, 𝐓𝐮𝐬𝐜𝐚𝐧𝐲 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐲 𝐒.𝐫.𝐥. 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞 a Francesco Borgomeo 1.000.000 di euro (mediante pagamento dilazionato, il cui saldo è previsto entro il 31.03.2024) per acquistare il 50% delle quote di Pvar S.r.l.,controllante di Qf. Nell’atto, tale vendita risulta inserita nell’ambito di più ampi e separati accordi tra le parti, definiti “l’Operazione”.

- 𝐑𝐢𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨: non aziende che esistevano da tempo ma Srl che sembrano formate alla bisogna. La situazione diventa questa:

QF (ex Gkn) posseduta al 100% dalla società PVAR s.r.l. che è a sua volta posseduta al 50% da Francesco Borgomeo ed al 50% da Tuscany Industry s.r.l., quest’ultima a sua volta posseduta al 100% dalla 𝐅𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐅𝐢𝐝𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐬.𝐫.𝐥. 𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨: 𝐜𝐡𝐢?

- 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑: Mirko Polito, amministratore delegato di Ti e Sit, è nominato anche amministratore delegato di Pvar (50% di Borgomeo, 50% di Ti) che controlla la Qf ex Gkn.

- 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑: 𝐐𝐟 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 senza tuttavia attivare, come avrebbe dovuto, la procedura prevista dalla c.d. legge anti-delocalizzazione che avrebbe allungato i tempi del licenziamento da 75 a 180 giorni e obbligato l’azienda a presentare un piano con il quale avrebbe dovuto valutare il ricollocamento dei dipendenti, ma anche la fattibilità di piani industriali di cooperative e la possibile continuità produttiva. Ci sono tante differenze tra la procedura di licenziamento collettivo con la legge 223 e quella con la 234, ma una su tutte riguarda i tempi: 75 giorni invece di 180 e la discussione di un piano anche sulla possibile continuità occupazionale e il subentro di cooperative di lavoratori. 𝐂’𝐞𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞?

- 𝐧𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟑 𝐢𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 annulla per la seconda volta la procedura di licenziamento collettivo e ordina a QF di aprire la procedura anti – delocalizzazione, formalmente aperta il 2 gennaio 2024.

- 𝟐𝟖 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒, 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐐𝐟 𝐜𝐢𝐨𝐧𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐚 dell’area immobiliare a Sit e Ti. Ma non ne dà notizia ai diversi tavoli istituzionali in cui in quel momento il liquidatore Franchi e i rappresentanti di Qf ex Gkn (tavoli istituzionali sia della Regione sia del Ministero, dove devono tra l’altro dare conto del piano sociale da presentare in base alla procedura della 234). E in generale hanno il dovere sociale e professionale di dare conto alle parti sociali delle prospettive.

- il Collettivo di Fabbrica denuncia da ottobre 2023 i sospetti del carattere immobiliare di tutta l’operazione. Ai tavoli istituzionali sindacato e Rsu continuano 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐫𝐢𝐜𝐚

- entro marzo 2024, Qf ex Gkn avrebbe dovuto presentare il piano sociale previsto dalla procedura anti-delocalizzazione aperta dalla società su ordine del Tribunale di Firenze. Avrebbe dovuto dare quindi conto dei piani per dipendenti e possibile continuità e riqualificazione produttiva. Invece, 𝐢𝐥 𝟐𝟗 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐚 𝐢 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 e così si sottrae al dovere di presentare il piano, eludendo l’ordine del Tribunale di Firenze.

- ma nonostante i licenziamenti ritirati, il piano immobiliare continua. Come si può ritirare i licenziamenti e alienare l’immobile dove bisognerebbe impiegare i dipendenti?

- 𝟏𝟐 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒. 𝐅𝐢𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐝𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐲 dove la domanda che rivolgeremmo a Qf è sempre la stessa: cosa volete fare della fabbrica e dell’immobile? Il Ministero, di concerto con Qf, sposta l’incontro a più avanti. Che strana coincidenza, ministro D’Urso…

- 𝟏𝟐 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒, 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨. 𝐐𝐟 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 (13 milioni di euro solo il valore del terreno…) per 7 milioni di euro a Sit e Ti

- Sit, Ti e Qf sono 𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ “𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐥𝐚𝐭𝐞”, come verrà ammesso da loro stesse in più di una occasione

- Ma chi c’è dietro a Sit e Ti? Come già detto, sono controllate da due società fiduciarie che schermano a loro volta qualcun altro. Chi e perché?

- giusto per la cronaca: tutto questo noi lo scopriremo da soli nell’ottobre del 2024. Tutti i passaggi che stiamo descrivendo sono tenuti nascosti alle rappresentanze istituzionali e sociali.

- 𝟐𝟎 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒; un articolo di giornale associa per la prima volta Ti (Toscana Industry) e Sit (Sviluppo Immobiliare) a Idea Investment e Clara Borri (Idea Sgv). Non solo ci sono evidenti legami relazionali tra Mirko Polito e Ricciotti Graniglia Ceo di Idea, ma le sedi delle diverse società coincidono.

- Ecco cosa scrive Andre Ballone in questo articolo (https://www.informazionesenzafiltro.it/2024-06-26-futuro...):

“𝑀𝑖𝑟𝑘𝑜 𝑃𝑜𝑙𝑖𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀, ℎ𝑎 𝑠𝑒𝑑𝑒 𝑎 𝑀𝑖𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑣𝑖𝑎 𝐿𝑎𝑟𝑔𝑎 6, 𝑑𝑜𝑣𝑒 ℎ𝑎 𝑠𝑒𝑑𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝐼𝑑𝑒𝑎𝑔𝑟𝑜𝑢𝑝, 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑖𝑚𝑚𝑜𝑏𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒. 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑜𝑐𝑒 (𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒) 𝑠𝑝𝑖𝑛𝑔𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒. 𝐷𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑜, 𝑀𝑖𝑟𝑘𝑜 𝑃𝑜𝑙𝑖𝑡𝑜 ℎ𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜, 𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑢𝑖 𝐼𝑑𝑒𝑎 𝑅𝑒𝑠𝑡𝑟𝑢𝑐𝑡𝑢𝑟𝑖𝑛𝑔.

𝑆𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑎 𝑓𝑜𝑠𝑠𝑒 𝑢𝑛 𝑔𝑖𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑠𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒 𝑒̀ 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑓𝑖𝑛 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜. 𝑀𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑒 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑐𝑒𝑛𝑎, 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑒.”

- Interpellato nello stesso articolo Mirko Polito dice anche riguardo alla ex Gkn: “è un po’ tutto fermo”. Tutto fermo, tranne l’immobile che è appena stato venduto.

13. Tutto preparato nei minimi dettagli? Forse, ma - peccato -

𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢. E la Qf fa di tutto per non farlo, perdendo però fino ad oggi qualsiasi causa a riguardo. I debiti accumulati dalla Qf, non solo nei confronti degli ex dipendenti, sono ad oggi stimati in circa 28 milioni di euro. I conti iniziano a non tornare?

14. L’apertura del fallimento però determinerebbe indagini su tutto quanto è accaduto.

15. Nella procedura fallimentare, però, e per evitare il fallimento di Qf (ex Gkn), 𝐓𝐢 𝐞 𝐒𝐢𝐭 𝐬𝐢 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐐𝐟. Non solo le hanno comprato l’immobile ma ora si fanno carico anche dei debiti (possiamo ipotizzare un esborso complessivo potenziale tra i 20 e i 30 milioni di euro, se si considera quanto già pagato?).

16. Ma Ti e Sit sono Srl appena nate. Non hanno nulla. E quindi,

𝐜𝐡𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚? 𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐈𝐝𝐞𝐚 𝐒𝐠𝐯, con Ceo Ricciotti Granigila e socia Clara Borri. Che non sorpresa! Idea Sgv verserebbe 22 milioni di euro (11 nelel casse di Ti e 11 nelle casse di Sit).

17. 6 maggio 2026. Ricciotti Graniglia di Idea Group dichiara alla Nazione:

"𝐿𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑒𝑚𝑜? 𝐷𝑒𝑚𝑜𝑙𝑖𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎. 𝐿𝑎 𝑓𝑎𝑏𝑏𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑒̀ 𝑜𝑟𝑚𝑎𝑖 𝑜𝑏𝑠𝑜𝑙𝑒𝑡𝑎 (…) 𝐵𝑢𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑔𝑖𝑢̀ 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑏𝑏𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖 (…) 𝑂𝑣𝑣𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑔𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑡𝑎, 𝑝𝑒𝑟𝑜̀, 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑎𝑙𝑒". 𝐼 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑡𝑜𝑝 𝑠𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡. "𝐴𝑙 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑒𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜” (SIC!)

18. Tra parentesi, il 3 aprile 2026 Idea Sgv in verità ha cambiato nome da "IDEA SGV S.r.l.", in "Idea Development Società a responsabilità limitata", in forma abbreviata "Idea Development S.r.l.". Cosa che viene omessa in ogni atto ufficiale, ma questo giusto per dare l’idea della confusione.

19. Infine leggiamo da una relazione di parte, cioè commissionata dalla stessa Qf: ai fini della richiesta di risarcimenti sarebbe tra le varie cose da STABILIRE SE:

“𝐬𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐝𝐚𝐫 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚”.

20. Sì, SAREBBE da stabilire. Ma è materia difficile da indagare senza gli strumenti giudiziari. Quello che invece possiamo fare, da subito, è esprimere un giudizio sociale e politico su tutto questo.

21. E la politica dovrebbe intervenire. Come? 𝐂𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨. 𝐄 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐞̀ 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨? 𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐩𝐩𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨.

22. E se invece il punto non fossero proprio i legami tra la politica sia regionale sia nazionale e tutto quanto abbiamo descritto?

Visto l'incredibile vicenda, l'onere e l'onore di dimostrare il contrario, starebbe alla politica stessa.

#insorgiamo 

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