
LE MALETESTE
26 mar 2026
In Italia, circa 13 milioni di conigli sono allevati in gabbia e in condizioni di crudeltà estrema. Un ex-dipendente di un allevamento intensivo del Veneto ha filmato di nascosto i vari processi di produzione - ESSERE ANIMALI VENETO
di Essere Animali
24 marzo 2026 | VIMEO
Video girato dentro un allevamento di conigli in Veneto che rifornisce i supermercati di tutta Italia
Le immagini che abbiamo ricevuto da un ex dipendente documentano brutali uccisioni di conigli deboli o malati, centinaia di animali nati morti e una gestione dell’allevamento che provoca ulteriore stress agli animali.
Nell’allevamento circa 30.000 conigli sono rinchiusi in piccole gabbie di rete metallica. Le coniglie vengono fecondate artificialmente e, dopo il parto, separate dai cuccioli. Dopo pochi giorni vengono nuovamente fecondate e, se non restano gravide per due cicli consecutivi, sono considerate non produttive e uccise.
Questo è il sistema dell’allevamento in gabbia. In Italia sono circa 13 milioni i conigli allevati ogni anno in queste condizioni. Il nostro Paese è il secondo consumatore europeo dopo la Francia e tra i principali produttori insieme a Spagna e Francia.
Le gabbie rendono possibili queste pratiche: vietarle significa sottrarre milioni di animali a gravi sofferenze. È un passo necessario, e oggi abbiamo la possibilità concreta di farlo.
Per questo abbiamo depositato una proposta di legge per vietarle.
Abbiamo 6 mesi e 50.000 firme da raccogliere 👉 FIRMA ORA su https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100007
Uploaded on 24 mar 2026 at 15:06
IL VIDEO
Animali morti, uccisioni irregolari e crudeltà: questa è la vita dei conigli in Italia
Documentate le sofferenze di 30 mila conigli rinchiusi in gabbia in una struttura nel Veneto. Oggi diffondiamo le immagini ricevute da un ex dipendente e denunciamo questa pratica crudele e anacronistica.
di Chiara Caprio
Responsabile relazioni istituzionali
25 Marzo 2026 | ESSERE ANIMALI
Immagini inedite che mostrano le gravi condizioni di allevamento di migliaia di conigli allevati in gabbia per la produzione di carne in un allevamento veneto.
La struttura, situata in provincia di Treviso, alleva circa 30.000 animali, rinchiusi in piccole gabbie di rete metallica e, secondo quanto dichiarato dal titolare, rifornisce supermercati in tutta Italia.
In Italia, oltre il 90% dei conigli è allevato in gabbia
Nel 2025 in Italia sono stati macellati circa 12 milioni di conigli, la stragrande maggioranza dei quali allevati in gabbia.
Il Veneto è la regione dove si concentra la maggior parte dei conigli allevati (28,8%), seguito da Piemonte (21,8%) e Friuli-Venezia Giulia (16,2%).
In Europa, l’Italia è tra i primi tre Paesi per produzione con Spagna e Francia, che insieme rappresentano oltre l’80% dell’attività di produzione di carne di coniglio nell’UE.
Uccisioni shock e animali morti abbandonati nelle gabbie
I video mostrano diverse problematiche:
centinaia di animali morti abbandonati all’interno delle gabbie;
centinaia di conigli morti alla nascita o poco dopo a causa del sistema produttivo inadeguato;
soppressioni irregolari di animali deboli o malati sbattuti con violenza contro le gabbie e sul pavimento per ucciderli;
comportamenti stereotipati a causa della vita in gabbia;
animali manipolati con violenza;
operazioni di disinfezione con l’utilizzo di una fiamma libera e attività di pulizia eseguite con un soffiatore a scoppio, sottoponendo gli animali a paura e stress;
smaltimento irregolare di carcasse che vengono gettate insieme alle deiezioni dei conigli. Tutto questo presenta gravi rischi sanitari.
Allevate in gabbia anche le fattrici
Nell’allevamento vivono in gabbia anche le fattrici dei conigli, costantemente sottoposte a inseminazione artificiale.
Dopo 15 giorni, le coniglie vengono spostate in gabbie dotate di un vassoio di plastica che funge da nido. Alla nascita, i coniglietti vengono suddivisi in base alla taglia, in modo tale che ogni coniglia allatti animali di dimensioni simili, ma non necessariamente i propri.
Le madri vengono separate dai cuccioli tramite una lamiera metallica, rimossa solo una volta al giorno per consentire l’allattamento.
Negli allevamenti in gabbia, questa pratica è usata per gestire l’aggressività delle coniglie, legata a fattori come la selezione genetica, la mancanza di spazio e l’assenza di arricchimenti ambientali.
Già 11 giorni dal parto, mentre stanno ancora allattando, le femmine vengono nuovamente fecondate per mantenere alta la produttività dell’allevamento.
Dopo due cicli di fecondazione consecutivi che falliscono, una coniglia viene considerata improduttiva quindi scartata e mandata al macello.
È necessario eliminare questa pratica dolorosa e anacronistica
L’allevamento in gabbia rappresenta uno dei principali problemi legati al benessere animale negli attuali sistemi intensivi di produzione alimentare.
Gli animali confinati in spazi ristretti, come conigli, non possono esprimere comportamenti naturali fondamentali, come denunciato anche dai pareri scientifici dell’Autorità per la Sicurezza Alimentare in Europa (EFSA).
Secondo le stime ufficiali, ogni anno oltre 40 milioni di animali vengono allevati in gabbia nel nostro Paese, più di 300 milioni in UE.
Eppure, oltre il 90% degli italiani è favorevole al divieto dell’allevamento di animali in gabbia, come riporta l’ultimo Eurobarometro.
Per questo abbiamo depositato una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre a livello nazionale il divieto dell’utilizzo di gabbie per tutte le specie allevate, per chiedere al Parlamento di discutere e avviare un percorso legislativo su questo tema.
Abbiamo 6 mesi e 50.000 firme da raccogliere 👉 FIRMA ORA su https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100007

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