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ITALIA IN GUERRA. Sardegna avrà il raddoppio della fabbrica di morte RWM

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    LE MALETESTE
  • 18 feb
  • Tempo di lettura: 3 min


Bombe e droni per tutti: Rwm raddoppia, via libera del ministero

Sardegna. Il governo scavalca la regione, «piena operatività» alla fabbrica Rheinmetall


di Costantino Cossu

CAGLIARI, ediz. 18 febbraio 2026


Gli impianti della Rwm, la fabbrica di bombe e droni controllata dal gruppo tedesco Rheinmetal partner tedesco di Leonardo, raddoppieranno. Il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha infatti approvato ieri la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) relativa ai lavori di ampliamento.


Le nuove linee di produzione, realizzate tra il 2018 e il 2019, erano state chiuse da una sentenza del Consiglio di Stato del 2020 perché la giunta regionale di centrosinistra presieduta dal dem Francesco Pigliaru, al governo della Sardegna dal 2014 al 2019, aveva dato alla Rwm un’autorizzazione ai lavori senza prevedere, prima, la Via. Un abuso edilizio. Ora la Via c’è, elaborata dagli uffici del ministero per l’Ambiente, ed è positiva.

Quindi «allo stabilimento Rwm di Domusnovas può essere data – questa è la decisione del governo – piena operatività».


Lo scorso settembre, di fronte a un primo visto ambientale favorevole delle strutture tecniche dell’assessorato regionale all’ambiente e alle conseguenti proteste delle associazioni pacifiste e ambientaliste sarde, la presidente della giunta regionale Alessandra Todde (M5S) aveva disposto ulteriori accertamenti per stabilire se davvero l’ampliamento della fabbrica di armi non avesse effetti negativi di natura ambientale.

A questa mossa il governo Meloni ha risposto con una dichiarazione del ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso che annunciava il trasferimento della pratica relativa al caso Rwm dalla Regione Sardegna alla Direzione generale per la valutazioni ambientali del dicastero retto da Gilberto Pichetto Fratin.


Un esautoramento della giunta Todde che ha portato, come prevedibile, a un parere definitivo favorevole a Rwm.Todde al momento non commenta. Duro invece il giudizio delle due associazioni pacifiste (Comitato riconversione Rwm / Warfree e Lìberu dae sa gherra) che insieme a Italia Nostra con il ricorso al Consiglio di Stato del 2020 erano riuscite a far chiudere i nuovi impianti costruiti a Domusnovas. «È l’ennesimo errore – dice il portavoce Arnaldo Scarpa – di un governo che appare asservito all’economia bellica.


I problemi del Sulcis possono essere risolti solo da una riconversione economica e da nuove politiche industriali». Per Graziano Bullegas, coordinatore di Italia Nostra, «il provvedimento ha una chiara valenza politica, legata al rilancio dell’industria degli armamenti in Italia, ed è stato favorito dalla scelta della giunta Todde di non adottare un diniego netto pur avendo l’esecutivo regionale tutti gli elementi tecnici per farlo. Non escludiamo nuove impugnazioni davanti alla giustizia amministrativa». «Si carica il Sulcis – aggiunge Luca Pizzuto, segretario regionale di Sinistra futura, uno dei partiti della maggioranza guidata da Todde che più si sono battuti contro il raddoppio della Rwm – di una servitù inutile e pericolosa. Una decisione che va nella direzione del riarmo europeo, una scelta che noi non condividiamo e da sempre combattiamo».




Ante Litteram

Il ministro Urso l'aveva annunciato (il manifesto 17 dicembre 2025):

« (...) È senza mezzi termini la dichiarazione rilasciata dal titolare del dicastero per le imprese, Urso: «Ho già preso contatti con il ministro per l’ambiente Pichetto Fratin perché si possa intervenire tempestivamente in supplenza della regione Sardegna.

La decisione di autorizzare il raddoppio degli impianti Rwm sarà rimessa a un commissario di governo». «Sarà garantito in questo modo – aggiunge Urso – un rapido allineamento tecnico per assicurare la piena operatività di un’azienda che il governo considera strategica». Viene così scartata, con la nomina di un commissario, la possibilità di ricorrere, per risolvere il caso, a un commissario ad acta indicato dal Tar Sardegna, a sottolineare che la messa in un angolo della giunta sarda è politica.

I commissari di governo, di norma, vengono nominati per gestire situazioni gravi o straordinarie come alluvioni, terremoti, disastri ambientali o il Giubileo, ma in questo caso solo per aprire nuovi impianti di una fabbrica. La sproporzione è enorme.»

 
 

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