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TOSCANA. Le realtà del lavoro che non si arrende e crea un mondo nuovo

TOSCANA. Le realtà del lavoro che non si arrende e crea un mondo nuovo

LE MALETESTE

25 ott 2026

SUDD COBAS PRATO FIRENZE e COLLETTIVO DI FABBRICA GKN FIRENZE

Sudd cobas Prato Firenze

22 ottobre 2026, 19.35 | FACEBOOK


A Firenze le prime multe DL Sicurezza contro il diritto di sciopero.

5.000 euro di multe per aver scioperato contro lavoro nero, turni da dodici ore al giorno e licenziamenti illegittimi. Questo (per ora) il bilancio delle multe “DL Sicurezza” per “manifestazione non preavvisata” irrogate nelle ultime settimane dalla Prefettura di Firenze, per tramite dei Carabinieri, a cinque persone tra sindacalisti SUDD Cobas e solidali con i lavoratori in sciopero.

Qual è l’obiettivo?

Si usa il DL sicurezza per comprimere i diritti sindacali costituzionali e per provare a spaventare lavoratrici e lavoratori. Lo sciopero è lo strumento attraverso cui in centinaia negli ultimi anni, nella piana tra Prato e Firenze, si sono liberati dal giogo dello sfruttamento e della mafia, passando anche mesi davanti ai cancelli delle loro fabbriche per conquistare i diritti minimi.

Lo sciopero è uno dei diritti più preziosi che abbiamo. E lo vediamo bene in questi giorni, in cui in Italia e in tutta Europa si protesta contro caro-vita ed economia di guerra. La negazione di questo principio fondamentale è semplicemente il fascismo. Non siamo disposti a ipotecarlo per decisione di Questure, Carabinieri o Prefetture.

Vi immaginate cosa vorrebbe dire dover preavvisare uno sciopero?

In Italia nel settore privato non esiste alcun obbligo di preavviso. E per fortuna: questo garantisce di poter indire scioperi immediatamente, smascherando il lavoro nero quando gli operai si trovano effettivamente dentro le aziende, imponendo una negoziazione immediata per prevenire il tristemente noto fenomeno del chiudi-e-riapri in cui le aziende scappano nottetempo, scioperando subito in caso di infortuni sul lavoro. Potremmo continuare.

Un lavoratore che sciopera perché non gli viene pagato lo stipendio, rischia di ricevere una multa da mille euro.

Il governo, attraverso questa norma, consegna poteri arbitrari in mano alle forze di polizia per spaventare lavoratrici e lavoratori con la minaccia di sanzioni economiche.

Qual è il messaggio che la Prefettura di Firenze vuole mandare alle lavoratrici e ai lavoratori attraverso queste multe?

Che da ora in poi gli scioperi dovrebbero essere preavvisati e potrebbero essere quindi prescritti da parte del Ministero degli Interni? Nel nostro paese lo sciopero è un diritto di lavoratori e lavoratrici garantito dalla Costituzione, e proprio il fatto di poterlo convocare ed esercitare liberamente garantisce loro la possibilità di incidere nelle negoziazioni con le aziende, conquistando diritti e dignità.

I DL Sicurezza vanno abrogati, punto.

Il governo continua a tentare di comprimere i diritti costituzionali in modo intimidatorio attraverso sanzioni amministrative, senza neppure la garanzia di un processo in Tribunale. Dai cancelli delle fabbriche alle manifestazioni antifasciste di piazza Tanucci a Firenze e piazza Europa a Prato, non abbiamo paura di ripeterlo: rispettiamo la Costituzione, disobbediamo alle leggi fasciste.



Collettivo di fabbrica - Lavoratori GKN Firenze

18 ottobre 2026 10.13 | FACEBOOK


(...) A luglio, 700 persone hanno approvato un documento che terminava così: “Ci avete logorato per 5 anni e la vostra unica ossessione è stata: sgomberare il Collettivo di Fabbrica. Ora stiamo salpando e forse ritenete che questo sia un passaggio ‘pacifico’. Non avete capito che stiamo venendo a sgomberarvi. (…) Ci avete solo indicato dove e come crescere”


E questo sta accadendo (da mesi ormai). Da luglio il presidio operaio permanente non ha cessato – e non cesserà fino all’applicazione della pubblica utilità sull’area, al pagamento degli arretrati e alla chiarezza sulla reindustrializzazione dell’ex Gkn – ma ha dichiarato di diventare itinerante, presente dovunque potremo e vorremo, spostandosi intanto dove si trova oggi:  saldo e visibile in via Fratelli Cervi, tra Gkn e Gigli. Foto e post pubblici da tempo.


La scelta collettiva è stata di non attendere oltre i tempi di logoramento dettati oggi dalle istituzioni, ma di liberare energie per la reindustrializzazione ecologica. Da gennaio inizierà la produzione di cargobike in un’officina dove avrà sede Gff. La Soms e il Collettivo avranno sede al presidio operaio itinerante e in altri spazi sociali della città dove nascerà mutualismo conflittuale e sedi dell’immaginario working class. Provando, riprovando e riprovando. E di tutto questo rispondiamo alle nostre assemblee, ai 789 soci e socie della Cooperativa Gff (anche qua, pochini, pochini...), alle e agli iscritti della Soms e a tutte e tutti coloro che portano avanti lotta e presidio. Noi rispondiamo alla dignità sociale organizzata.


Ne approfittiamo per dire che ci vediamo il 2 novembre per l’assemblea mensile della Rete solidale Insorgiamo (luogo da comunicare, stay tuned). E per confermare che ad aprile ci sarà il Festival di Letteratura Working Class.


Eravate così impazienti di dire la parola fine su questa lotta che avete dovuto sbrodolare l’ennesimo articolo pieno di inesattezze. Peccato, ora qua avremmo anche avuto una frase a effetto con cui chiudere: “Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto, ma i cani rimangono cani e i leoni rimangono leoni”. Ma il problema è che ci piacciono sia i cani sia i leoni. Non ci piacciono i ratti che vivono nelle fogne e che ogni tanto mettono la testa fuori, i fascisti, gli infami che li sostengono, né i governi che affamano il Paese, che spendono soldi in riarmo e che sono alleati degli speculatori. Ma questo è un altro discorso.

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