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MAMME NARRANTI (Roma)

LE MALETESTE

16 giu 2026

Una realtà che ha bisogno di aiuto e condivisione - ANDREA SATTA

di Andrea Satta

12 giugno 2026, 13.23 | FACEBOOK


Ieri nella sala stampa della Camera dei Deputati ci è stata data la possibilità di raccontare cosa stiamo facendo da anni come Mamme Narranti.

Insieme alla dottoressa Rosanna Palazzi, anche lei come me pediatra sul territorio, a Tullio Berlenghi che ha reso possibile tutto questo, a Annamaria Cantarella presidente della Associazione Mamme Narranti, a Ilaria Mascaro e a Ghada Shiladeh, mamma narrante anche lei e della prima ora farmacista e cittadina italiana che ci sta facendo da mediatrice culturale e termometro relazionale e super onore Luisa Morgantini, gia’ Vice-Presidente del Parlamento Europeo, Conferenza stampa in via della Missione 4, un nome nel destino.


Ringraziamo tutte le associazioni di volontari che offrono sostegno e spontanea, quotidiana, instancabile attività a favore delle famiglie palestinesi. Senza di loro tutto sarebbe ancora più difficile.


Mamme Narranti è la realtà nata intorno al mio ambulatorio pediatrico 17 anni fa nell’hinterland di Roma. Semplicemente le Mamme vengono a raccontare una volta al mese come si addormentavano da piccole (trenta paesi del Mondo diversi),


Da un anno le Mamme Narranti sono diventate anche Mamme Ospitanti e fra una settimana una famiglia proveniente da Gaza vivrà in una casa messa a disposizione gratuitamente da una mamma dell’ambulatorio.

Oltre alla casa noi offriremo la comunità.


Ci sono papà elettricisti, idraulici e fabbri che si sono adoperati per rimettere in sesto l’abitazione, stanno arrivando piatti e stoviglie lenzuola e coperte, frigorifero e lavatrice dalla rete delle Mamme Narranti che ora in ambulatorio è composta da 180 persone.


A Roma ci sono 51 famiglie palestinesi, giunte qui in Italia con gli aerei del Governo per gravi motivi di salute dei bambini. Noi di famiglie ne riusciremo a ospitare 3. Avremo la disponibilità di altre due case, una a Palestrina e una nel Municipio VIII che ringraziamo per la sensibilità.


Tutto questo si muove ovviamente senza alcun interesse economico.


Ci siamo mossi col il patrocinio dell'Associazione Culturale Pediatri.


Stiamo stipulando protocolli e accordi di collaborazione con i Comuni di Valmontone, Palestrina, Colleferro, Labico, Artena, e con il Mincipio VIII di Roma Capitale.


Grazie all’onorevole Sergio Costa che in questi mesi ha speso il suo carisma per far riabbracciare due famiglie che erano separate da tanti mesi, l’onorevole Costa è vice-presidente della Camera dei Deputati. E grazie alla onorevole Stefania Ascari per questa prestigiosa opportunità.


Potrebbe sembrare il punto di arrivo di un anno di lavoro, a me sembra la dichiarazione pubblica di uno sfascio etico e umano.

Credo che si debba esser molto concreti e farsi crude domande.


Questo incontro non è l’occasione per dire a me stesso quanto sono bravo; anzi questo mi infastidisce.


Invece ecco alcuni punti per condividere, sapere e quindi concretamente RISOLVERE:

1) Quante famiglie palestinesi ci sono in questo momento a Roma con bambini feriti o malati provenienti da Gaza?

- 51 famiglie. Avete capito bene 51 famiglie, non 50 mila persone.


2) Sono clandestine queste persone? Hanno infranto una legge del nostro Stato?

- ⁠No, in Italia queste famiglie le abbiamo portate noi.


3) Dopo 10-12 mesi queste famiglie hanno concluso l’iter legale per soggiornare nel nostro Paese?

- ⁠No. Sono ancora in attesa di Asilo Politico. Perché? Non lo so.


4) Sono compatti i nuclei familiari?

- ⁠Le famiglie sono quasi sempre frazioni di famiglie con padri (se vivi) e altri bambini dall’altra parte del mare.


5) Quanto è grande lo spazio in cui vivono?

- Vivono in 16 metri quadrati in 4 persone da mesi. Si pochi metri quadri a testa.


6) Possono cucinare?

- ⁠No, non possono neppure decidere cosa mangiare.


7) Quanti soldi ha ha disposizione al mese una famiglia di quattro persone, mamma e tre bambini?

- ⁠Oltre la stanza di 16 metri quadri, hanno 225 euro al mese la famiglia. 7-8 euro al giorno. Se i bambini chiedono una volta un gelato bruciano la paga di due o tre giorni.


 8) Che progetto futuro c’è per queste famiglie?

- ⁠Nessun progetto..


9) Perché Ahmed di 17 anni, con due gambe amputate, un ex atleta che faceva Parkour, che vorrebbe ricominciare a vivere, che amava l’Italia da quando era piccolo, non è stato inserito in una scuola per imparare la nostra lingua?

Perché in 12 mesi non gli si è insegnato l’Italiano?

- ⁠Non c’è risposta


10) Dove sono collocati CAS, i Centri di Assistenza Straordinaria che “ospitano”’ queste famiglie trasportate da Governo qui da noi?

- I CAS collocati in zone estreme e degradate della città, in periferia, in prossimità del Grande Raccordo Anulare.


Quindi:

- Lutti e orrori alle spalle

- Famiglie divise

- Bambini feriti

- Pochissimi soldi al mese

- Non inserimento in programma scolastico

- 16 metri quadri per 4 persone

- Difficoltà estrema per i ricongiungimenti familiari

- Bambini che stanno crescendo senza uno dei loro genitori.

- Anni di formazione scolastica che si stanno perdendo.

- Nessuna privacy

- Isolamento


Ultima domanda…

Come passa la giornata una ragazza palestinese con tre figli e 200 euro al mese, buttata in un CAS, con il marito a Gaza e qui tre figli e magari uno senza gambe e un altro figlio dall’altra parte del mare, senza amici, senza riuscire a farsi capire, paracadutata in un modo che non conosce, con orrori e lutti spalle e ormai nessun posto dove tornare? Come si addormenta la sera, a cosa pensa la mattina quando si sveglia?


Ultimissima domanda

3.000.000 di abitanti di Roma non riescono ad aiutare 51 famiglie, 240 persone che sono mamme e bambini?

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