
di Davide Grasso
# LE MALETESTE #
16 mar 2021
Il contenimento dei contagi รจ reso impossibile dalle pressioni del mondo proprietario (eventualmente seguito a ruota da nullatenenti che subiscono la sua cultura) con la contestazione di restrizioni alla libertร che sole possono, assieme al distanziamento fisico volontario e agli strumenti di schermo delle vie respiratorie, contenere lโepidemia. Chi รจ precario, salariato o in cerca di lavoro vede elargite elemosine mentre le imprese ricevono crediti a fondo perduto e sostegni di tuttโaltro tenore, talvolta scandalosamente privi di reali controlli.
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di Davide Grasso
(...) Le acquisizioni della scienza sono prigioniere di artifici legali, e questi di unโideologia mistica, paravento di interessi precisi ma nondimeno decisiva nel rendere piรน difficile affrontarli. Intanto le persone muoiono, tutti vivono una vita dimezzata (se non peggio). La tutela contrattuale della proprietร รฉ posta al di sopra della vita stessa, della salute pubblica e del destino della nostra specie in questo secolo.
Cosรฌ stati e comunitร di stati, pronti a usare la violenza militare o quella finanziaria per imporre in passato questa dottrina si inchinano come cagnolini a chi โ il re non รจ mai stato cosรฌ nudo โ di quella dottrina beneficia nei termini a loro volta in fin dei conti astratti di puro potere.
Qui non si tratta di contestare il liberalismo da un punto di vista reazionario, che inventi e rimpianga ipotetici paradisi premoderni, sia pure filosoficamente sofisticati. Si tratta allโopposto di sottolineare quanto sentimentale, quando non disonesto, sia lโattaccamento che non pochi mostrano verso una visione del mondo i cui limiti non sono mai stati un mistero, e che oggi appaiono in tutta la loro brutale e criminale evidenza. Lo scandalo della lentezza e delle diseguaglianze nella campagna vaccinale ci ricorda come la concezione liberale dellโimpresa non si fondi soltanto sulla concorrenza, ma anche sullโappropriazione particolare degli effetti del mercato: ciรฒ che รจ sotto i nostri occhi ora come un ostacolo, e non un acceleratore, allโattivazione organizzata ed efficiente di forze tecniche ed intellettuali a disposizione.
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โQuesto ruolo di freno e ostacolo รจ evidente anche nelle politiche pubbliche per fronteggiare il virus in attesa di unโimmunitร di massa. Il contenimento dei contagi รจ reso impossibile dalle pressioni del mondo proprietario (eventualmente seguito a ruota da nullatenenti che subiscono la sua cultura) con la contestazione di restrizioni alla libertร che sole possono, assieme al distanziamento fisico volontario e agli strumenti di schermo delle vie respiratorie, contenere lโepidemia. Chi รจ precario, salariato o in cerca di lavoro vede elargite elemosine mentre le imprese ricevono crediti a fondo perduto e sostegni di tuttโaltro tenore, talvolta scandalosamente privi di reali controlli. Le scuole e i luoghi della cultura soffrono, oltre a chiusure in gran parte inevitabili, anche le aggravanti dovute a questo contesto ideologico, che le considera meno strategiche e produttive di qualsiasi altra produzione, anche la piรน inutile, nociva o miserabile, vedendo amputate le risorse culturali trasmesse a chi dovrร scoprire i vaccini di domani (e potenziare oggi come domani le complessive esistenze di chi non si concepisce come bestia da soma).
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Che dire delle comunitร mediche? Hanno mostrato unโabnegazione nel soccorso e nella cura costata nel mondo migliaia di vite a medici e infermieri. Non era scontato e non abbiamo riflettuto ancora abbastanza su questo. Questi sforzi sono rivendicati dagli stati. Con quale coraggio? Quale operatore sanitario affermerebbe oggi che i risultati ottenuti a cosรฌ caro prezzo sono stati possibili grazie alle politiche dei poteri pubblici e non nonostante esse? Il settore sanitario รจ devastato da quarantโanni di smantellamento del welfare e nonostante questo non cโรจ inversione di rotta. Contrariamente alla propaganda di questi mesi, infatti, finanziare lโemergenza a debito non รจ in alcun modo un mutamento di tendenza. ร anzi la ripetizione plastica di un modo di misurare lโeconomia che ha giร provocato disastri sociali e ne promette di piรน gravi, quando non bellici, per le prossime generazioni. Immutate restano le politiche non soltanto finanziarie, ma anche del lavoro e della cura. Il nuovo personale assunto nella sanitร รจ rigorosamente a termine. Lโincremento di posti letto per Covid, ad ogni ondata, non รจ tale perchรฉ a discapito, e non in aggiunta, rispetto a quello riservato alle altre patologie.
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(...) Produrre provette, trasportarle altre e iniettare i vaccini nella popolazione sembra infatti un compito soverchiante per gli attuali poteri pubblici, e in virtรน della loro stessa ideologia. Le potenze del G8 e del G20 sono le prime naturalmente ad offrire, sia pur a rilento e a scapito del resto del mondo, questo rimedio, ma รจ sorprendente quanto esse siano in difficoltร di fronte a diritti assoluti non piรน di re e imperatori, ma di imprese multinazionali di diritto privato. Le dottrine liberali vincenti (dette liberiste) hanno infatti imposto di sottomettere di fatto, da mezzo secolo, i soggetti di diritto pubblico a quelli di diritto privato sul piano globale, e questo per una superstizione circa lโintangibilitร sacrale della proprietร individuale dei risultati del lavoro fisico e intellettuale, che pure sono imprese globali e di massa; al punto che i proprietari giuridici della produzione farmaceutica โ quella che qui maggiormente interessa โ possono permettersi di proteggere formule chimiche decisive come fossero ordinari โsegreti industrialiโ.
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Anche la conversione produttiva delle diverse nazioni verso la diffusa fabbricazione di vaccini stenta ed รจ in ritardo, verosimilmente rallentata, sul piano politico e dโimpresa, da questo orizzonte incerto e ingolfato da vincoli. Eppure tale conversione รจ strategica per il futuro, per le eventuali varianti o per le prossime epidemie (magari piรน gravi).
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โ16 marzo 2021, da "micromega.net"