
LE MALETESTE
13 gen 2026
Appello del Collettivo di Fabbrica ex-GKN di Firenze per contribuire alla seconda campagna di azionariato popolare: ogni azione è uno schiaffo a un intero sistema. Fatti questo favore: questa volta vinciamo noi - COLLETTIVO DI FABBRICA
COLLETTIVO DI FABBRICA ex-GKN Firenze
Rompere l’immobilismo e il boicottaggio con un’azione: un’azione semplice per salvare la fabbrica socialmente integrata e la reindustrializzazione dal basso. Partiamo con un nuovo “reward crowdfunding” (raccolta fondi a ricompensa). Dove la ricompensa è semplice: uno schiaffo in faccia a un intero sistema.
Questa campagna non sostituisce quella partita su Ener2Crowd: le si affianca. Sono due cose diverse e due metodi diversi per sostenere la reindustrializzazione dal basso. Nel caso di Ener2Crowd tutte e tutti coloro che vogliono diventare azioniste/i popolari diretti possono confermare la propria manifestazione di interesse, iscrivendosi alla piattaforma e versando la propria quota di azionariato popolare. In questo modo si diventerà socie e soci diretti della Gff.
In questo secondo caso, si dona invece una quota – libera e senza limiti, anche se consigliamo simbolicamente di donare la cifra che corrisponde a una “azione” – a un unico soggetto associativo che poi diventerà a sua volta azionista popolare collettivo in nome di tutte e tutti i donatori. Non si sarà quindi socie e soci diretti, ma parte collettiva di un azionista popolare generale.
Se siamo costretti a questo “sdoppiamento”, a questo rilancio, è perché il boicottaggio contro la reindustrializzazione si è dimostrato ancora più esteso e subdolo di quanto si potesse ipotizzare. Ci hanno fatto perdere altri mesi, in modo grave, vergognoso. E ora il tempo stringe. La campagna di donazioni può essere rapida, immediata, estesa, contundente. È un altro modo per “manifestare” e dimostrare che siamo migliaia. È una vera e propria campagna sociale ed economica contro il riarmo, il black deal, il blocco contro la transizione climatica.
Aiutateci ad essere la vostra flotilla nell’economia: a salpare ad ogni costo e, se necessario, ad andare a sbattere contro il blocco navale.
Siamo quindi, ancora, all’ennesimo determinato, caparbio, necessario rilancio della lotta ex Gkn: il rilancio di un azionariato popolare ancora più esteso per rompere il boicottaggio di un intero sistema. Sia fatto consapevolmente o no, il logoramento nei confronti della lotta ex Gkn è evidente: da un lato l’intervento pubblico che manca o è insufficiente, con il consorzio industriale pubblico che finora non è intervenuto e chissà mai se lo farà e dall’altro fondi di investimento cosiddetti “sociali” e direzioni del mondo cooperativo che stanno alla finestra.
Fanno eccezione alcuni investitori, tra cui Banca Etica, che rimangono attaccati al progetto originario. Ma che di per sé non bastano.
Siamo come un ferito che prova a fermare l’emorragia con le proprie stesse mani. Siamo consapevoli che il tempo gioca da tempo contro di noi. Già un anno fa il piano industriale era compromesso dagli enormi ritardi a cui veniva sottoposto. Oggi la situazione si presenta ancora più difficile.
I nostri avversari hanno usato il tempo e il logoramento: rinvii, dopo rinvii, attese, finte verifiche, finte promesse.
Dopo 4 anni di lotta, 15 mesi senza stipendio e 8 mesi di disoccupazione, tutto potrebbe sembrare perso e contemporaneamente tutto potrebbe sembrare già sufficiente a dire che “in fondo abbiamo vinto”. Le lezioni che si possono trarre da questa lotta sono già enormi, la sua eredità storica non sparirà, il suo esempio parlerà ancora per anni.
E allora perché insistere? Perché questa è ancora una lotta che non possiamo permetterci di perdere e “loro” non possono permettere che vinca. Perché, nata dal “semplice” obiettivo di riaprire la fabbrica, questa resistenza operaia prolungata ha finito per mettere in luce tutti i nodi “sistemici” che oggi ci trascinano verso la catastrofe.
Un sistema economico sempre più parassitario, speculativo, basato su delocalizzazioni, rendita finanziaria e immobiliare, è alla base del processo di deindustrializzazione, abbassamento di salari e diritti, che attraversa la società, in particolare quella italiana ed europea. Hanno provato a incolpare la transizione climatica dei processi di crisi. Ma il re è nudo: la povertà aumenta e la transizione climatica non c’è stata.
E ora, con lo stesso livello di ipocrisia, ci vogliono convincere che il riarmo sia necessario a fermare il declino industriale.
Mentre si dedicavano a consumo del suolo, genocidio e guerra, autoritarismo, razzismo, xenofobia, economia fossile, i circoli finanziari dei nostri paesi sono stati letteralmente surclassati dall’industria cinese in termini di produzione di fotovoltaico e rinnovabili.
E ora, mentre i governi europei teorizzano che sia impossibile recuperare tale gap, sostengono invece che sia possibile e auspicabile la guerra mondiale. E non solo: che questa sia la chiave per la ripresa economica, tanto da investire 800 miliardi di euro nella spesa militare.
Il riarmo è una follia (dis)umana, una truffa economica, una vergogna senza fine se si pensa al livello di sacrifici che l’austerità ha imposto alle nostre scuole, università, ospedali.
Per questo la ex Gkn è un esempio che non si possono permettere. Perché una comunità consapevole, insorta, attraverso la convergenza tra giustizia sociale e climatica mostra che una alternativa sarebbe possibile. Che siamo gli unici ad avere un piano: di lavoro dignitoso, di transizione ecologica, di vita bella.
Noi abbiamo bandito ogni contrapposizione tra giustizia climatica e sociale, siamo la decrescita felice e contemporaneamente la chiave per la crescita armoniosa: per fermare il declino economico, creando lavoro e benessere attraverso il soddisfacimento dei bisogni umani e la transizione climatica.
La catastrofe – sia essa guerra, genocidio, ecocidio, cambiamento del clima – è alle porte e non possiamo combatterla solo con le nostre parole. Abbiamo bisogno di un esempio, da toccare, spiegare, generalizzare.
Per questo insistiamo con il nostro piano di reindustrializzazione. Con una novità: il metodo flotilla: quello che ci ha dimostrato che siamo forti quando mettiamo in mare le nostre navi, costi quel che costi, e senza chiedere il permesso.
Questa nuova campagna è quindi finalizzata a partire, con navi grandi o piccole, con parte del progetto o con tutto. E ogni passo che faremo sarà uno schiaffo contro un intero sistema. Sarà la dimostrazione che siamo tutto e loro non sono niente.
Perchè in fin dei conti se questa campagna riesce, la domanda sarà: a cosa servono “loro”?
Sostienici, parla in giro di questo progetto. Possiamo essere decine di migliaia a comporre un nuovo obiettivo di 2 milioni di euro da sommare agli impegni precedenti.
LINK UTILI E APPROFONDIMENTI
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Perché ci riguarda così tanto la vicenda della ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze)?
Perché condensa un’intera fase del capitalismo contemporaneo. La ex Gkn, fabbrica dell’automotive (ex Fiat di Firenze), è stata chiusa nel 2021 con una mail da un fondo speculativo, con una delocalizzazione. Poi è arrivata una nuova proprietà che non ha mai presentato un vero e proprio piano industriale, lasciando gli operai senza stipendio per 15 mesi e licenziandoli tutti. Intanto l’immobile è stato venduto a società immobiliari, diventando terreno di possibile speculazione.
In questa vicenda c’è tutto: delocalizzazione, smantellamento industriale, finanziarizzazione dell’economia, arbitrio dei ricchi, speculazione immobiliare, impoverimento di chi lavora.
Ma c’è anche il suo contrario: la lotta operaia più lunga del nostro tempo. Oltre 1600 giorni di presidio, 12 manifestazioni, una convergenza straordinaria fra operaie/i, ricercatrici e ricercatori precari, movimenti climatici, territorio.
Dalla convergenza è nato un piano industriale dal basso: riconversione della fabbrica verso produzione e riciclo di pannelli fotovoltaici e cargobike, in un modello mutualistico e cooperativo.
Una legge regionale ha istituito un Consorzio industriale pubblico per rilevare l’area e permettere la reindustrializzazione.
Ma tutto è fermo da mesi. Perché? Perché la riapertura della ex Gkn “dal basso” dimostra che il re è nudo: rivela complicità, svela meccanismi economici, mostra che le fabbriche possono rinascere con la riconversione ecologica e non con il riarmo. Dimostra che ciò che ci dicono essere inevitabile – economia fossile, finanziaria, del genocidio e di guerra – può essere capovolto. E allora, contro ogni boicottaggio, la ex Gkn deve essere la nostra “flotilla nell’economia”: navi che salpano contro il muro di gomma che vuole la sconfitta di questa lotta sociale.
Ti chiediamo di contribuire alla seconda campagna di azionariato popolare: ogni azione è uno schiaffo a un intero sistema. Fatti questo favore: questa volta vinciamo noi.
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Fonte: INSORGIAMO (https://insorgiamo.org/crowdfunding-2025/)


