ITALIA. Sicurezza (?) a Milano e canzoni neofasciste da una scuola a Chioggia
- LE MALETESTE

- 16 feb
- Tempo di lettura: 5 min
Ramy Elgaml, le chat tra i carabinieri: “Dobbiamo aspettare che scappi un morto, un neg*o che passa per caso”
“Dobbiamo aspettare soltanto, aspettare che ci scappi un morto, spero che non sia un collega, ma un neg*o che passa per caso”, ha scritto un carabiniere in un chat agli atti dell’inchiesta sulla morte di Ramy Elgaml.
A cura di Ilaria Quattrone
16 febbraio 2026
Negli atti relativi all'inchiesta sulla morte di Ramy Elgaml, il 19enne che è morto il 24 novembre 2024 dopo un inseguimento con i carabinieri durato 8 chilometri e terminato in via Quaranta a Milano, ci sono alcuni documenti che riportano alcune chat intercorse tra i militari indagati per il decesso del ragazzo, alcuni colleghi che erano presenti quella notte e altri ancora. Dopo più di un anno dalla morte di Elgaml, la Procura di Milano ha chiuso ben due filoni di indagine. Il primo relativo all'accusa di omicidio stradale a carico di Fares Bouzidi, il ragazzo che guidava il T-Max su cui viaggiava il 19enne, e del carabiniere che era alla guida della macchina che li inseguiva. Il secondo, invece, che riguarda sei carabinieri indagati, a vario titolo, di favoreggiamento e depistaggio per la cancellazione di video e file di testimoni, di false informazioni ai pubblici ministeri e di falso ideologico sul verbale d'arresto per resistenza di Bouzidi.
E proprio negli atti delle inchieste, sono presenti – come riportato dal quotidiano Il Domani – le chat estrapolate dai cellulari sequestrati ad alcuni militari coinvolti nelle inchieste. Le affermazioni mostrano sia la strategia utilizzata per difendere i colleghi rimasti poi coinvolti nell'indagine che un razzismo dilagante e l'assenza di rispetto anche nei confronti di figure politiche, come il sindaco di Milano. Tra queste, spicca quella detta da un carabiniere, che sarebbe anche un sindacalista, relativa ai video registrati quella notte. "Quindi il video non lo vogliamo vendere?", ha scritto facendo riferimento alle immagini che, come riportato dal quotidiano Domani, sono poi andate in onda in un programma televisivo in onda su Rete Quattro.
C'è poi chi ha attaccato il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala che, qualche giorno dopo quanto accaduto in via Quaranta a Milano, aveva invitato i genitori di Elgaml a Palazzo Marino: "Sindaco di m***"."Sì sì, ma lo sappiamo che c'è di mezzo una cosa politica […] Dobbiamo aspettare soltanto, aspettare che ci scappi un morto, spero che non sia un collega, ma un neg*o che passa per caso, che lo ammazzano e poi dopo vediamo", ha scritto un altro carabiniere.
E ancora frasi brutali nei confronti di chi, alcuni giorni dopo i fatti, aveva partecipato a una manifestazione a Torino, in cui poi erano stati pronunciati e sbandierati cartelli e slogan contro la polizia ed era stata bruciata una fotografia che ritraeva la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini: "Hanno bruciato le immagini di Meloni e Salvini a Torino, questi qua sono delle m**de, sono delle zecche di me**da, che vanno tutti appesi a piazza Loreto, per i piedi. Datemi pure del fascista che mi va pure bene a me, non me ne frega un ca**o".
E ancora c'è chi ha commentato l'incidente con un amico che ha scritto: "Ma pezzo di m***, marocchino di m***, se ci sono le luci blu tu ti fermi, che ca*** vuol dire fare così? Boh". E a cui il carabiniere risponde con un "Sì, vero". E c'è chi ha mostrato preoccupazione, ma solo per i colleghi indagati: "E non ti nascondo che mentre li inseguivano, speravo in cuore mio che li mollassero". E ancora: "Del morto non me ne frega na minc***. Però conosciamo i nostri comandanti e mi fermo qua".
Fonte: FANPAGE (https://www.fanpage.it/milano/ramy-elgaml-le-chat-tra-i-carabinieri-dobbiamo-aspettare-che-scappi-un-morto-un-nego-che-passa-per-caso/) - 16 febbraio 2026
A Chioggia fanno cantare agli scolari la canzone dei neofascisti
12 febbraio 2026 • 18:53 - Aggiornato, 12 febbraio 2026 • 19:13
Come mostrano i video pubblicati sui social, il 10 febbraio a Chioggia alla celebrazione del Giorno del ricordo, gli alunni hanno intonato "Di là dell’acqua" della Compagnia dell’Anello, band composta da militanti del Fuan amata dai missini e suonata ai raduni di CasaPound.
Il 10 febbraio a Chioggia, nella commemorazione del Giorno del ricordo organizzata dal comune, gli alunni della secondaria di primo grado, istituto comprensivo Sottomarina Nord, plesso Pascoli – Galilei, hanno cantato in piazza, accompagnati da due docenti (?), una maestra del coro e un chitarrista, Di là dall’acqua della Compagnia dell'Anello. L’episodio è documentato da video pubblicati sui social.
Di là dall’acqua è una canzone del 2002, che dà il titolo all’omonimo album, e che tra i versi – intonati ovviamente dai bambini – contiene per esempio: Nave che mi porti sulla rotta di Junger / nave quanta gente è scappata da Fiume / pensa agli stolti che in televisione / chiamano Dubrovnik Ragusa la bella.
Si tratta di una canzone nostalgica e brutalmente nazionalista, che fa impressione possa essere usata addirittura in una commemorazione ufficiale. Se non i docenti, se non il sindaco, se non ovviamente i bambini, i genitori erano a conoscenza delle parole di questa canzone? E sapevano chi l’ha composta e suonata?
La Compagnia dell’Anello è uno dei gruppi più noti della galassia neofascista, e costituisce uno dei casi più emblematici di quella mistificazione e strumentalizzazione politica che è l’appropriazione da parte del neofascismo della letteratura fantasy: dietro il nome di Tolkien viene nascosto, neanche troppo, un nucleo di valori reazionari, nostalgici, e schiettamente fascisti. L’anello che non tiene di Paolo Pecere e Lucio del Corso racconta molto bene questa operazione.
Le origini della Compagnia sono indicative: nato nel 1974 come “Gruppo padovano di protesta nazionale”, esordisce nei locali del Fronte della Gioventù di Padova. I componenti sono tutti militanti del Fuan. Il cambio di nome in Compagnia dell’Anello avviene nel 1976, un’astuta appropriazione di simboli. Di tolkieniano la band ha ben poco: la loro produzione si riduce a ballate folk scritte per fornire ai militanti dell’Msi e poi delle altre formazioni neofasciste un repertorio di canzoni che potessero sostituire i classici del fascismo, ormai anacronistici, come Faccetta nera.
Il nome Compagnia dell’Anello evoca nobili elfi e coraggiosi hobbit, ma fin dalla fondazione il progetto è stato chiaro: essere il gruppo di riferimento per tutto il neofascismo italiano. I titoli delle hit del gruppo sono Il domani appartiene a noi, inno ufficiale di Azione giovani o 11 marzo 1944 che celebra i fascisti saloini o La ballata del nero. Nella ballata del nero il protagonista è un neofascista a processo che canta: Signor brigadiere, mi sono difeso / erano in quattro e mi hanno offeso / Signor brigadiere, mi sono difeso / ero da solo, ma uno l'ho steso. / E tu ti ammanti di democrazia, / e vai cianciando di libertà, libertà, / libertà è in quanto che comandate voi, / democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.
L’iconografia della band e dai suoi sostenitori presenta spesso Gandalf come un duce autoritario seguito da hobbit obbedienti, veicolando un messaggio di sottomissione al leader che chiaramente con Tolkien non c’entra nulla, figuriamoci con la strumentalizzazione della tragedia delle foibe a fini di propaganda neofascista.
Finora la presenza fisica o sonora della Compagnia dell’Anello era soprattutto ridotta a eventi politici organizzati da gruppi di estrema destra come CasaPound (sì, la stessa appena condannata per la ricostituzione del partito fascista). Adesso, evidentemente, con un governo che confonde repubblica italiana e repubblica di Salò, non fa scandalo che un comune faccia cantare a dei bambini il loro repertorio.
Del resto non aveva fatto molto scandalo che nel 2023 il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao avesse proibito, in occasione della Liberazione, di suonare Bella ciao. Il direttore della banda cittadina aveva inviato un messaggio alla banda cittadina: «Non suonate Bella ciao, il sindaco non vuole. Potreste essere allontanati dalla banda». La banda aveva obbedito.
Nel 2022, l’anno prima, la banda aveva suonato Bella ciao davanti alla lapide della partigiana Otilla Monti Pugno. La cosa non piacque a due assessori, ed evidentemente neanche al sindaco, che pare apprezzare di più le canzoni neofasciste della Compagnia dell’Anello.
Fonte: DOMANI (https://www.editorialedomani.it/fatti/chioggia-studenti-canzone-neofascista-compagnia-anello-giorno-ricordo-evb7uk6e) - 12 febbraio 2026
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