ITALIA. Forze dell'ordine, giornalisti e CasaPound
- LE MALETESTE

- 12 feb
- Tempo di lettura: 2 min
“Giornalisti di una trasmissione televisiva chiedono un’intervista a CasaPound. CasaPound non risponde. I giornalisti allora vanno sotto il palazzo occupato per provare a intervistarli. Dopo un po’ arrivano le forze dell’ordine. Per sgomberare CasaPound, direte voi. No. Per identificare i giornalisti. E per spiegargli che devono concordare con CasaPound le interviste, non andare sotto la loro sede. Questo avviene nell’Italia di Giorgia Meloni. Questo avviene con Piantedosi al ministero: le forze dell’ordine obbligate a fare da ufficio stampa a un gruppetto di fascisti”.
(da: ARTICOLO 21, 11 febbraio 2026:
Giornalista identificato davanti alla sede di CasaPound a Roma, le opposizioni: “Doppio standard intollerabile”
di Francesca Moriero
11 febbraio 2026, 16.50
All'Esquilino, a pochi passi dalla stazione Termini e dal traffico continuo di via Cavour, c'è un palazzo che da ben ventitré anni rappresenta una frattura aperta nella città. È l'edificio di via Napoleone III occupato da CasaPound nel 2003 e mai sgomberato, diventato nel tempo sede politica, presidio identitario e simbolo rivendicato.
È proprio davanti a quel portone che la troupe di È sempre Cartabianca, il programma televisivo di Bianca Berlinguer in onda su Rete4, si era fermata per realizzare un servizio. L'idea era semplice e giornalisticamente lineare: raccontare che cosa significhi oggi, nel 2026, un'occupazione di estrema destra nel centro di Roma, proprio mentre il governo rivendica una linea di fermezza contro ogni forma di occupazione abusiva e promette sgomberi e legalità. Quel racconto però si è trasformato velocemente in un altro tipo di storia. Il giornalista Marco Sales e i collaboratori sono stati infatti fermati dagli agenti della Digos. Non per contestare l'occupazione abusiva ma per chiedere conto della loro presenza e del servizio in preparazione.
Cosa è successo
La settimana precedente, proprio mentre il giornalista Sales e la sua squadra erano già stati sul posto per girare alcune immagini, dal palazzo erano piovuti oggetti: bottiglie, uova, acqua lanciati dall'alto in direzione della troupe. Un segnale di ostilità che si inserirebbe in una scia ben più ampia di episodi di tensione e aggressioni attribuite negli anni a militanti dell'organizzazione.
Nonostante questo, però, la redazione decide di tornare per completare il lavoro e per provare a raccogliere una dichiarazione e una posizione ufficiale. È però a quel punto che arrivano gli agenti della Digos: non sono gli occupanti però a essere identificati, ma i giornalisti. A Sales viene contestato di non aver concordato le interviste con CasaPound, come se la possibilità di porre domande su suolo pubblico dovesse passare da un'autorizzazione preventiva dei soggetti oggetto del servizio. Segue poi l'identificazione dell'intera troupe.
In un passaggio ripreso dalle telecamere, un agente commenta persino l'"utilità" del lavoro che si sta svolgendo. Poi, poco dopo, alla domanda del giornalista, se l'intervento fosse avvenuto su loro richiesta, la risposta è una formula di rito, un richiamo ai rispettivi ruoli. (...)
Fonte: FANPAGE (https://www.fanpage.it/politica/giornalista-identificato-davanti-alla-sede-di-casapound-a-roma-le-opposizioni-doppio-standard-intollerabile/) - 11 febbraio 2026 , 16.50

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