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ROJAVA/KURDISTAN. Sotto attacco il governo dall’Amministrazione autonoma in Rojava, nord della Siria

LE MALETESTE

20 gen 2026

Il governo di Damasco vuole lo scioglimento delle Sdf (Forze Democratiche Siriane) e il controllo amministrativo e delle ricche risorse del Rojava. Dietro i jihadisti del presidente al-Jolani, nuovo alleato di Trump e Von der Leyen, c’è la Turchia che vuole porre fine all’esperienza dell’Amministrazione Autonoma - RETE KURDISTAN ITALIA

Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia

18 gennaio 2026

L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia lancia un appello urgente alla comunità internazionale, alle istituzioni italiane ed europee e all’opinione pubblica di fronte alla grave escalation militare in corso nella Siria del Nord-Est, che minaccia direttamente la popolazione civile, la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.


Forze affiliate al governo di transizione di Damasco, guidato da Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), insieme a

milizie sostenute dalla Turchia e a gruppi armati alleati, stanno portando avanti un’operazione militare

coordinata contro i territori dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est (DAANES). Dopo l’occupazione di Raqqa, Deir ez-Zor e Tabqa, gli attacchi proseguono su più fronti, in aperta violazione delle dichiarazioni di cessate il fuoco.


Particolarmente allarmante è la situazione attorno alle prigioni e ai campi che ospitano migliaia di detenuti dell’ISIS e i loro familiari. Secondo le Forze Democratiche Siriane (SDF), sono in corso violenti scontri nelle immediate vicinanze di queste strutture, con tentativi di avvicinamento e di presa di controllo da parte di milizie armate. Un collasso del sistema di detenzione dell’ISIS aprirebbe la strada a fughe di massa, alla riorganizzazione delle cellule jihadiste e a una nuova ondata di instabilità e terrorismo che non riguarderebbe solo la Siria, ma l’intera regione e l’Europa. Le SDF, che per anni hanno garantito la custodia di questi detenuti nell’interesse della sicurezza globale, avvertono che il livello di minaccia sta aumentando in modo significativo.


Parallelamente, l’offensiva militare sta colpendo direttamente i centri abitati e le infrastrutture civili.


Nuove ondate di sfollati si stanno dirigendo verso Qamishlo e altre aree del Nord-Est. Sono stati segnalati saccheggi e distruzioni di strutture umanitarie e sanitarie, aggravando una situazione umanitaria già drammatica.


In questo contesto, anche Kobanê, città simbolo della sconfitta dell’ISIS, torna a essere sotto pressione militare, con scontri nei pressi di Ain Issa e lungo l’asse strategico della M4. Il tentativo di isolare il Cantone dell’Eufrate si inserisce in una strategia più ampia volta a smantellare l’esperienza di autogoverno democratico costruita negli ultimi dieci anni.


Di fronte a questa minaccia esistenziale, l’Amministrazione Autonoma ha proclamato la mobilitazione

generale. Organizzazioni delle donne, movimenti civili e forze democratiche locali hanno espresso il loro sostegno alla difesa della regione e alla protezione delle conquiste ottenute nella lotta contro l’ISIS.


L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia rivolge un appello immediato all’azione:

• al Governo italiano e all’Unione europea, affinché intervengano politicamente per fermare

l’escalation militare e imporre il rispetto del cessate il fuoco;

• alla comunità internazionale, perché assuma la propria responsabilità diretta nella messa in sicurezza

delle carceri e dei campi dell’ISIS, evitando un disastro annunciato;

• ai media, perché rompano il silenzio e informino correttamente sull’estrema pericolosità della

situazione;

• alla società civile, ai movimenti democratici, ai sindacati e alle organizzazioni solidali, affinché si

mobilitino con iniziative pubbliche, prese di posizione e azioni di pressione.


Tacere oggi significa tradire il sacrificio di chi ha combattuto l’ISIS e voltare le spalle a chi da oltre un

decennio dimostra che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.


Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia



L’Amministrazione Autonoma dichiara la mobilitazione

19 gennaio 2026

Come gesto di buona volontà verso l’attuazione dell’accordo del 10 marzo e in linea con le iniziative delle forze di mediazione internazionali, le Forze democratiche siriane (SDF) avevano deciso di ritirarsi da Deir Hafir e Maskanah. Prima che il processo di ritiro fosse completato, gruppi armati sono entrati in queste città e hanno dato inizio a scontri. Dopo Deir Hafir e Maskanah, i gruppi sono avanzati verso il fronte di Tabqa e, da ieri, hanno effettuato intensi attacchi lungo le linee di Tabqa, Raqqa, Deir ez-Zor e Tishreen. Le SDF, le YPJ e le Forze di Sicurezza Interna hanno risposto con forza agli attacchi, infliggendo pesanti perdite ai gruppi armati. Mentre gli intensi scontri continuano in tutta la regione, l’Amministrazione Autonoma ha annunciato che è stata dichiarata una mobilitazione generale in tutta l’area.


L’obiettivo di questi attacchi è distruggere la fratellanza e l’amicizia che sono cresciute attraverso il sangue dei figli di questa regione. Allo stesso tempo, cercano di diffondere discordia e violenza tra le componenti della Siria settentrionale e orientale, di colpire le diverse componenti della Siria e di imporre una struttura uniforme a tutte le altre.


Stiamo affrontando un momento critico: o resistiamo e viviamo con dignità, o saremo sottoposti a ogni forma di oppressione e umiliazione. In questo contesto, dichiariamo una mobilitazione generale e invitiamo il nostro popolo a rispondere a questo appello e a sostenere le SDF e le YPJ.


L’Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale ha dichiarato la mobilitazione. L’Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale (DAANES) ha dichiarato la mobilitazione in seguito agli attacchi di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e di gruppi paramilitari affiliati alla Turchia.


Facciamo appello a tutte le fasce del nostro popolo, e in particolare ai giovani, affinché prendano le armi e si oppongano a possibili attacchi nelle regioni di Jazira e Kobane. Dobbiamo riconoscere che stiamo affrontando una guerra esistenziale. C’è una sola opzione per proteggere le conquiste della nostra rivoluzione e la nostra identità: la resistenza popolare rivoluzionaria. Invitiamo il nostro popolo a unirsi attorno alle proprie forze, a resistere insieme e a essere preparato contro questi attacchi spietati.


L’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria settentrionale e orientale (DAANES)



Heyva Sor a Kurdistane (D)

20 gennaio 2026

Fin dal primo giorno, centinaia di civili, tra cui donne, bambini e anziani, sono stati uccisi e migliaia sono rimasti feriti. Durante queste rigide giornate invernali, centinaia di migliaia di bambini, donne e anziani sono stati sfollati e costretti a fuggire in cerca di sicurezza.

Vengono utilizzati carri armati, artiglieria e ogni tipo di arma pesante, in aperta violazione del diritto internazionale umanitario. Attualmente, centinaia di migliaia di curdi sono minacciati per la loro vita e la loro dignità. I ​​gruppi jihadisti prendono di mira senza pietà istituzioni pubbliche, ospedali e abitazioni private con attacchi di artiglieria e bombe.

A causa di questi attacchi, la carenza di medicinali, cibo, acqua ed elettricità è al suo apice.

In risposta a questa terribile situazione umanitaria, Heyva Sor a Kurdistanê, insieme ad organizzazioni partner in molti paesi europei e negli Stati Uniti, sta lanciando una campagna di soccorso d’emergenza per la popolazione del Rojava.

Grazie al sostegno della diaspora e di tutti i donatori compassionevoli, gli aiuti raccolti saranno consegnati tramite Heyva Sor a Kurd alle persone sfollate nel Rojava, rispondendo alle loro urgenti necessità di assistenza umanitaria e servizi medici.

L’associazione invita tutte le persone di coscienza, in particolare la diaspora curda, a partecipare a questa campagna, affermando: “Ogni donazione oggi può salvare una vita in Rojava. Ogni donazione dà speranza di vita a decine di migliaia di bambini. Ora è il momento di aiutare e agire per il Rojava”.


Heyva Sor a Kurdistane (Germania)

Riferimento in Italia:

Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia ETS (Heyva Sor a Kurdistanê)

Banca EticaIBAN: IT53 R050 1802 8000 0001 6990 236

BIC/ SWIFT: ETICIT22XXX

http://www.mezzalunarossakurdistan.org/



ULTIMORA ULTIMORA ULTIMORA

CONGRESSO NAZIONALE DEL KURDISTAN

La coalizione internazionale tace mentre le forze di Al Sharaa liberano migliaia di combattenti dell’ISIS dalla prigione di Al Shadadi,

Pubblicato 20 gennaio 2026, h. 8.00


Nelle ultime ore, le forze del governo di transizione siriano e le milizie jihadiste alleate hanno attaccato la prigione di Al Shadadi, liberando tutti i prigionieri dell’ISIS che vi erano detenuti. La Coalizione Internazionale non ha fatto nulla per proteggere la prigione, lasciando le forze delle SDF sole a impedire l’invasione di migliaia di combattenti dell’ISIS.

Le forze delle SDF hanno resistito a questi attacchi, ma sono state attaccate da ogni lato e alla fine non sono riuscite da sole a impedire che la prigione venisse conquistata. Molti combattenti delle SDF sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti.


A causa dell’inazione della Coalizione Internazionale, migliaia di combattenti dell’ISIS sono ora fuggiti, per continuare a commettere atrocità contro le popolazioni della regione. Kobane assediata e sotto grave minaccia.

Allo stesso tempo, le forze del Governo di Transizione Siriano di al-Sharaa – insieme ad al-Qaeda, altre milizie jihadiste e gruppi sostenuti dalla Turchia – hanno lanciato un assalto a Kobane.

Kobane, luogo di una resistenza storica che ha contribuito a salvare il mondo dalla brutalità e dalle uccisioni di massa dell’ISIS nel 2015, è nuovamente sotto attacco essenzialmente dalle stesse forze, che ora operano sotto bandiere diverse.


Invitiamo la comunità internazionale, i movimenti e i popoli democratici del mondo a non rimanere in silenzio e ad agire per denunciare questi attacchi genocidi.



Fonte: RETE KURDISTAN ITALIA (retekurdistan.it) - 18/19/20 gen. 2026



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