
LE MALETESTE
22 ago 2026
Dalle bombe carta al blitz in gelateria: perché non possiamo lasciare solo Cibo
Pier Paolo Spinazzè in arte «Cibo» ha subito danni a polso e spalla oltre alla maglietta rotta: «Un attacco politico»
di Beatrice Branca
20 agosto 2026 | CORRIERE DEL VENETO
«Mi capita frequentemente di imbattermi in soggetti facinorosi, ma è la prima volta che vengo aggredito, per di più davanti alla mia famiglia. Mi sono ritrovato la maglietta strappata, il cellulare rotto e delle lesioni alla spalla e al polso».
A dirlo è il writer di 44 anni Pier Paolo Spinazzè, in arte «Cibo», che a Ferragosto è stato aggredito fuori dalla gelateria Snoopy a San Giovanni Lupatoto da un 36enne che indossava una maglietta e un capello marchiato Hellas Army, un gruppo ultrà che anima la curva Sud del Verona e vicino agli ambienti della destra radicale.
Cosa è successo
L’artista è ormai noto da decenni per il suo impegno sociale nel coprire le svastiche e le frasi di odio che compaiono quotidianamente su muri e pareti. Lo fa disegnando sopra con la bomboletta fragole giganti, forme di formaggio, paste e qualsiasi altro tipo di cibo. Da qui la scelta del nome d’arte di Spinazzé, «perché il cibo mette tutti d’accordo».
Tornando a Ferragosto, lo street artist ha spiegato che quel giorno era uscito alle 18 con suo figlio di 3 anni e la moglie per mangiare un gelato assieme a un’altra famiglia di amici. «Nel frattempo ho notato un uomo che stava attaccando degli adesivi con la scritta ”Cibo” e una barra sopra il mio nome - ricorda il writer -. Si è poi avvicinato al nostro tavolo con fare minaccioso, dicendo che doveva parlarmi. Io gli ho chiesto di identificarsi, ma si è rifiutato. Mi ha allora trascinato via dal mio posto, nonostante gli abbia gridato che sono malato. Sono affetto da sclerosi multipla, ma mi ha comunque spinto a terra».
Nell’avvicinarsi al tavolo, l’aggressore ha anche fatto cadere a terra il figlio del writer che è stato messo in salvo dalla madre. Durante la colluttazione, l’ultrà ha urlato a Spinazzé: «È quello che ti meriti… non finisce qua ... è solo l’inizio».
L'impegno civico
Il 36enne però non ha fatto in tempo a scappare, perché sul posto sono subito intervenuti i carabinieri di San Giovanni Lupatoto che lo hanno poi identificato. «Martedì sera ho formalizzato la denuncia in caserma - spiega Spinazzé -. Credo che dietro a questa aggressione ci siano delle motivazioni di tipo politico, visto che da oltre 30 anni cancello svastiche sui muri di parchi e scuole».Lo stesso giorno della denuncia, Spinazzé ha poi trovato quello stesso adesivo col suo nome d’arte barrato fuori casa, appiccicato sua cassetta delle lettere. «Visto il mio impegno civico, attacchi del genere me li aspetto, ma mia moglie e mio figlio, che quel giorno si è spaventato tantissimo e ha iniziato a gridare, sono ancora provati - riferisce il writer -. Credo sia grave prendersela con una persona disabile e mettere in atto un’azione violenta in un luogo frequentato da famiglie con bambini piccoli».
Denuncio e non mi fermo
Quest’aggressione non è però il primo atto intimidatorio nei confronti del writer. Qualche anno fa infatti Spinazzé si era ritrovato nei pressi dell’abitazione anche una bomba carta. «Queste azioni non mi scoraggiano - aggiunge -, anzi mi fanno capire che sono loro ad avere paura, che sto dando fastidio e facendo bene il mio lavoro. Anche questa volta resisto e denuncio. Non mi fermo».
ARTICOLI CORRELATI

%20-%20Copia.png)