
LE MALETESTE
7 giu 2026
Cinquantotto le persone a bordo, di cui ben 24 minori, soccorse nel Mediterraneo centrale e partite pochi giorni fa da Al-Khums, in Libia, senza giubbotti o salvagenti. I migranti provengono da Sudan, Eritrea, Egitto, Bangladesh e Somalia
Marina di Carrara, sbarcano 58 migranti. La commozione dell’equipaggio
di Daniele Rosi
Marina di Carrara, 6 giugno 2026 | LA NAZIONE
I primi a scendere dalla nave, come accade in ogni sbarco, sono stati i più giovani, con il sorriso in volto e lo sguardo pieno di speranza. Per loro e per tutte le persone a bordo è terminata però solo la prima parte del viaggio, che proseguirà verso le strutture di accoglienza e poi altrove, in cerca di un nuovo inizio.
Lo sbarco di questa sera, il ventiduesimo al porto di Marina e il secondo del 2026, ancora una volta ha confermato il ruolo importante dello scalo apuano in tema di accoglienza. Erano passate da pochi minuti le 21 quando la Open Arms, una delle prime navi con i migranti ad arrivare al porto di Marina, era il 2023, è entrata in porto costeggiando e poi sistemandosi lungo la banchina Buscaiol.
Cinquantotto le persone a bordo, di cui ben 24 minori, soccorse nel Mediterraneo centrale e partite pochi giorni fa da Al-Khums, in Libia, a bordo di un’imbarcazione in vetroresina sovraccarica, senza giubbotti o salvagenti. I migranti provengono da Sudan, Eritrea, Egitto, Bangladesh e Somalia.
Al momento della discesa in banchina, come praticamente avviene ogni volta in cui i migranti stanno per abbandonare la nave, non sono mancati brevi attimi di commozione con l’equipaggio, tra lacrime accennate, sorrisi, abbracci e auguri per il futuro. Piccoli episodi di felicità, che raccontano meglio di tante parole quanto il viaggio rappresenti la ricerca di un nuovo inizio per tante delle persone a bordo, vedendo l’arrivo in porto come un primo, parziale nuovo capitolo, della loro vita.
Con l’arrivo della Open Arms sale a 2443 il numero di migranti sbarcati a Marina dal primo attracco avvenuto nel gennaio 2023. Per la Open Arms invece, quello di sabato è stato il terzo sbarco, dopo quelli del 22 agosto 2023 e di poche settimane dopo, il 4 settembre. All’arrivo della Open Arms, la banchina Buscaiol, con le operazioni coordinate come sempre dalla Prefettura di Massa-Carrara, era pronta ad accogliere i migranti, con una numerosa presenza di forze dell’ordine, volontari, supporto sanitario e personale del porto. A seguire le fasi dello sbarco per l’amministrazione comunale era presente anche la sindaca Serena Arrighi con la vicesindaca Roberta Crudeli e l’assessore Carlo Orlandi.
Per la Regione, in banchina anche l’assessora Alessandra Nardini. «La macchina dell’accoglienza si dimostra sempre pronta - commenta la sindaca - ma non è giusto costringere queste persone a viaggiare con queste lunghe distanze».
Buone le condizioni di salute dei migranti a bordo, che resteranno tutti in Toscana, come ha poi spiegato il Prefetto Gaetano Cupello. “Qualche caso di scabbia - aggiunge il prefetto - ma la situazione nel complesso è buona». Dopo i primi controlli a bordo, i migranti sono stati trasferiti a piccoli gruppi nel padiglione C di Imm-CarraraFiere per sottoporsi a ulteriori visite mediche e per le procedure d’identificazione, per poi essere accompagnati nelle strutture di accoglienza selezionate. «L’amministrazione di Carrara va ringraziata - spiega l’assessora regionale Alessandra Nardini - perchè per l’ennesima volta dimostra una catena umana importante. La Toscana è terra accogliente e solidale e non vogliamo i cpr come modello di accoglienza».

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