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FLEE - il racconto del viaggio verso la salvezza del rifugiato afghano Amin

Flee รจ una storia vera che racconta in modo unico gli strazianti tentativi di un rifugiato afghano di trovare asilo allโ€™estero. Un documentario di animazione, un viaggio viscerale, poetico ma anche pieno di solitudine e di unโ€™incessante voglia di vivere.





Regia: Jonas Poher Rasmussen

Breve trama: Amin รจ uno pseudonimo, come per tutti gli altri personaggi principali del film, che protegge lโ€™anonimato dellโ€™amico del regista che ha vissuto questa incredibile storia sulla sua pelle. Amin, arrivato come minore non accompagnato in Danimarca dallโ€™Afghanistan, oggi, a 36 anni, รจ un accademico di successo. Da oltre ventโ€™anni ha un segreto che rischia di far crollare il castello della sua vita, faticosamente costruito, proprio alla vigilia del matrimonio con il suo compagno di lunga data.



Il 10 marzo 2022, I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection hanno portato nelle sale italiane Flee, il documentario animato del regista danese Jonas Poher Rasmussen, il racconto del viaggio verso la salvezza del rifugiato afghano Amin, candidato a 3 premi Oscar.

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Flee รจ una storia vera che racconta in modo unico gli strazianti tentativi di un rifugiato afghano di trovare asilo allโ€™estero. Un documentario di animazione, un viaggio viscerale, poetico ma anche pieno di solitudine e di unโ€™incessante voglia di vivere. Un racconto sincero del bisogno di un uomo di confrontarsi con il proprio passato per conquistarsi un grande futuro.

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Il film รจ una co-produzione Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia, Stati Uniti, Slovenia, Estonia, Spagna, Italia e Finlandia.

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Jonas Poher Rasmussen รจ un regista danese/francese nato nel 1981. Ha debuttato nel 2006 con lโ€™acclamato documentario televisivo Something About Halfdan, seguito da una serie di documentari radiofonici da tutto il mondo. Si รจ diplomato alla scuola di cinema danese Super16 nel 2010. Il suo debutto nel lungometraggio Alla ricerca di Bill, un mix di documentario e finzione, gli รจ valso il premio Nordic Dox al CPH:DOX e il premio del concorso internazionale a DocAviv. Nel novembre 2015 ha presentato in anteprima il suo documentario What He Did, che ha vinto il prestigioso Fipresci (Federazione Internazionale dei Critici Cinematografici) al Thessaloniki Film Fest. 2016. Il suo nuovo film FLEE, un documentario animato su un caro amico, รจ stato ufficialmente selezionato a Cannes 2020, ha vinto, tra gli altri, il Gran Premio della Giuria al Sundance, il premio per il miglior doc a Gรถteborg e il Premio Cristal ad Annecy.

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JONAS POHER RASMUSSEN dice di sรฉ:

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Cresciuto in una famiglia molto liberale, mi รจ sempre stato insegnato a essere rispettoso, di mentalitร  aperta e curioso per le persone intorno a me, nonostante il loro passato, le convinzioni politiche o qualsiasi altra cosa potessero aver rappresentato. Incontrare le persone, chiunque esse siano e ovunque si trovino nella vita รจ uno dei miei approcci principali alla regia dei miei film documentari. Il mio obiettivo รจ creare connessioni oneste e reali in un ambiente di fiducia, poichรฉ ciรฒ mi aiuterร  a raggiungere le loro storie piรน intime. Cerco di capire le loro sfumature e complessitร , compresi i lati vulnerabili o brutti, e anche gli aspetti piรน disumani della loro vita. Nel processo in cui racconto queste storie intime, cerco sempre di esplorare nuovi modi e approcci per condividere le mie storie. Cerco modi per stravolgere il formato del film, in modo che si adatti alla storia raccontata. Ho lavorato con rievocazioni teatrali e ibridi fiction/documentari. Ora, con FLEE, ho introdotto lโ€™animazione nel mio repertorio. Miro a creare una narrazione avvincente e invitante per dare alle testimonianze cosรฌ generosamente condivise con me dai miei soggetti la piattaforma che meritano. Venendo da una famiglia ebrea, il tema della fuga e della dislocazione รจ particolarmente importante per me. I miei antenati sono fuggiti dalla Russia allโ€™inizio del XX secolo per sfuggire alle persecuzioni e ai pogrom. Come Amin, il protagonista di FLEE, hanno navigato attraverso il Baltico verso la Danimarca. รˆ qui che รจ nata mia nonna, in un hotel vicino alla stazione ferroviaria centrale della mia attuale cittร  natale, Copenaghen. La sua famiglia โ€“ la mia famiglia โ€“ ha chiesto asilo, ma gli รจ stato negato, quindi sono stati costretti a trasferirsi di nuovo, questa volta in Germania. Da studentessa delle elementari a Berlino, mia nonna รจ stata costretta a stare davanti ai suoi compagni di classe con una stella gialla ben visibile sul petto. Presto dovette fuggire di nuovo, questa volta in Inghilterra. รˆ successo quasi un secolo fa, ma la storia del suo spostamento forzato e dislocazione incombe ancora sulla mia famigliaโ€ฆRealizzare FLEE mi ha dato nuove intuizioni sulle drastiche conseguenze della fuga da casa, soprattutto da bambino, come Aminโ€ฆcome mia nonna. Ho iniziato a capire le difficoltร  che i bambini come loro devono affrontare, quando il loro passato e presente sono cosรฌ sconnessi. Ho capito perchรฉ tendevano a guardare al futuro, mantenendo una distanza di sicurezza dalle persone che li circondavano. Ho capito cosa vuol dire avere un segreto profondo che non puoi condividere con nessuno, ma che sarร  sempre una presenza silenziosa nelle relazioni di quella persona e nella vita in generale, Quanto ad Amin, ho capito che questa sensazione di dislocamento era ancora molto presente in lui, anche dopo tutti questi anni. Credo sia perchรฉ non ha mai avuto la possibilitร  di confrontarsi con il suo passato e condividere la sua storia, la storia di FLEE.

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IL BACKGROUND DEL FILM

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Il regista e documentarista radiofonico Jonas Poher Rasmussen ha incontrato il suo amico Amin Nawabi (uno pseudonimo) negli anni โ€™90 quando Amin si รจ trasferito nella piccola cittร  dove รจ cresciuto Jonas. Ha incontrato per la prima volta il nuovo arrivato ben vestito su un treno locale quando erano studenti delle scuole medie โ€“ con pochissimi immigrati Amin si รจ distinto tra la folla. Senza conoscere lโ€™intera portata del retroscena di Amin, Jonas ha visto un immigrato afgano che si รจ ambientato bene in Danimarca grazie a una forte etica del lavoro e grandi capacitร  sociali. Ignaro fino a molto tempo dopo che il viaggio del suo amico verso lโ€™etร  adulta era una storia straordinaria come nessunโ€™altra. A partire dalla morte di suo padre a Kabul quando era un bambino, e proseguendo a Mosca, quando i membri della sua famiglia hanno fatto diversi tentativi strazianti di reinsediarsi nellโ€™Europa occidentale, lโ€™infanzia di Amin รจ stata caratterizzata da periodi di attesa, speranza e fuga. Dopo il liceo, Jonas ha iniziato a fare documentari radiofonici e lui e Amin hanno parlato di lavorare insieme su una storia sul passato di Amin, ma Amin non era ancora pronto a fare i conti con le sue esperienze: troppo dolore e crepacuore erano rimasti nascosti sotto la superficie, e temeva sia per la propria sicurezza che per quella della sua famiglia, quindi hanno lasciato lโ€™idea sapendo che lโ€™avrebbero rivisitata quando fosse stato il momento giusto.

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(Pietro Ferraro, cineblog.it, 9 marzo 2022)

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IL PUNTO DI VISTA DEL CRITICO

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Rasmussen dichiara da subito che la storia di Amin รจ una storia vista dagli occhi di chi la vuole raccontare, quella storia. E che quindi si tratta anche di una storia condivisa. Partecipata.

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Il film inizia, infatti, con il regista che alla stregua di un analista, tenta di provocare la memoria rimossa nel suo interlocutore. Amin resiste, รจ recalcitrante, non vuole tornare indietro, avverte il terreno farsi friabile sotto i suoi piedi.

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รˆ molto commovente questa consapevolezza da parte del regista, messa in scena come una forma di violenza nei confronti di Amin, che il film esiste anche perchรฉ รจ stato strappato al silenzio di chi forse avevo scelto di dimenticare, o comunque smettere di ricordare.

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Cโ€™รจ dunque una lacerazione allโ€™inizio di Flee che ci interroga sulla funzione che il regista, il documentarista, ha nei confronti di una storia che รจ non la sua. Il film inizia dunque come strappato a una riottositร  a parlare, cosa che rende poi il flusso del racconto ancora piรน coinvolgente.

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Lโ€™altro aspetto interessante del film concerne il suo distaccarsi dallโ€™aspetto strettamente didattico (ossia ripercorrere la storia dellโ€™Afghanistan) per permettere di osservare lโ€™emersione del personaggio del film.

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Flee, dunque, si costituisce come un vero e proprio romanzo di formazione. Ed รจ allโ€™interno di questo processo che Rasmussen inserisce il coming out di Amin. Non come il risveglio di una coscienza intorpidita, ma come una strategia per trovare intorno a sรฉ lo spazio per vivere secondo i suoi desideri.

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(Giona Antonio Nazzaro, ilmanifesto.it, 10 marzo 2022)

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