
Due contributi, 1- dal Collettivo di Fabbrica Lavoratori GKN "Pretendiamo interventi immediati e radicali" e 2- da Alessandro Volpi (economista) "Prezzi di benzina e energia li dobbiamo ad un perverso meccanismo finanziario"
# LE MALETESTE #
16 mar 2022
PRETENDIAMO INTERVENTI IMMEDIATI E RADICALI
sul caro carburanti, bollette e carovita. Lo pretendiamo come lavoratrici e come lavoratori. Lo pretendiamo ancora di piรน come cassaintegrati. Il nostro stato di cassaintegrati non deriva dal destino cinico e baro ma da scelte soggettive fatte sopra la nostra testa.
La nostra azienda, perfettamente funzionante, รจ stata chiusa per la scelta di politica industriale di un fondo finanziario ed รจ stata lasciata al destino di una lunga e incerta reindustrializzazione dalla mancanza di politica industriale di uno Stato.
Lo Stato che non salva il lavoro nรฉ lo crea, nรฉ interviene sulle scelte dei grandi gruppi multinazionali, che decide coscientemente di non impedire le delocalizzazioni, che รจ in prima fila nel promuovere la jungla di appalti, che รจ azionista al 30,% di Eni che macina extraprofitti, si prenda la responsabilitร della situazione creata e intervenga allora sul reddito e sulla tassazione delle grandi rendite. Contemporaneamente si inizi una nuova vertenza salariale complessiva che ribalti la distribuzione iniqua della ricchezza generatasi negli ultimi due decenni almeno.
Tutti i dati confermano questa banale veritร : noi abbiamo perso, i grandi profitti guadagnato. Per cui un elemento di banale riflesso di giustizia sociale dice questo: il capitale ora deve dare, il lavoro ricevere. Tutto il resto รจ vecchio ed รจ bla bla nocivo.
ร necessario urgentemente:
- tagliare radicalmente accise e Iva su benzina e fonti energetiche.
La tassazione indiretta รจ una forma di radicale ingiustizia sociale. Va sostituita con tasse fortemente progressive. Nel nostro paese l'aliquota fiscale reale diminuisce con l'aumentare della ricchezza.
- nel 2022 la spesa militare ammonterร a quasi 26 miliardi di euro. Un taglio quasi totale delle accise sarebbe di circa 20 miliardi
- implementare pesantemente il mezzo pubblico di trasporto e varare da subito riduzioni del costo del trasporto pubblico, ferroviario, urbano ed extraurbano, con gratuitร per studenti, disoccupati, pensionati, cassaintegrati
- rivedere gli aumenti salariali e collegarli al meccanismo inflattivo reale.
Il calcolo degli aumenti salariali in base all'Ipca (indice inflattivo che non tiene conto dei costi energetici importati) si รจ rivelato per quello che รจ: una piccola truffa voluta da Confindustria con largo e lungimirante anticipo. Impariamo da loro a difendere i nostri interessi con largo anticipo.
- alzare il tetto massimo della cassa integrazione
- introddure un salario minimo intercategoriale che faccia uscire milioni di persone dallo stato di working poors
- calmierare i prezzi delle fonti energetiche e spezzare il meccanismo speculativo
- maxitassa sugli extraprofitti di Eni e trasparenza dei contratti di fornitura stipulati
- accelerare l'uscita dal fossile
26 marzo, per questo, per altro, per tutto #insorgiamo
COLLETTIVO DI FABBRICA - LAVORATORI GKN
16 MARZO 2022
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PREZZI DI BENZINA E ENERGIA: LI DOBBIAMO AD UN PERVERSO MECCANISMO FINANZIARIO
di Alessandro Volpi *
Il sistema dei prezzi dellโenergia e dei carburanti รจ ormai quasi esclusivamente di natura speculativa, secondo dinamiche non piรน accettabili. Le scommesse di fondi hedge e operatori finanziari stanno divorando i consumatori. Lโanalisi di Alessandro Volpi
ร ormai evidente che il sistema dei prezzi dellโenergia รจ ormai quasi esclusivamente di natura speculativa, secondo dinamiche davvero non piรน accettabili. Da che cosa dipende il prezzo del gas nel nostro Paese cosรฌ come definito dallโAutoritร di regolazione per energia reti e ambiente (Arera)? Per poco meno di metร dipende dai cosiddetti โoneri di sistemaโ, in buona parte costituiti da varie forme di prelievo fiscale che, peraltro, in questo momento stanno determinando un forte gettito, data lโimpennata dei prezzi, al di lร delle parti congelate.
Lโaltra metร dipende dal prezzo della materia prima โgasโ che a sua volta discende da vari fattori. Solo in parte dipende dal prezzo della domanda e dellโofferta reale di gas, in larga misura negoziato in alcuni hub fisici tra cui il piรน importante รจ quello di Amsterdam, il cosiddetto TTF. Lรฌ si definisce il prezzo originario dei contratti sottoscritti da compratori e venditori reali, quelli che hanno bisogno del gas. Tali contratti possono essere di natura giornaliera come ha spinto a fare, sbagliando, la normativa europea, oppure a lungo periodo. Su questo piano esiste un primo margine forte di speculazione, perchรฉ spesso il prezzo fatto dai venditori, che, a loro volta hanno comprato dalle grandi compagnie internazionali, รจ molto piรน alto di quello che hanno pagato. Si tratta di speculazioni non facilmente rilevabili perchรฉ i contratti sono โsegretiโ: รจ certo perรฒ che negli ultimi mesi si รจ trattato di differenze molto alte fra prezzi dโacquisto e prezzi di vendita.
Come accennato, tuttavia, i prezzi sul mercato reale sono solo un pezzo della determinazione del prezzo finale del gas su cui incide, pesantemente, la speculazione finanziaria fatta da fondi hedge, banche e altri operatori che di fatto scommettono sul prezzo definito allโhub di Amsterdam o su altri listini. Per dare un numero chiaro di un simile fenomeno, a marzo 2022, sono esposti sul gas del TFF ben 218 soggetti finanziari, di cui 164 sono fondi apertamente speculativi, mentre i soggetti commerciali, quelli realmente interessati al gas, sono 134.
ร evidente che quando parte una scommessa al rialzo, come in presenza di una guerra che significa possibili riduzioni di gas, tutti scommettono sul rialzo del prezzo del gas. Di conseguenza il prezzo della materia prima, e quindi, delle bollette si impenna. Un simile fenomeno avviene, peraltro, in mercati regolamentati con futures quotati come nel caso di Ice-Endex.
In altre parole se paghiamo lโenergia carissima, lo dobbiamo alla costruzione (avvenuta nel corso di circa un ventennio) di un perverso meccanismo finanziario. Peraltro รจ significativo che per abbattere le bollette il governo abbia giร speso una ventina di miliardi di euro e molti altri ne dovrร spendere, aumentando il debito pubblico che, paradossalmente, diventerร piรน costoso se la Banca centrale europea, proprio per frenare lโinflazione, nata dalla speculazione, ridurrร gli acquisti di titoli di Stato. Davvero senza mettere mano ai mercati dellโenergia, limitandone lโuso ai soggetti che la vendono e la comprano realmente sarร difficilissimo affrontare la crisi in cui siamo finiti.
Per la benzina, il quadro รจ altrettanto sconfortante. Nel nostro Paese, il prezzo della benzina, in costante ascesa, e dunque componente importante dellโinflazione, dipende per circa il 60% da un prelievo di natura fiscale. Il restante 40% dipende dal prezzo della materia prima che, a sua volta, รจ largamente legato alla speculazione. Il prezzo dei carburanti, infatti, non discende direttamente dal prezzo del barile di petrolio, ma dai prezzi dei carburanti definiti da una piattaforma-agenzia privata con sede a Londra, Platts, di fatto di proprietร di McGraw-Hill, dove operano i principali fondi speculativi del mondo, a cominciare da Barclays global investors, Goldman Sachs asset management, Vanguard group, Deutsche asset management americas, Barclays e Global investor.
Sono questi fondi che, considerando il prezzo del petrolio, peraltro definito da un mercato dove gli stessi fondi incidono quasi piรน dei Paesi produttori (aderenti allโOpec e non), quantificano il prezzo dei carburanti ogni giorno, ponendo in essere in realtร delle vere e proprie scommesse sullโandamento dei prezzi. In estrema e brutale sintesi: i fondi speculativi e le banche dโinvestimento, partendo dal dato reale, determinano i prezzi prima sul mercato del petrolio e poi, attraverso Platts, su quello dei carburanti, operando scommesse che, in genere, hanno la forza di auto-avverarsi. Su questi prezzi, chiaramente speculativi e distanti praticamente sempre dalla realtร , interviene la filiera dellโindustria petrolifera che puรฒ determinare una differenza, a volte non banale, tra quanto costano estrazione e produzione e il prezzo a cui i big di tale industria vendono alla rete distributiva che, in genere, ha poco margine. Quanto costa la benzina, dunque, dipende davvero poco da quanto petrolio รจ disponibile sul mercato reale. Con una domanda e unโofferta di circa 95 milioni di barili al giorno, il prezzo del petrolio รจ passato da 60 a 120 dollari e quello della benzina da 1,40 a oltre due euro al litro. La turbofinanza si sta divorando i consumatori.
da "altreconomia.it", 15 marzo 2022
*ALESSANDRO VOLPI รจ docente di Storia contemporanea presso il dipartimento di Scienze politiche dellโUniversitร di Pisa. Si occupa di temi relativi ai processi di trasformazione culturale ed economica nellโOttocento e nel Novecento.