
LE MALETESTE
15 lug 2026
«Dal denaro non si può fare altro denaro; se hai, hai per dare», sono i princìpi semplici e radicali che muovono la rete MAG a Firenze, nata anni fa alle Piagge - MARIO CATANIA
di Mario Catania
15 Luglio 2026 | L'INDIPENDENTE
A Firenze è nato un fondo di microcredito per chi non può entrare in banca a chiedere un prestito. Non servono le classiche garanzie patrimoniali, non vengono applicati interessi, e per restituire il prestito basta una rata da pochi euro al mese: è il Fondo di microcredito Fuori Binario, nato da una collaborazione tra l’omonimo giornale dei senza dimora, edito dall’associazione Periferie al Centro, e Micro Uno, la branca del centro storico della MAG (Mutua Auto Gestione) del capoluogo toscano.
L’iniziativa nasce da una perdita, che ha segnato la redazione. Una prima raccolta fondi, infatti, «è stata organizzata in ricordo del nostro compagno», racconta Valentina di Fuori Binario, riferendosi a Stefano, animatore della sede che si è tolto la vita il 3 febbraio, dopo che gli erano stati negati gli arresti domiciliari all’Albergo Popolare e si trovava a un passo dal ritorno in carcere per una vecchia pena da scontare. Alla raccolta fondi organizzata in sua memoria hanno partecipato oltre cento persone, e quei soldi sono diventati la base del progetto di microcredito.
L’idea, però, non è nata dal nulla. «Il progetto del microcredito per i senza dimora è nato da una convergenza con Micro Uno», racconta a L’Indipendente. Fuori Binario ha messo a disposizione la propria rete di persone senza una dimora stabile che collaborano con il giornale, lo distribuiscono per le strade ricavandone un guadagno o partecipano alla distribuzione del Banco Alimentare. «Alcune di queste persone avevano bisogno di un credito», racconta la redattrice, «e invece di mandarle semplicemente da Micro Uno, abbiamo unito le forze».
Fuori Binario è il mensile che da anni i senza dimora vendono per le strade di Firenze, garantendosi un piccolo reddito. In redazione lavorano una quindicina di persone, e il giornale può essere seguito anche fuori città abbonandosi online, in formato PDF o cartaceo, tramite Substack.
Il primo beneficiario è Nanu, da anni diffusore del giornale nella zona di Sant’Ambrogio, dove vive in macchina con la moglie. Gli mancavano 400 euro per rinnovare l’assicurazione semestrale dell’auto: senza, anche non utilizzandola per spostarsi, avrebbe rischiato il sequestro del veicolo parcheggiato in strada, l’unico riparo che ha.
Una banca non gli avrebbe mai concesso un prestito, non avendo né garanzie patrimoniali né un reddito stabile. Oggi la quietanza dell’assicurazione è esposta sul cruscotto e il prestito sarà restituito in poco più di un anno, con una rata da 30 euro al mese.
Il secondo progetto attivato riguarda un altro volontario della sede di Fuori Binario, che dopo un periodo in una struttura di accoglienza ha finalmente ottenuto una casa popolare. Per entrarci, però, servivano soldi che non aveva: l’allaccio della corrente, le prime rate dell’affitto. «Una persona che non ha niente, abituata a vivere in strutture dove di fatto ha tutto», osserva la redattrice, «non ha fondi da parte per organizzare i primi mesi». Anche per lui è stato attivato un microcredito, per non perdere la casa appena conquistata.
Il funzionamento si basa su un principio diverso da quello bancario. «I beneficiari non hanno garanzie patrimoniali, ma di relazione e sociali», ci spiega Valentina. Chi riceve il prestito è una persona conosciuta dall’associazione, che partecipa alla vita della sede: se un mese arriva un imprevisto, una malattia, c’è la possibilità di chiedere di dilazionare la restituzione. Per questo i beneficiari devono avere un legame diretto con Fuori Binario, «non perché si possa fare solo le cose con chi si conosce», precisa, «ma perché è la relazione stessa a fare da garanzia».
Per partecipare al fondo basta associarsi a Micro Uno con una quota di 10 euro e destinare un prestito da 25 euro, quello minimo, o un multiplo di questa cifra. Non si tratta di una donazione: è denaro che resta proprio di chi lo presta e che può essere richiesto indietro in qualsiasi momento.
Le adesioni vanno comunicate scrivendo alla rivista e i progetti di microcredito vengono poi approvati dall’assemblea di Micro Uno, a cui chi presta può scegliere di partecipare: una forma di controllo dal basso sulla destinazione dei fondi.
Il modello affonda le radici in un’esperienza fiorentina di oltre vent’anni, nata nelle Piagge con il Fondo Etico & Sociale e oggi confluita nella rete della MAG, che riunisce, oltre a Micro Uno, anche Se.Me., Il Raggio, Micro Cinque e Micropoli nell’empolese.
A oggi la rete fiorentina – a cui partecipano oltre 1160 cittadini – ha erogato più di 350 prestiti grazie a una raccolta di circa 800mila euro. Il tasso di restituzione è pressoché totale: chi ha ricevuto sa cosa significa avere bisogno. «Dal denaro non si può fare altro denaro; se hai, hai per dare», sono i princìpi semplici e radicali che muovono la rete MAG a Firenze, che oggi, attraverso Fuori Binario, si propone di raggiungere sempre più persone.

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