
LE MALETESTE
24 ott 2026
Un sostegno concreto per chi si espone. Sei a una manifestazione e ti hanno fermato? Puoi chiamarci subito. Hai bisogno di supporto legale, psicologico, digitale? Non sei solə.
da: https://hubdiprotezione.org/
Che cos’è l’Hub di protezione
L’Hub di Protezione offre supporto legale, psicologico e digitale gratuito ad attivistə, collettivi e organizzazioni che affrontano pressioni, rischi legali o situazioni di particolare stress e vulnerabilità.
Perché esiste
Negli ultimi anni, e in particolare dopo i decreti sicurezza, chi partecipa a manifestazioni, campagne o altre forme di attivismo si trova ad affrontare procedimenti legali, misure amministrative, sorveglianza digitale o altre forme di repressione.
L’obiettivo è tutelare chi esercita diritti fondamentali come la libertà di espressione, associazione e partecipazione.
L’Hub non è uno studio legale né un servizio specialistico tradizionale. È uno strumento collettivo e trasversale che facilita l’accesso a competenze specifiche mettendo in contatto attivistə con professionistə.
Chi siamo
L’Hub è promosso da una rete di organizzazioni della società civile impegnate nella difesa dei diritti e delle libertà fondamentali, tra cui:
A Buon Diritto, Amnesty International, Antigone, Arci, ASGI, A Sud, Baobab Experience, CILD, Cospe, CRED, Diritti di Frontiera, Gay Center, Giuristi Democratici, Greenpeace, Legal Team Italia, NAGA, Progetto Diritti, Rete In Difesa Di, Spazi Circolari, Un Ponte Per.
Gli avvocati dell’Hub di Protezione lavorano da anni con movimenti e attivistə. Tra loro, lə legalə di Ultima Generazione, Palestine Action, Global Sumud Flotilla e Extinction Rebellion.
Quando contattare l’Hub di Protezione
Puoi contattare l’Hub se:
stai affrontando un procedimento legale o misure amministrative legate alla partecipazione a manifestazioni o azioni
hai bisogno di orientamento legale su questioni legate all’attivismo
hai dubbi sulla sicurezza dei tuoi dispositivi o delle tue comunicazioni o hai bisogno di una formazione in merito
stai vivendo stress, pressioni o difficoltà emotive legate al tuo impegno politico
Come funziona l’Hub di Protezione
Le richieste vengono ricevute da una segreteria centrale che mette la persona o il gruppo in contatto diretto con lə professionista più adattə.
Per ragioni di sicurezza e tutela professionale, le liste di avvocatə, psicologə ed espertə di sicurezza digitale non sono pubbliche: il contatto avviene sempre attraverso la segreteria dell’Hub di Protezione.
Cosa offre l’Hub di Protezione
L’Hub mette a disposizione quattro ambiti di supporto integrato. Le situazioni che possono emergere nel contesto dell’attivismo coinvolgono spesso più dimensioni e richiedono quindi risposte coordinate.
Supporto legale
Collegamento con avvocatə per affrontare denunce o altri procedimenti legali legati alla partecipazione a mobilitazioni o campagne. Consulenza e presa in carico legale.
Supporto psicologico
Accesso a psicologə specializzatə per chi vive ansia, stress, burnout legati all’attivismo. Colloqui individuali o collettivi e strumenti di gestione emotiva.
Sicurezza digitale
Supporto per la protezione dei dispositivi e delle comunicazioni. Analisi di possibili vulnerabilità, consigli pratici e strumenti di autoprotezione digitale.
Formazione
Percorsi costruiti sui bisogni di attivistə, avvocatə e organizzazioni. Gli incontri forniscono strumenti pratici per affrontare mobilitazioni, controlli di polizia e rischi legati alla sicurezza di telefoni.
Per contattarci
tel. (39) 353.495.3606
mail: hub4defenders@proton.me
sito: https://hubdiprotezione.org/
HubForDefenders: team legale per assistere i manifestanti
20 Ottobre 2026 | AMNESTY.IT
Dopo i fatti di Milano, HubForDefenders ha ricevuto decine di segnalazioni e richieste di assistenza, prevalentemente da genitori di persone minorenni fermate durante le manifestazioni. Per questo l’Hub ha attivato un team legale per offrire supporto, seguire le situazioni segnalate e verificare il rispetto dei diritti e delle garanzie previste dalla legge.
Le proteste a Milano e le segnalazioni ricevute
Solo in queste ore sono 23 le segnalazioni ricevute, riguardanti in molti casi persone minorenni e razzializzate, che, secondo quanto riferito, sarebbero state trattenute fino a 12 ore in questura senza che i genitori fossero informati. Tra le denunce giunte al centralino figurano anche la privazione di cibo e acqua, l’impossibilità di effettuare una telefonata e il trattenimento senza che ne fossero comunicate le motivazioni.
HubForDefenders è uno strumento nazionale di protezione dello spazio civico e delle libertà fondamentali, promosso da una rete di associazioni della società civile tra cui ARCI, A SUD, Un Ponte Per, Amnesty International Italia, Giuristi Democratici, Legal Team Italia. Attraverso il coinvolgimento di professionisti offre assistenza legale, monitora possibili violazioni e mette a disposizione strumenti di protezione per persone, attivisti e organizzazioni, in situazioni di particolare esposizione e vulnerabilità.
L’attivazione di un team legale a Milano
L’attivazione a Milano di un team legale è una risposta concreta a un bisogno di tutela emerso in queste ore: le decine di segnalazioni e le richieste di assistenza per le persone minorenni fermate durante le manifestazioni.
Quando sono coinvolte persone minorenni è richiesta una particolare attenzione. Devono essere pienamente rispettate le specifiche garanzie previste dall’ordinamento, anche rispetto alle procedure, all’assistenza legale e al coinvolgimento dei familiari. L’Hub sta raccogliendo informazioni e verificando eventuali criticità. Il monitoraggio delle possibili violazioni dei diritti fondamentali è parte integrante del lavoro di HubForDefenders.
L’Hub non interviene nel merito politico delle manifestazioni né esprime giudizi sulle responsabilità individuali, il cui accertamento spetta alla magistratura. Questo non significa essere neutrali rispetto alla tutela dello spazio civico. L’Hub ha infatti una posizione precisa: il diritto di manifestare, di esprimere dissenso e di partecipare alla vita democratica deve essere protetto. Le garanzie dello Stato di diritto devono essere rispettate sempre, anche nelle situazioni più conflittuali.
Contatti di HubForDefenders:
telefono: +39 353 495 3606
mail: hub4defenders@proton.me
In strada anche osservatori e legali dopo l’attacco della premier
di Michele Gambirasi
24 ottobre 2026 | IL MANIFESTO
A metterli nel mirino è stata la stessa premier Giorgia Meloni, subito dopo l’approvazione dell’ultimo pacchetto sicurezza, il nono dall’inizio della legislatura. «Trovo gravissimo che si pubblicizzi l’assistenza legale gratuita dopo le devastazioni», ha affermato la premier nel video con cui ha promosso l’ultimo decreto.
Il riferimento era a Hub4Defenders, lo strumento di protezione per attivisti promosso da oltre venti associazioni tra cui Arci, Amnesty, A Sud, Legal team, Giuristi democratici. Subito dopo gli scontri in piazza Duomo la mail di riferimento del progetto ha preso a circolare sui social, a tutela delle centinaia di giovani e giovanissimi che erano stati trattenuti nella questura milanese, con grande scandalo di Meloni. «Ci siamo attivati perché ce n’era bisogno», ha detto ieri in conferenza stampa alla vigilia di possibili nuove proteste Marica Di Pierri di A Sud, «Sino alla serata di ieri sono arrivate ai canali dell’Hub 32 segnalazioni e sono state assistite 40 persone, in molti casi minorenni e razzializzate, trattenute fino a 12 ore in questura senza che i genitori fossero informati. Tra le denunce giunte al centralino l’essere state private di cibo, acqua, del diritto a una telefonata ed essere state trattenute senza alcuna motivazione». Tra queste un cittadino polacco che ha raccontato di essere stato trattenuto senza interprete e in seguito rilasciato senza accuse, un minorenne fermato nella giornata di sabato e rilasciato alle quattro del mattino, almeno tre 14enni che hanno riferito che le rispettive famiglie non erano state avvisate.
Gli attivisti saranno in piazza anche oggi, autorizzati dalla questura, per monitorare lo svolgimento delle manifestazioni ed eventuali violazioni dei diritti dei manifestanti. «I nostri osservatori saranno lì, ci auguriamo che in caso di necessità le forze dell’ordine applichino tecniche di deescalAtion» ha spiegato Laura Renzi di Amnesty. Ieri pomeriggio, a Milano negli spazi del Cantiere, si è tenuta una formazione a proposito dell’ultimo decreto sicurezza. «Chi lo avrebbe mai detto che nel 2026 avremmo avuto bisogno di osservatori nelle piazze? Sono osservatori che solitamente siamo abituati a vedere nei paesi che definiamo “a rischio”», ha commentato Walter Massa, presidente dell’Arci. In merito alla decisione dell’esecutivo di militarizzare il capoluogo lombardo Massa ha aggiunto: «500 militari mandati per controllare 500 minorenni, in un paese normale questa dinamica farebbe ridere. Ma dopo tutti questi decreti sicurezza nessun cittadino può dire di sentirsi completamente al sicuro. Sotto attacco non è solo il diritto a manifestare, ma il diritto ad associarsi sancito dall’articolo 18 della Costituzione».
«Milano non è Belfast negli anni dell’Ira» ha aggiunto Alfio Nicotra di Un Ponte Per, «Siamo preoccupati a riguardo delle dichiarazioni di Salvini sull’uso dei carri Lince e di droni nelle manifestazioni. E senza l’intervento del Quirinale avremmo avuto forze armate in servizio con poteri di polizia giudiziaria, il che sarebbe stato inaccettabile». «Dentro le forze dell’ordine servirebbe aprire un dibattito sul loro ruolo nella società che cambia», ha aggiunto Massa. Sull’ultimo decreto è intervenuto anche Cesare Antetomaso, avvocati di Giuristi Democratici: «Tutte queste leggi creano un clima criminogeno, dal momento che gli spazi di libertà vengono progressivamente circoscritti. E con l’ultimo provvedimento sembra aprirsi un nuovo spazio di indeterminatezza, di arbitrarietà, con l’addentellato del reato di organizzazione via social. Il che crea un clima paranoico nei giovani che organizzano manifestazioni».


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