
LE MALETESTE
18 set 2026
In rappresentanza di oltre 5 milioni di lavoratori – dagli insegnanti ai vigili del fuoco, dagli artisti agli addetti del settore tecnologico, dai medici agli addetti alle pulizie – i delegati hanno votato per accogliere l’appello dei sindacati e delle organizzazioni della società civile palestinesi - PRESSENZA
di Redazione Italia
17 settembre 2026 | PRESSENZA
I delegati al Trade Union Congress (TUC) a Brighton hanno votato all’unanimità la mozione che per la prima volta esprime il sostegno al movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) a Israele. La mozione è stata proposta da Artists’ Union England (AUE) e appoggiata dall’Unison, il più grande sindacato britannico.
In rappresentanza di oltre 5 milioni di lavoratori – dagli insegnanti ai vigili del fuoco, dagli artisti agli addetti del settore tecnologico, dai medici agli addetti alle pulizie – i delegati hanno votato per accogliere l’appello dei sindacati e delle organizzazioni della società civile palestinesi e per sostenere le misure BDS contro Israele, che continua a perpetrare crimini di genocidio, apartheid e occupazione.
I delegati di alcuni dei sindacati più influenti del Paese sono intervenuti a favore della mozione, tra cui Unison, Unite, il National Education Union, il Communication Workers Union e il Public and Commercial Services Union (PCS).
Il voto esercita una nuova pressione sul governo britannico, arrivando appena una settimana dopo che il ministro degli Esteri Ed Miliband aveva annunciato un regime di sanzioni completo che vieta gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata.
Il TUC ha inoltre votato a favore della prossima giornata di mobilitazione nei luoghi di lavoro e nelle università, indetta per giovedì 26 novembre, raccogliendo l’appello globale ai lavoratori promosso dai sindacati palestinesi, che invita la comunità internazionale a intensificare il sostegno alla liberazione della Palestina organizzando, aderendo e promuovendo iniziative anche sui luoghi di lavoro.
Il testo della mozione approvata
Il congresso osserva quanto segue:
La distruzione catastrofica di Gaza, comprese infrastrutture, ospedali, scuole e università, a seguito dell’attacco genocida di Israele dal 2023, che ha causato la morte di oltre 70.000 palestinesi, lo sfollamento di milioni di persone e l’aumento degli insediamenti illegali, dell’occupazione militare e dell’apartheid.
I risultati di indagini condotte da organi delle Nazioni Unite e organizzazioni per i diritti umani che documentano gravi violazioni del diritto internazionale, tra cui genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
La violenza e gli attacchi dei coloni israeliani, sostenuti dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), contro le comunità palestinesi, hanno causato la morte di diversi bambini e la chiusura di molte scuole, terrorizzando studenti e personale docente.
Il movimento globale guidato dai palestinesi per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni, avviato dalla società civile palestinese, compresi i sindacati.
I continui sforzi del governo per scoraggiare e censurare la solidarietà con la Palestina, anche nell’ambito dell’arte e della cultura.
Il congresso ritiene che:
Sia necessario rispondere all’appello di solidarietà dei lavoratori palestinesi
Il BDS sia una strategia efficace per fare pressione su Israele affinché ponga fine al genocidio in corso, al sistema di apartheid, all’occupazione e alla negazione del diritto al ritorno dei rifugiati.
Il movimento sindacale vanti una lunga e gloriosa storia di campagne BDS contro l’oppressione, compresa quella contro il Sudafrica dell’apartheid.
Il Congresso delibera di:
Promuovere un cessate il fuoco permanente e un piano di pace giusto, che rispetti il diritto internazionale e le successive risoluzioni delle Nazioni Unite, prevedendo una soluzione a due Stati.
Promuovere una campagna per una legislazione che vieti il commercio con gli insediamenti illegali e la sospensione dell’Accordo di partenariato commerciale tra Regno Unito e Israele, fino a quando non verrà rispettato il diritto internazionale.
Sostenere il movimento BDS guidato dai palestinesi, le campagne sindacali a sostegno della Palestina, le giornate di azione sul posto di lavoro, il disinvestimento da aziende complici dei crimini di Israele contro i palestinesi, in collaborazione con i membri dei sindacati di tali aziende.
Porre fine a ogni cooperazione militare e commercio di armi con Israele per conformarsi al diritto internazionale.
Chiedere al governo di imporre sanzioni di vasta portata a Israele finché non si conformerà al diritto internazionale e impegnarsi a garantire la libertà di parola e a porre fine ai tentativi di censurare artisti e organizzazioni artistiche che esprimono solidarietà con la Palestina.
Sostenere i sindacalisti, compresi artisti, operatori culturali e operatori dell’istruzione, che si rifiutano di gestire beni e servizi legati a violazioni del diritto internazionale.


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