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MILITARISMO / EUROPA. Aumentano le campagne governative per rendere seducente il servizio militare

Immagine del redattore: LE MALETESTE
LE MALETESTE
1 set
Tempo di lettura: 5 min

I Paesi europei (Italia inclusa) tentano di rendere seducente il servizio militare

di Salvatore Toscano

31 Agosto 2026 - 19:00 | L'INDIPENDENTE


Di fronte ai venti di guerra e con la diplomazia ormai in soffitta, i Paesi europei affilano le armi, cercando di convincere i giovani a intraprendere la carriera militare. Non è un compito semplice: sondaggi e proteste fotografano nei ragazzi europei il generale sentimento di avversione all’arruolamento in caso di guerra. Con tempi e modalità differenti, gli eserciti europei si sono mossi per rendere seducente il servizio militare. In Germania, da settimane, le forze armate stanno provando ad attrarre giovani facendosi pubblicità sugli incarti dei kebab. L’Italia sta puntando forte sulla comunicazione social, non lesinando riferimenti alla cultura pop per far diventare la divisa virale. In questi tempi di riarmo, Roma punta a raccogliere i frutti del processo di militarizzazione del sapere intrapreso da anni con la presenza nelle scuole e nelle università.


La questione del servizio militare è affrontata in Europa da diverse angolazioni. Dieci Paesi membri dell’UE sono dotati di leva obbligatoria, mentre altri hanno deciso di puntare su un servizio volontario. Di recente il Belgio ha lanciato un programma di arruolamento a cui hanno risposto 3248 ragazzi per 500 posti disponibili. La speranza del Ministero della Difesa è che, dopo l’anno di ferma volontaria, diventino riservisti o scelgano in via definitiva la carriera militare. Per pubblicizzare il programma, le autorità belghe hanno inviato nel novembre del 2025 quasi 150mila lettere ad altrettanti diciassettenni, che quest’anno avrebbero raggiunto la maggiore età. L’obiettivo? “Sensibilizzarli sulla Difesa”, come dichiarato dal ministro Theo Francken, firmatario della missiva. Per settimane sono stati organizzati nel Paese banchetti informativi, accompagnati dalla promozione via social. Oltre a sottolineare lo spirito patriottico dell’iniziativa, i promotori non hanno mancato di mettere in evidenza i vantaggi materiali dell’arruolamento, come uno stipendio mensile netto di circa 2000 euro o la copertura delle spese sanitarie.


Quest’anno la Germania ha introdotto un meccanismo di leva obbligatoria per i cittadini maschi nati dal 1° gennaio 2008, che devono registrarsi presso le forze armate e sostenere delle prove di idoneità. In caso di esito positivo, è previsto l’arruolamento volontario dalla durata minima di sei mesi. L’aspetto cruciale della legge approvata sul finire del 2025 consiste nel fatto che se il numero di volontari non sarà sufficiente, scatterà un meccanismo di selezione coatta attraverso un sorteggio, la cosiddetta “coscrizione obbligatoria in base alle necessità”. Una soluzione ibrida che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rafforzare la Bundeswehr, alle prese con carenze strutturali di personale. In questa direzione vanno letti anche i tentativi di rendere il servizio militare più attraente per i giovani. Nelle ultime settimane l’esercito ha lanciato una campagna di reclutamento sfruttando uno dei luoghi più frequentati dai giovani: le kebabberie. Gli incarti con motivi mimetici dotati di un codice QR rimandano direttamente al sito delle forze armate tedesche e alle opportunità lavorative attive.


L’Italia si sta preparando da anni a questo momento di incertezza internazionale. Conta sull’articolato processo di militarizzazione della scuola e delluniversità, a cui abbiamo dedicato diversi articoli. A ciò si affianca un più recente cambio nella strategia social, accomunata dal medesimo obiettivo: rendere più attraente la carriera militare. Si vai dai reel quotidiani col “buongiorno” degli agenti alla costruzione di campagne virali, come quella lanciata a maggio dai Carabinieri. Attingendo dalla cultura gaming e utilizzando un linguaggio pop, i Carabinieri hanno pubblicato un video che ritraeva un agente intento a vestirsi e armarsi, accompagnato dalla descrizione: «Scegli la tua skin. Poi entra in partita e dimostra di meritarla».


Non mancano poi le collaborazioni con divulgatori e influencer pubblicate sulle varie piattaforme social.


Il ministero della Difesa punta a incrementare l’organico delle forze armate fino a 40mila unità entro la fine del 2033. A quest’obiettivo risponde il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri e in attesa di iniziare l’iter in Parlamento.



Morire di naia: ciò che il ritorno del militarismo vuole farci dimenticare

di Federico Giusti


(...) Viviamo in una epoca di ritorno al militarismo, anzi di autentica militarizzazione del corpo sociale, un mix costruito da leggi speciali ed eccezionali trasformate in norme salva civiltà, di ampliamento delle spese militari, di assorbimento graduale e implacabile del civile dentro il tessuto militare, di tecnologie e manifatture militari che si vanno impossessando della ricerca e della produzione. E se tutto diventa militare si sospendono le agibilità e i diritti democratici, si sa come riservatezza e interesse nazionale siano le canoniche formulette per non fornire mai spiegazioni, per rendere il cittadino suddito e succube di decisioni calate dall’alto.  Siamo davanti al trionfo della fiera e strategica disinformazione.


Nella prima metà del 2026, l’Ufficio Federale per la Famiglia e le Attività Civiche tedesco ha ricevuto 5.862 domande di obiezione di coscienza – più che nell’intero anno 2025 (3.867) e più che nell’anno della sospensione del servizio militare obbligatorio, il 2011 (4.348). Leggiamo da un post Fb di una seguita trasmissione televisiva tedesca dedicata all’approfondimento delle notizie


La legge di modernizzazione del servizio militare del Ministro della Difesa Pistorius, in vigore dal 1° gennaio 2026, obbliga per la prima volta tutti i giovani uomini alla visita di leva, mentre il servizio rimane inizialmente volontario. In effetti, di recente la Bundeswehr ha registrato anche più candidature. A giugno ci sono state, secondo il Ministero della Difesa, 40.500 domande per una carriera militare: +24% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Anche le nuove assunzioni a giugno sono aumentate, con circa 10.900, un incremento del 13%, secondo il ministero. Tra i giovani che prestano servizio volontario e i cosiddetti soldati a contratto breve c’è stato anch’esso un aumento. Attualmente circa 12.100 di loro sono in servizio.


Uno studio del network di ricerca MOTRA mostra un chiaro divario: circa il 39% degli intervistati con cittadinanza tedesca, che finora non hanno svolto né servizio militare né civile, sarebbe fondamentalmente disposto a difendere la Germania con le armi. Tra i giovani di 18-29 anni, la percentuale si aggira intorno al 30%.  Tuttavia, solo il 18% degli intervistati e il 19% dei giovani intervistati mostrano un reale interesse per un addestramento base di sei mesi.


La disponibilità astratta alla difesa è quindi chiaramente maggiore rispetto alla disponibilità concreta al servizio. Allo stesso tempo, quasi il 30% degli intervistati rifiuta qualsiasi forma di servizio di leva. 


Partiamo da queste considerazioni perchè il possibile ritorno alla obbligatorietà della leva è una delle opzioni previste, nel frattempo per invogliare alla carriera militare hanno accresciuto gli stipendi, assicurato un alloggio, o una casa, a prezzi stracciati, stanno costruendo  misure di un welfare agevolato e accresciuto solo per i militari. E quanto oggi avviene in Germania fungerà da esempio per altri paesi.


Nel frattempo, nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, la propaganda militare, nelle più svariate forme , va avanti incessantemente.

Il libro di Turco e Silvestre "Morire di naia" offre una panoramica diversa della vita in caserma, riesuma episodi dolorosi consegnati frettolosamente alla cronaca del passato, lo fa con estrema attenzione ai particolari, con stile narrativo che conduce il lettore a ricollegare, a fine lettura, ogni singolo particolare.


Storie di nonnismo, di soprusi, di omissioni, di omicidi dentro le caserme venute a galla superando muri di omertà (lo dicono gli atti processuali), con inchieste parlamentari faticose, con poche e coraggiose iniziative di una Magistratura alla quale spesso sono stati messi i bastoni tra le ruote. I due autori hanno portato alla luce alcune storie, il militare vittima dell’uranio impoverito o di una malattia contratta durante il servizio militare, il militare ucciso per atti di nonnismo, con quella sub cultura  e pratica di violenza ordinaria e prevaricazione fin troppo sminuita, in tante occasioni perfino coccolata e giustificata.


E ancora il  giovane di leva vittima di abusi che morirà poi in circostanze tragiche, dopo anni di cure psichiatriche per i traumi riportati durante la Naia. Ma si parla anche di Somalia, una delle pagine del neo colonialismo di fine secolo scorso di cui poco si è parlato,  della uccisione di un sottoufficiale legato ai servizi la cui morte venne trattata come omicidio a sfondo sessuale anche attraverso ricostruzioni sommarie e non senza qualche deviazione. Chiunque oggi voglia conoscere tutti i risvolti del servizio militare non potrà esimersi da questa lettura. 

 
 

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