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ONU / ISRAELE. Le nuove accuse ad Israele per i bambini palestinesi presi di mira deliberatamente: genocidio

  • Immagine del redattore: LE MALETESTE
    LE MALETESTE
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min


“Bambini palestinesi presi di mira deliberatamente da Israele. È genocidio”: le nuove accuse della Commissione d’inchiesta Onu


Lo studio si concentra sull'infanzia cancellata a Gaza a in Cisgiordania. Tel Aviv replica: "Solo propaganda diffamatoria"


23 giugno 2026 | IL FATTO QUOTIDIANO


Due mesi dopo il cessate il fuoco a Gaza, il 10 dicembre del 2025, un ragazzo di 16 anni del campo di Jabalia viene ucciso colpi di arma da fuoco e poi subisce un ultimo indicibile insulto: un carro armato israeliano passa sopra il suo corpo mutilandolo.


È uno dei tanti casi riportati nell’ultimo dossier della Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, in cui l’organismo accusa nuovamente Israele di “genocidio, crimini contro l’umanità e di guerra nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania“. Secondo gli investigatori l’esercito di Tel Aviv ha preso di mira in maniera deliberata i bambini palestinesi. E lo fa tuttora: nel documento si sottolinea come l’uccisione e il ferimento di minori sia continuato anche nei mesi successivi alla tregua di ottobre



Concludendo quindi che Israele aveva commesso genocidio dei confronti dei palestinesi della Striscia. In questo nuovo report, le accuse si concentrano in particolare sull’infanzia cancellata.


Nel nuovo approfondimento il team investigativo ha esaminato “l’uso della tortura, dei trattamenti inumani e degradanti, compresa la violenza sessuale e di genere, contro i bambini palestinesi, in particolare durante gli arresti di massa e la detenzione“.


Ha analizzato inoltre “il modello di Israele che prende di mira le infrastrutture essenziali per i bambini, come le strutture sanitarie, e le sue conseguenze a breve e lungo termine, nonché l’impatto della violenza riproduttiva sui neonati, che si traduce in una cattiva salute neonatale e in esiti negativi del parto”.


Sono considerati anche gli “attacchi contro orfanotrofi e scuole, con conseguente perdita di assistenza per i bambini non accompagnati” e “l’interruzione delle attività scolastiche con i danni all’apprendimento”, e l’impatto delle “condizioni di vita imposte da Israele a Gaza che causano mortalità infantile” e gravi traumi psicologici e fisici, che costringono a una vita di disabilità.


Uno studio a più livelli, che porta la Commissione a concludere che le autorità e le forze di sicurezza israeliane “hanno continuato a commettere il crimine di genocidio” a Gaza. Uno degli elementi cruciali per dimostrare l’intento genocidiario è proprio “il deliberato bersagliamentodei bambini. “Anche se le bombe e le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno semplicemente dall’oggi al domani”, ha affermato i presidente Srinivasan Muralidhar. “La distruzione della loro salute, istruzione e sviluppo è irreversibile”. La Commissione chiede quindi “a Israele di cessare la commissione di violazioni e crimini contro e che colpiscono i bambini palestinesi”.


Israele, da tempo aspramente critico nei confronti dell’organismo, ha definito il rapporto “diffamatorio” e una “farsa calunniosa“.”L’ultimo rapporto è un’opera di propaganda tanto oltraggiosa quanto le precedenti” si legge in un comunicato diffuso dalla rappresentanza diplomatica di Israele all’Onu di Ginevra. (...)





Commissione inchiesta Onu: “A Gaza bambini presi di mira deliberatamente. È genocidio”.


Le Nazioni Unite tornano ad accusare Israele di crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Tel Aviv respinge le accuse e parla di “documento propagandistico”.


24/06/2026


Le Nazioni Unite tornano ad accusare Israele di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania. A sostenerlo è l’ultimo rapporto della Commissione indipendente d’inchiesta istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu, un documento che concentra l’attenzione soprattutto sulle conseguenze della guerra e dell’occupazione sui bambini palestinesi.


Secondo gli investigatori, il deliberato bersagliamento dei minori palestinesi rappresenta uno degli elementi più significativi emersi dall’inchiesta. La Commissione afferma che uccisioni e ferimenti di bambini sono proseguiti anche dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza, nell’ottobre del 2025, e sostiene che le violazioni commesse durante il conflitto continuino a produrre effetti devastanti sulla vita di centinaia di migliaia di minori.


Le conclusioni del nuovo rapporto si inseriscono in un filone investigativo già avviato nei mesi precedenti. Nel settembre dello scorso anno la stessa Commissione aveva pubblicato uno studio giuridico nel quale concludeva che le strategie militari adottate da Israele a Gaza erano orientate a provocare la morte di un numero elevato di palestinesi e a compromettere la capacità di riproduzione della popolazione della Striscia. Anche allora gli esperti avevano parlato di genocidio. Il nuovo dossier approfondisce in particolare l’impatto delle operazioni militari sull’infanzia palestinese, descrivendo quella che definisce una distruzione sistematica delle condizioni necessarie alla crescita e allo sviluppo dei bambini.


L’indagine prende in esame le denunce relative all’uso della tortura, di trattamenti inumani e degradanti e di violenze sessuali e di genere contro minori palestinesi, soprattutto durante arresti di massa e periodi di detenzione. Gli investigatori hanno inoltre analizzato gli effetti degli attacchi contro ospedali, cliniche e altre strutture essenziali per l’assistenza all’infanzia, evidenziando le conseguenze sulla salute delle madri e dei neonati.


Particolare attenzione viene dedicata anche alla distruzione del sistema educativo. Il rapporto descrive gli attacchi contro le scuole e sottolinea come la perdita di strutture educative e assistenziali abbia lasciato migliaia di bambini privi di protezione, sostegno e istruzione. Secondo la Commissione, l’interruzione prolungata delle attività scolastiche avrà effetti duraturi sulla formazione di un’intera generazione.


Gli esperti delle Nazioni Unite mettono inoltre in relazione l’aumento della mortalità infantile con le condizioni di vita imposte alla popolazione di Gaza durante e dopo il conflitto. Mancanza di cure mediche adeguate, malnutrizione, carenza di acqua potabile e servizi sanitari insufficienti avrebbero compromesso in modo grave la salute dei minori. A questi danni si aggiungono quelli psicologici: traumi, stress cronico, perdita di familiari e disabilità permanenti che continueranno a segnare la vita di molti bambini anche negli anni futuri.


Per il presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar, le conseguenze subite dall’infanzia palestinese non potranno essere cancellate rapidamente. “Anche se le bombe e le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno semplicemente dall’oggi al domani”, ha dichiarato. “La distruzione della loro salute, della loro istruzione e del loro sviluppo è irreversibile”. La Commissione chiede quindi a Israele di cessare immediatamente tutte le violazioni che colpiscono i minori palestinesi e di adottare misure concrete per garantire la protezione dei civili.


Israele ha respinto il rapporto, definendolo un documento propagandistico e privo di credibilità. In una nota diffusa dalla propria rappresentanza presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha accusato la Commissione di “ignorare le violenze commesse da Hamas il 7 ottobre 2023” e di “perseguire un approccio ostile nei confronti dello Stato israeliano”.





Commissione ONU: “Prosegue il genocidio israeliano a Gaza”

Nuovo rapporto: “Le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane” - Sono 260 i minori uccisi dalla tregua, uno al giorno


di RSI Info

23 giugno 2026 | RSI Info


Bambini presi di mira deliberatamente

“Le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane”, afferma il presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar. E accusa lo Stato ebraico di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, compiuti disprezzando il cessate il fuoco e il diritto internazionale.


I bambini sono vittime di gravi ferite, separazioni, sfollamenti forzati, fame e mancanza di accesso all’istruzione e alla sanità. Sono stati arrestati e torturati nei centri di detenzione, senza che ai loro familiari venisse comunicato dove si trovassero. Sono state osservate anche violenze sessuali. Inoltre, il numero di gravidanze non portate a termine è aumentato a causa degli attacchi contro i centri sanitari.

La distruzione dell’”istruzione” e della “salute” dei bambini è “irreversibile”, sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania, afferma ancora il presidente, che chiede una maggiore protezione per queste persone.


Identificate le unità militari responsabili delle atrocità

L’ONU parla di oltre 260 bambini uccisi dalla tregua, uno al giorno. Centinaia sono stati feriti dai raid condotti dallo Stato ebraico e centinaia attendono inoltre che le loro evacuazioni mediche vengano autorizzate proprio da Tel-Aviv, aveva affermato la settimana scorsa alla stampa a Ginevra un portavoce.

Secondo i tre investigatori, Israele è anche responsabile di crimini di guerra contro i bambini in Cisgiordania. La Commissione chiede allo Stato ebraico di porre fine alle sue violazioni e ai suoi crimini. Ha pure identificato le unità militari che hanno compiuto queste atrocità e auspica che i responsabili vengano perseguiti.

 
 

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