
La lezione che viene dal Cile per il mondo
di FRANCO BERARDI "BIFO"
# LE MALETESTE #
16 set 2022
Nazismo e liberismo
Il ciclo neoliberale cominciรฒ nel 1973, quando gli economisti nord-americani di scuola neoliberista usarono un assassino chiamato Pinochet per distruggere lโesperimento democratico di Salvador Allende nellโinteresse dellโeconomia di profitto. Quando lโinsurrezione cilena dellโautunno 2019 costrinse il governo Pineira ad accettare il processo elettorale che portรฒ allโaffermazione di Boric e allโavvio del processo costituente, dicemmo: dove tutto รจ cominciato lร tutto potrebbe concludersi.
Potrebbe. Eโ stata lโultima illusione. Ora sappiamo che non รจ andata cosรฌ e forse dobbiamo abbandonare lโillusione che unโiniziativa politica (unโazione volontaria) possa fermare lโapocalisse che cinque secoli di capitalismo imperialista hanno preparato e che ora si svolge inarrestabile, non arrestabile almeno dallโazione volontaria degli umani.
Questo dovrebbe condurci a una considerazione sulla diserzione di comunitร autonome insurrezionali dal destino dellโumanitร planetaria.
Ciรฒ vuol dire: per lungo tempo abbiamo creduto che i movimenti sociali avessero la prospettiva di trasformare lโinsieme della societร . In questo senso abbiamo interpretato le insurrezioni come innesco di rivoluzioni, cioรจ abbiamo interpretato lโatto di rivolta e sottrazione come lโinnesco di un processo di rovesciamento degli equilibri sociali e di trasformazione radicale della societร nel suo complesso.
Quel modello, che funzionรฒ (in modo sempre imperfetto) nel ventesimo secolo, non funziona piรน. Non esiste piรน alcuna possibilitร di fermare e rovesciare tendenze che hanno carattere di irreversibilitร e che non dipendono piรน dalla volontร politica, neppure quella dei grandi poteri politici che fingono di potere e non possono piรน nulla (salvo aggiungere distruzione alla distruzione in corso).
Abbandonare le illusioni, dunque. Rassegnarsi alla fine dellโillusione moderna (democrazia, prosperitร , progresso), prepararsi a moltiplicare le insurrezioni, cioรจ i momenti di autonomia collettiva che possono risolversi in azioni collettive di diserzione, e di autocostituzione secessiva.
Nella mareggiata globale di rivolte senza progetto dellโautunno โ19, il Cile sembrava essere il luogo in cui, piรน che altrove, si manifestava la coscienza del contesto storico di lungo periodo, e delle scelte da compiere nellโimmediato futuro: riscrivere la costituzione dal basso come carta dei diritti sociali e soprattutto come affermazione del primato della societร rispetto allโimpresa. Il Cile sembrava essere il luogo dove la dittatura nazi-liberista poteva finire. Non รจ cosรฌ.
Il liberismo globalitario si affermรฒ nel โ73 grazie alla dittatura militare e alla violenza.
Negli anni di Thatcher e di Reagan la controrivoluzione sperimentata in Cile e in Argentina si generalizzรฒ a tutto lโOccidente come violenza economica contro ogni tentativo di difesa della societร .
Non dobbiamo dimenticare del resto che la filosofia del Neoliberismo si fonda sugli stessi principi su cui si fonda il nazismo hitleriano: selezione naturale, imposizione della legge del piรน forte nella sfera sociale, eliminazione di ogni differenza tra la societร e la giungla. Il progetto nazi-liberista si รจ imposto nel mondo attraverso lโeliminazione delle avanguardie operaie, la ristrutturazione tecnica della produzione, la privatizzazione della scuola, del sistema sanitario, dei trasporti pubblici e attraverso lโoccupazione privata dei media.
La storia ufficiale del ventesimo secolo ci racconta un conflitto nel quale si muovono tre attori principali: il movimento operaio comunista che si concretizzรฒ (malauguratamente) nellโesperimento sovietico, il nazi-fascismo di derivazione europea che dopo la seconda guerra mondiale attecchรฌ con virulenza nellโAmerica latina, e il liberismo, forma estrema del predominio capitalista del profitto privato.
Dopo la seconda guerra mondiale la democrazia prevalse grazie allโalleanza (puramente militare) tra anglo-americani e sovietici, e il nazi-fascismo scomparve dalla storia.
Questa narrazione รจ falsa, e oggi รจ importante capirlo non per ragioni meramente storiografiche, ma perchรฉ quella narrazione confonde la nostra comprensione. Eโ falsa perchรฉ in veritร gli attori erano e sono due: la societร , capace talvolta di autonomia (insurrezione) e il nazi liberismo.
Non cโรจ mai stata una contrapposizione radicale tra capitalismo anglo-americano e nazi-fascismo. Nel 1914 prima e nel 1939 un conflitto inter-imperialistico ha opposto due blocchi, quello delle potenze colonialiste consolidate e quello delle potenze colonialiste emergenti, ma come ogni altra guerra inter-imperialista quel conflitto non comportava unโalternativa di sistema. Allo stesso modo oggi assistiamo a una guerra tra NATO e Russia neo-zarista, tra democrazie liberali e nazional-sovranismo nella quale non รจ in discussione il carattere capitalistico, estrattivista, del modello economico dominante.
Il fascismo e il Nazismo non sono soltanto esibizione di una violenza delirante, ma anche e soprattutto lโultima risorsa del suprematismo bianco e dellโimperialismo capitalista. Quando il suprematismo รจ in pericolo per lโemergenza di nazionalismi contrastanti o per lโascesa di civiltร inconciliabilmente ostili, esso abbandona la forma democratico-liberale e veste la camicia bruna.
La relazione tra suprematismo bianco e nazismo รจ chiara ai marxisti africani e afro-americani come Cedric Robinson che in Race and Capitalism (Pluto Press, 2019) sostiene che lo schiavismo e il razzismo sistemico sono del tutto assimilabili al Nazismo hitleriano. Se volessimo esercitarci nella macabra elencazione di cifre scopriremmo che il colonialismo inglese o quello spagnolo sono responsabili di massacri e genocidi analoghi per numero e per atrocitร a quello concepito da Hitler, e che lโascesa degli Stati Uniti dโAmerica รจ inseparabile dal genocidio degli indigeni e dalla deportazione e sottomissione schiavistica di almeno dieci milioni di africani.
Dal 2016 in poi viviamo in unโepoca che sembra essere caratterizzata da una lotta mortale tra democrazie liberali e autoritarismo sovranista con caratteri apertamente razzisti e fascisti. Questa descrizione รจ del tutto falsa. Infatti i nazionalisti autoritari sono i piรน solerti nel perseguire politiche neo-liberiste di riduzione delle tasse per i ricchi, di privatizzazione forzata dei servizi sociali, di precarizzazione del lavoro e di riduzione dei salari.
E i democratici liberali sono i piรน solerti nel perseguire politiche suprematiste e razziste, come mostra il caso italiano in cui lโassassinio per acqua dei migranti รจ stato sancito legalmente da un democratico di nome Marco Minniti che ha consegnato ai torturatori libici un numero incalcolabile di donne uomini e bambini che fuggivano le guerre e la miseria seminate dallโOccidente.
Nella storia cilena questa indissolubile unitร del nazismo e del liberismo apparve evidente fin dagli anni โ70.
Le due teste del drago
Io non prevedo che nella guerra tra liberal-democrazia e sovranismo autoritario prevarrร il Bene o il Male, perchรฉ non credo affatto che la democrazia liberale sia il Bene, nรฉ penso che il fascismo che cresce dovunque sia il Male. Penso che siano le due teste del drago prodotto dal capitalismo globale nella sua fase agonica, e prevedo che la guerra tra queste due teste prepari la fine della civiltร umana.
Niente di meno, niente di piรน.
Perciรฒ prendiamocela calma, e cerchiamo di capire.
I conformisti democratico-liberali rimuovono il fatto che la maggioranza li odia a tal punto da votare per chiunque gli odiati benpensanti mostrino di odiare, schifare e soprattutto temere.
Insomma: quando Trump iniziรฒ la sua ascesa, ci si rassicurava dicendo: fa talmente schifo, รจ talmente falso che certamente la maggioranza degli americani, che per natura sono buoni e democratici, lo sfanculerร totalmente.
Accadde il contrario: la maggioranza degli americani, che per natura sono razzisti e vendicativi, sfancularono Hillary Clinton.
I democratici italiani avvertono lโelettorato: attenzione quelli lร sono fascisti, cioรจ cattivi. Votate per noi che siamo liberali e democratici, cioรจ buoni.
Perderanno, perchรฉ la maggioranza degli italiani, impoveriti e inaciditi da quaranta anni di riforma liberale, intendono far del male a quei presuntuosi sfruttatori che pensano di rappresentare il bene.
Per lโennesima volta abbiamo creduto nella democrazia
Nellโautunno del 2019 pensammo che la rivolta (in Cile) segnasse lโinizio di una fase in cui il dominio nazi-liberale veniva finalmente messo in questione, e per questo attribuimmo alla vicenda cilena un valore universale.
Dopo lโestallido venne la sindemia, poi vennero le elezioni, poi il plebiscito che decretรฒ a larghissima maggioranza lโabolizione della Costituzione del 1980, e quindi lโinizio del processo costituente che ha condotto alla proposta di una Costituzione moderatamente post-liberale. Non รจ mia intenzione discutere lo specifico del processo costituente, gli errori, le debolezze che lโhanno caratterizzato. Mi limito a constatare che il 4 settembre il referendum ha sancito la sconfitta della nuova Costituzione femminista, ecologista, plurinazionale.
Per lโennesima volta abbiamo creduto nella democrazia.
Per lโennesima volta la societร รจ stata sconfitta.
Per lโennesima volta il capitalismo ha affermato la sua insuperabilitร .
La ragione principale della sconfitta che il movimento operaio ha subito nel ventesimo secolo, la ragione dellโaffermazione del modello neoliberale che ha sottoposto lโorganismo umano e lโambiente terrestre a uno sfruttamento devastante del quale oggi cominciamo a misurare la drammaticitร , sta a mio parere nellโincapacitร di dar vita a forme di autonomia economica della societร , e nella fiducia che il movimento operaio ha avuto, fin dal suo inizio, nella forza della legge e particolarmente in un modello di gestione della vita sociale che va sotto il nome di democrazia.
Lโesperienza ha dimostrato che la democrazia liberale non corrisponde affatto a una condizione di libertร della decisione nรฉ a una forma di governo efficace della macchina socio-economica. La democrazia, come lโabbiamo conosciuta nel ventesimo secolo in parte del mondo occidentale, รจ una macchina di sistematica dissipazione dellโenergia politica della societร , e di sistematica riaffermazione del dominio degli automatismi.
Le due condizioni che renderebbero la democrazia un modello efficace di gestione della societร (libera formazione della volontร collettiva, ed efficacia delle decisioni politiche) non si danno assolutamente in nessuno dei paesi che si proclamano orgogliosamente democratici. La volontร collettiva (opinione e decisione) รจ infatti dominata e guidata da macchine mediatiche pervasive il cui controllo รจ nelle mani della classe proprietaria.
E quando anche la dinamica democratica consegna il potere politico al movimento operaio, come รจ accaduto in alcune occasioni nella storia recente (pensiamo alla Grecia del 2015) la potenza degli automatismi finanziari, tecnici e militari non puรฒ essere neppure scalfita dai governi democraticamente eletti.
Credere nella democrazia, credere nella forza della legge รจ stato un errore letale che ha condotto il movimento operaio a soccombere, lasciando la societร in preda della violenza economica.
Il prevalere del modello neoliberale, contemporaneo alla sconfitta dei movimenti autonomi che attraversano lโoccidente nei decenni โ60 e โ70, si รจ fondato sullโaffermazione filosoficamente ingannevole secondo cui la democrazia rende possibile l'affermazione efficace della volontร libera della societร .
Non cโรจ alcuna libertร nella formazione della volontร collettiva, e comunque non cโรจ alcuna efficacia della volontร politica, una volta che questa si รจ formata. Dunque la legge non conta nulla, senza la forza per imporla, come dimostra la storia di un paese, lโItalia, che pur avendo una Costituzione molto avanzata sul piano dei principi, non ha mai applicato in modo coerente i principi affermati sulla Carta.
Rassegnarsi e insorgere
Lโobiezione che si puรฒ rivolgere al mio ragionamento รจ facilmente immaginabile: esiste un modo alternativo a quello democratico?
Sappiamo che lโabbattimento violento del potere statale ha condotto allโinstaurazione di stati autoritari che non hanno creato le condizioni di una societร libera dallo sfruttamento. Ma quel che ho imparato dallโesperienza cilena degli ultimi anni รจ questo: lโinsurrezione รจ possibile, essa puรฒ creare condizioni per la fioritura di una societร autonoma, provvisoria nel tempo e limitata nello spazio, ma non puรฒ trasformare durevolmente lโinsieme dei rapporti sociali nรฉ attraverso il metodo democratico nรฉ attraverso il metodo rivoluzionario.
La promessa della modernitร , di eguaglianza, prosperitร , e pace, รจ svanita e a questo occorre rassegnarsi. La parola rassegnazione non ha una buona fama, se non si crede che occorre piegarsi alla volontร di dio.
Io non credo che la volontร di dio governi il corso delle cose umane, ma credo che rassegnarsi alla fine delle illusioni non sia di per sรฉ una cosa cattiva. Rassegnazione e insurrezione possono andare insieme, a patto che rinunciamo allโidea che lโinsurrezione puรฒ vincere.
Sui muri delle cittร cilene qualcuno ha scritto
โNo era depresion era capitalismoโ.
Lโattivazione dei corpi desideranti e la mobilitazione dellโintelligenza collettiva agiscono come una cura della sindrome depressiva, questo รจ noto.
Nei mesi dellโautunno 2019 il capitalismo non era stato abolito, ma continuava a dominare il lavoro e la vita sociale. Dunque quella frase scritta sui muri non significava che la depressione finisce (o si sospende) quando il capitalismo non cโรจ piรน. Significava invece che vivere nelle condizioni della sottomissione e della competizione provoca depressione.
Ribellarsi collettivamente, fermare la vita regolare delle cittร , sperimentare forme creative di vita urbana e di consumo collettivo ha una funzione terapeutica, e puรฒ anche avere (a patto che ci rassegniamo allโimpossibilitร del superamento) la funzione di invenzione di modelli di vita sociale frugale e felice.
La diserzione dal territorio simbolico dellโordine costituito agisce come creazione di una dimensione simbolica autonoma che puรฒ darsi regole, puรฒ difendersi, puรฒ proliferare โ a patto di non pretendere di rovesciare lโirreversibile.
Eโ questa la lezione che io ho apprendo dallโesperienza cilena: nulla puรฒ fermare lโapocalisse che cinque secoli di devastazione imperialista hanno prodotto.
Ma รจ possibile creare isole sia pur limitate nel tempo e nello spazio in cui la depressione si sospende, e la vita felice รจ possibile, senza pretendere lโeternitร .
FRANCO BERARDI "Bifo", medium.com - 14 sett. 2022