LE MALETESTE
4 set 2026
Articoli da VOLERE LA LUNA / EFFIMERA + DICHIARAZIONE DI A/I
La vicenda di Autistici/Inventati e il funerale della finanza etica
02-09-2026 | VOLERE LA LUNA
Un post che scrivo davvero mal volentieri e con amarezza, ma penso necessario.
L’afa dell’agosto 2026 non è stata soltanto meteorologica, ma ha portato con sé una tempesta geopolitica che ha scosso le fondamenta della sovranità digitale e finanziaria italiana, segnando forse il punto di non ritorno per l’esperimento della finanza alternativa nel nostro Paese.
Al centro di questo scontro si trova il destino di Autistici/Inventati, lo storico collettivo di hacktivismo che per venticinque anni ha garantito spazi di libertà espressiva e anonimato digitale, e che oggi si ritrova paradossalmente schiacciato tra le ambizioni tecnocratiche del nuovo Rhine Group di Mario Draghi e il pugno di ferro della politica estera statunitense. La vicenda è precipitata il 26 agosto 2026, quando il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha firmato un provvedimento senza precedenti, inserendo il collettivo A/I nella lista degli Specially Designated Global Terrorists, accusandolo di fornire l’infrastruttura tecnologica per il coordinamento di movimenti eversivi transnazionali.
Questa mossa ha innescato una reazione a catena immediata e devastante attraverso il meccanismo del de-risking finanziario, costringendo Banca Etica a compiere un atto che contraddice la sua stessa ragion d’essere: la chiusura unilaterale dei conti correnti del collettivo. In altre parole, il calcolo del rischio che la banca si assumeva per il mantenimento in vita dei conti dei A/I dopo il provvedimento di Rubio diventava l’elemento dominante rispetto all’azione etica della banca stessa.
La vicenda, peraltro, è complicata da un elemento altrettanto recente. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza molto rilevante che pone un argine fondamentale proprio all’influenza extraterritoriale delle sanzioni statunitensi sul suolo europeo, prendendo le mosse dal caso di un cittadino sloveno il cui conto corrente era stato chiuso unilateralmente dal proprio istituto bancario. L’uomo era stato inserito nelle “liste nere” del Dipartimento del Tesoro USA (OFAC), un provvedimento che aveva spinto la banca, per timore di ritorsioni americane e per una politica di estremo de-risking, a interrompere ogni rapporto finanziario. Con questa pronuncia, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che il “diritto al conto di base” e i princìpi di sovranità sanciti dal cosiddetto Regolamento di Blocco dell’UE (Blocking Statute) prevalgono sulle decisioni politiche di Paesi terzi.
La Corte ha chiarito che una banca operante nell’Unione non può procedere alla risoluzione automatica di un contratto basandosi esclusivamente su provvedimenti amministrativi stranieri, qualora questi non siano stati recepiti formalmente dall’ordinamento europeo o dalle Nazioni Unite.
Secondo la sentenza, l’integrità del sistema bancario dell’UE non può essere sacrificata sull’altare della politica estera di Washington: gli istituti di credito hanno l’obbligo di fornire motivazioni concrete, oggettive e conformi al diritto comunitario prima di procedere a una chiusura, garantendo che nessun cittadino europeo venga privato dell’accesso ai servizi finanziari essenziali a causa di una “morte civile” decretata oltreoceano.
Questa decisione rappresenta un precedente fondamentale anche per casi come quello del collettivo Autistici/Inventati, ribadendo che la finanza europea deve rispondere alle leggi di Bruxelles e non ai decreti di Segretari di Stato stranieri, salvaguardando così l’autonomia economica dei residenti dell’Unione di fronte alle crescenti pressioni della geopolitica statunitense.
In realtà, Banca etica, nonostante questa pronuncia, ha ritenuto, appunto, che l’eccesso di rischio finanziario di una decisione contraria alle decisioni dell’amministrazione Usa, non consentisse il mantenimento in vita dei conti di A/I. La finanza, in sostanza, prevale su qualsiasi altro aspetto: difficile da spiegare a chi sceglie Banca etica proprio per la sua sostanziale diversità.
Non importa quanto una banca si proclami “etica” o attenta ai diritti sociali: nel momento in cui il sistema dei pagamenti internazionale è mediato dal dollaro e regolato dalle liste di proscrizione del Dipartimento di Stato, l’autonomia decisionale di un istituto come Banca Etica svanisce, trasformandola in un semplice terminale esecutivo di decisioni prese oltreoceano.
Il rischio è che questa vicenda non sia un caso isolato, ma il modello di una nuova architettura finanziaria dove la “compliance” alle direttive Usa diventa il filtro definitivo che decide chi ha il diritto di esistere economicamente e chi deve essere cancellato.
Se una banca nata per sostenere il dissenso e l’innovazione sociale non può più proteggere un cliente come Autistici/Inventati di fronte a un’accusa politica mossa da una potenza straniera, allora il concetto stesso di finanza etica rischia di svuotarsi di significato, riducendosi a una gestione cosmetica del risparmio che si ferma esattamente dove iniziano gli interessi della sicurezza nazionale americana.
In questo scenario, il think tank di Draghi funge da ponte verso una normalizzazione dove l’efficienza del mercato e la stabilità del sistema bancario prevalgono sistematicamente sulle libertà civili, lasciando intendere che nell’Europa del 2026 non ci sia più spazio per zone d’ombra digitali o per banche capaci di resistere alle pressioni della geopolitica.
La fine del rapporto tra Banca Etica e il collettivo A/I non è dunque solo una disputa contrattuale, ma il funerale della sovranità bancaria italiana, celebrato sotto l’egida di Marco Rubio e con il silenzio assenso delle nuove élite finanziarie europee che vedono nella tracciabilità totale e nell’allineamento atlantico l’unico futuro possibile, a costo di sacrificare l’ultimo baluardo del dissenso tecnologico e l’anima stessa del credito cooperativo.

Il collettivo digitale Autistici/Inventati nella lista Usa dei terroristi globali
“Se non fosse grave e seria la situazioneci si potrebbe fare una bella risata” -Autistici/Inventati su Radio Onda d’Urto
di EFFIMERA Redazione
28 agosto 2026 | EFFIMERA
Un pomeriggio torrido, 26 agosto 2026, afa, inondazioni, escalation sui diversi fronti di guerra, in questo contesto già sufficientemente distopico si aggiunge alle 16:30 un messaggio sul social X dall’account ufficiale di Marco Rubio, il Segretario di Stato degli Usa, in cui si annuncia che il collettivo italiano di attivisti digitali Autistici/inventati è stato incluso dal Dipartimento di Stato e da quello del Tesoro americani fra le organizzazioni terroristiche e quindi sottoposto a sanzioni economiche a partire dal prossimo 25 settembre.
Effimera conosce da tempo il collettivo A/I, la nostra stessa lista di discussione é da anni ospitata sui loro server e con loro abbiamo attraversato moltissime riflessioni e battaglie politiche.
La Mayday, San Precario, Serpica Naro non sarebbero mai state concepite in quello stesso modo senza l’esperienza hacker che in quegli anni ha concepito e praticato la diffusione di strumenti liberi, autonomi, x tutte/i e di cui Autistici/inventati si è fatto promotore fin dal momento della sua nascita.
Nella primavera di quel fatidico 2001, nel brodo di cultura dell’hackmeeting e della cultura cyberpunk, in cui già si presagiva lo scenario di sorveglianza e tecnofascismo che le tecnologie digitali rendevano possibili, a cui però era necessario rispondere con un’idea diversa di tecnologia, quella del free software, della libera condivisione dei saperi, del networking per costruire alleanze fra le lotte gioiose e allo stesso tempo radicali negli immaginari. E Indymedia fu e poi il G8 a Genova, con la voglia di rivendicare altri scenari possibili e altre configurazioni da costruire insieme, orizzontalmente.
È questo ciò che fa paura, allora come oggi. Alcuni avevano detto fin da subito, altri l’hanno imparato negli anni (anche grazie all’impegno di collettivi come A/I) che la tecnologia non è neutra e non è nemmeno una sola, è questo ciò che vogliono farci credere, che lo strapotere delle piattaforme digitali sia ineluttabile e infine anche necessario. Invece non è così e un collettivo di volontari come A/I che da anni, in autogestione, indipendenza economica e anche grande competenza, ce lo dimostra ancora. Un’altra tecnologia è possibile e necessaria, conviviale e orizzontale, rispettosa della privacy, importante. Questo non è terrorismo, è prendersi cura delle comunità e delle sue lotte.
Rubio alla fine del suo post tuona “useremo ogni strumento e autorità in nostro possesso per proteggere il nostro stile di vita”. È l’arroganza di quei pochi potenti che stanno diffondendo guerre, collasso sociale e ambientale.Non è questa la nostra idea di vita, cura, comunità, continueremo incarnare le alternative a questo modello, grazie e al fianco dei nostri compagni di A/I, a camminare con loro.
Per chi volesse approfondire la storia di Autistici/Inventati e le possibili cose da fare da qui al 25 settembre, invitiamo a leggere questo post e a condividerlo se volete:
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DICHIARAZIONE DEL COLLETTIVO A/I SULLE SANZIONI DISPOSTE DAL GOVERNO USA NEI SUOI CONFRONTI
Oggi abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni, come si può leggere nelle dichiarazioni del Dipartimento del Tesoro, in quelle del Dipartimento di Stato e nel relativo Ordine Esecutivo emesso.
Noi respingiamo al mittente tutte le accuse presentate in tali dichiarazioni e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente.
Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra.
L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità.
Collettivo Autistici / Inventati — “Socializzare saperi senza fondare poteri”
Stay human
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