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Turchia accusata di crimini di guerra

Testimonianze di attacchi contro i civili nel Nordest della Siria

NORDEST DELLA SIRIA: LE TESTIMONIANZE DI ATTACCHI CONTRO I CIVILI

In un attacco, avvenuto alle 7 del 12 ottobre, un operatore della Mezzaluna curda ha riferito due munizioni hanno colpito le vicinanze di una scuola a Salhiye, dove avevano trovato rifugio alcuni sfollati dal conflitto.


“In tutto, sei feriti e quattro morti, tra cui due bambini – ha raccontato l’operatore –. Non so se fossero bambine o bambini perché i corpi erano completamente anneriti. Sembravano pezzi di carbone. Gli altri due corpi erano di uomini, sembravano anziani“.


La linea del fronte più vicina era a oltre un chilometro di distanza e nei pressi del luogo dell’attacco, in quel momento, non c’erano combattenti né obiettivi militari.


Un altro operatore della Mezzaluna curda ha descritto l’attacco con colpi di mortaio nei pressi della moschea al-Salah di Qamishli. Dal 10 ottobre questa città ha subito pesanti attacchi indiscriminati che hanno distrutto abitazioni private, una panetteria e un ristorante.


“Ho soccorso un bambino che era stato ferito al petto. La ferita era aperta e non riusciva respirare. Era come se una scheggia gli avesse squarciato il petto“.


Il bambino è successivamente deceduto. Sua sorella di otto anni ha subito l’amputazione di una gamba sotto il ginocchio. Nei pressi non c’erano basi militari o posti di blocco.


Il 13 ottobre osservatori indipendenti internazionali hanno riferito di un attacco aereo turco contro un mercato che ha centrato un convoglio di civili, compresi diversi giornalisti, che stava viaggiando da Qamishli e Ras al-Ain.


Secondo la Mezzaluna curda, nell’attacco sono morti sei civili – tra cui un giornalista – e sono rimaste ferite altre 59 persone. Un giornalista che aveva assistito alla scena ha parlato di un “massacro assoluto“. Il convoglio era composto di circa 400 veicoli civili e non c’erano combattenti nella zona, ad eccezione di una piccola scorta armata a protezione del corteo.


“Tutte le parti in conflitto devono rispettare il diritto internazionale umanitario, che obbliga a prendere tutte le precauzioni possibili per evitare, o almeno minimizzare, i danni ai civili. Colpire un convoglio civile è ingiustificabile – ha commentato Naidoo -. Non ci sono giustificazioni neanche per gli attacchi con armi imprecise, come i colpi di mortaio, contro gli insediamenti civili. Su questi attacchi illegali occorre che siano avviate indagini e che i responsabili siano chiamati a risponderne“.




L’ESECUZIONE SOMMARIA DI HEVRIN KHALAF

Attraverso testimonianze oculari, la lettura di un referto medico e l’analisi di immagini, abbiamo potuto ricostruire l’esecuzione sommaria di Hevrin Khalaf, esponente politica curda, segretaria generale del Partito Futuro della Siria, vittima il 12 ottobre di un’imboscata lungo l’autostrada Raqqa-Qamishli. La donna è stata trascinata fuori dall’automobile su cui viaggiava, picchiata e uccisa a sangue freddo da miliziani del gruppo Ahrar al-Sharqiya, che hanno assassinato anche la sua guardia del corpo.


Un referto medico che abbiamo potuto esaminare elenca le ferite subite da Hevrin Khalaf: una serie di colpi di pistola al capo, al volto e alla schiena, fratture alle gambe, al volto e al cranio, parti della pelle strappati dal cranio e perdita di cuoio capelluto.


Un’amica stretta di Hevrin Khalaf ci ha riferito che, quando ha provato a chiamare la donna sul suo cellulare, si è sentita rispondere da un uomo che si è identificato come un combattente di un gruppo armato siriano di opposizione che in arabo ha detto: “Voi curdi siete dei traditori, fate tutti parte del Pkk” e ha concluso la telefonata comunicando che Hevrin Khalaf era stata uccisa.


“Uccidere a sangue freddo civili inermi è un evidente crimine di guerra. L’uccisione di Hevrin Khalaf e di altre persone ad opera di Ahrar al-Sharqiya dev’essere oggetto di un’indagine indipendente che porti i responsabili di fronte alla giustizia. La Turchia ha l’obbligo di fermare i crimini di guerra e le altre violazioni dei diritti umani commesse da gruppi armati che operano sotto il suo controllo. Se non lo farà, favorirà ulteriori atrocità“, ha commentato Naidoo.


Lo stesso giorno e nella stessa località, come testimoniato da filmati verificati, i miliziani di Ahrar al-Sharqiya hanno catturato e ucciso almeno due combattenti curdi e hanno rapito altri due civili che stavano trasportando medicinali per conto di un’organizzazione sanitaria locale. Di loro non si hanno più notizie.

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