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GLOBAL SUMUD FLOTILLA 2026. Israele ha abbordato le navi della Flotilla per Gaza e sequestrato 175 attivisti (VIDEO)

LE MALETESTE

30 apr 2026

Al largo dell’isola greca di Creta, a oltre mille chilometri di distanza dalle coste palestinesi, le imbarcazioni israeliane hanno circondato quelle della Flotilla, distruggendo i motori e le apparecchiature di navigazione di alcune di esse, lasciate poi alla deriva in mare aperto - VALERIA CASOLARO

di Valeria Casolaro

30 Aprile 2026 - 9:12 | L'INDIPENDENTE


Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state aggredite dall’esercito israeliano in acque internazionali.


Questa volta, però, è successo al largo dell’isola greca di Creta, a oltre mille chilometri di distanza dalle coste palestinesi. Secondo il resoconto degli attivisti, le imbarcazioni israeliane hanno circondato quelle della Flotilla, che trasporta aiuti umanitari da consegnare alla popolazione civile palestinese, distruggendo i motori e le apparecchiature di navigazione di alcune di esse, lasciate poi alla deriva in mare aperto.


L’uso di jammer (dispositivi volti a bloccare la comunicazione radio e telefonica) da parte dei militari israeliani ha ulteriormente complicato la richiesta di aiuto per le imbarcazioni. Il ministero degli Esteri israeliano ha fatto sapere che sono 175 gli attivisti sequestrati attualmente in viaggio verso Israele.


L’abbordaggio è iniziato nella serata del 29 aprile, intorno alle 21.


In quel momento, 58 imbarcazioni stavano navigando in acque internazionali, facendo rotta verso la Striscia di Gaza.


Stando al resoconto della Flotilla, alcuni motoscafi israeliani si sono avvicinati alle imbarcazioni, identificandosi successivamente e ordinando il cambio di rotta. Intorno alle 21.30 è iniziata la vera e propria aggressione, con laser e armi puntati contro gli attivisti, cui è stato chiesto di inginocchiarsi.


Nel frattempo, le comunicazioni hanno iniziato ad essere disturbate e la Flotilla ha lanciato un SOS alle autorità greche. Le imbarcazioni si trovavano infatti al largo di Creta, in acque internazionali, a centinaia di chilometri e almeno tre giorni di navigazione dalle coste di Gaza. Verso le 22.30 è stato perso il contatto con 11 imbarcazioni e i militari israeliani hanno iniziato i «sequestri». Verso le due di notte, i militari sono poi saliti a bordo di alcune navi.


Gli attivisti hanno raccontato di decine di droni che per ore hanno sorvolato le imbarcazioni, mentre l’equipaggio veniva minacciato dalle imbarcazioni israeliane che hanno accerchiato la Flotilla.


In un comunicato radio, le autorità israeliane hanno avvertito: «se portate aiuti umanitari, procedete verso il porto di Ashdod, dove verrà sottoposto a controlli di sicurezza e poi trasferito alla Striscia di Gaza. Siete invitati a cambiare la vostra rotta. Qualsiasi ulteriore tentativo di recarsi a Gaza mette a rischio la vostra sicurezza», oltre a rappresentare una «violazione del diritto internazionale».


Gli attivisti denunciano come i militari israeliani siano saliti a bordo di alcune imbarcazioni e ne abbiano distrutto motori e apparecchiature di navigazione, per poi abbandonarle alla deriva sulla rotta di una tempesta in arrivo, senza possibilità di chiedere aiuto via radio.


Nel frattempo, il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso un video dell’abbordaggio, nel quale vengono mostrati dei preservativi e una bustina contenente polvere bianca che ha identificato come droga. Subito dopo, ha rivondiviso un video del COGAT (l’ente israeliano che si occupa di gestire le attività civili nella Palestina occupata) nel quale sostiene che gli aiuti verso Gaza «si stanno muovendo» e di non lasciarsi ingannare dalla «propaganda» e dalle «bugie di Hamas».


Secondo il tracker della Flotilla, poco prima delle sei di questa mattina erano 36 le imbarcazioni ancora libere e dirette verso Gaza, mentre 22 sono state intercettate da Israele. Il numero sembra coincidere con quello fornito dal ministero degli Esteri israeliano, che ha riferito che «circa 175 attivisti provenienti da più di 20 imbarcazioni della Flotilla» stanno «dirigendosi pacificamente» verso Israele.


Non è chiaro che trattamento verrà riservato alle persone sequestrate in quella che la Flotilla ha definito come una operazione di «pirateria». «Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente a un rapimento in alto mare» ha dichiarato Gur Tsabar, portavoce della Flotilla, ad Al Jazeera.


In una nota la Farnesina ha fatto sapere che il ministero degli Esteri italiano è stato informato «su un avvicinamento di unità militari di Israele alle barche della Flotilla» e che «il ministro degli Esteri Tajani ha chiesto immediatamente all’Unità di Crisi, all’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e all’ambasciata d’Italia ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche per definire i contorni dell’operazione in corso e permettere al governo italiano di mettere in atto le azioni necessarie per tutelare i cittadini italiani imbarcati».


Nell’ottobre dello scorso anno, la precedente missione della Global Sumud Flotilla era stata sequestrata al largo delle coste di Gaza dalla marina israeliana e portata in Israele. Su quanto avvenuto dopo, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per tortura: nelle carceri israeliane, infatti, gli attivisti sarebbero stati picchiati, insultati e sottoposti a varie forme di trattamenti degradanti e inumani.

Le indagini riguardano anche le azioni avvenute in mare: è ancora da verificare, infatti, che le autorità israeliane avessero il diritto di aggredire e sequestrare l’equipaggio della missione (che trasportava cibo, alimenti per neonati e materiale medico per la popolazione della Striscia, dove Israele sta tutt’ora commettendo un genocidio) mentre questa si trovava in acque internazionali.


Ora le azioni si sono ripetute, ma nel cuore del Mediterraneo.



IL VIDEO dal canale Youtube della Flotilla


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