top of page

LINEA D'OMBRA (Trieste). Lo sgombero della Piazza e il contingentamento delle attività (parte 2)

LE MALETESTE

15 ott 2026

Gli orari imposti dall'alto, le difficoltà, i controlli, e la volontà di esserci dei volontari - LORENA FORNASIR e ALTRI (parte 2)

Lorena Fornasir

13 ottobre 2026, 1.48 | FACEBOOK

"Trieste, 12 ottobre 2026

La Cura è la nostra pratica anche con la piazza sgomberata o sotto prescrizione oraria. La vulnerabilità non si può nascondere e noi la mostriamo perché è una questione pubblica e politica. Cosi, pur fuori orario, pur in condizioni disagiate, abbiamo curato il ragazzino curdo di 15 anni giunto alle 9.30 di sera e distribuito le borse alimentari agli affamati. Al deserto dei cuori aridi vada pure la piazza morta; agli ultimi, agli scartati, agli invisibili va invece la nostra resistenza con la passione che riporta luce e illumina l’ombra delle vite precarie."

 

Lara Cavalli

14 ottobre 2026, 7.18 | FACEBOOK

"La Questura di Trieste ha imposto a noi di Linea d’Ombra e alle realtà solidali che si rifiutano di essere indifferenti, di ridurre la nostra presenza in Piazza Libertà, a Trieste, invocando le parole d’ordine universali di ogni amministrazione e governo di destra: sicurezza e decoro.

Sono stati imposti gli orari di apertura e chiusura delle nostre attività: dalle 18:00 alle 20:00. Almeno fino a venerdì 16 ottobre. Poi, chissà.

E se alle 20:15 arrivasse un ragazzo sbranato dai cani della polizia croata, con le scarpe tenute insieme dai lacci, se avesse visto i compagni di viaggio morire annegati nella Kulpa e fosse bisognoso di soccorso? Prestargli aiuto potrebbe comportare la violazione dell’articolo 650 del Codice penale, con tutte le conseguenze che ne derivano, arresto incluso, multa sicura.

Il clima orrendo che si respira nella Trieste-laboratorio di politiche sempre più ostili, violente e repressive nei confronti degli ultimi, intensifica la patina nera di cui siamo ricoperti, cancerogena come la cenere dell'ex Ilva.

Eppure, una cosa è ancora maledettamente limpida: la cura come atto politico non si accende e non si spegne secondo un calendario imposto.

Stare in piazza. Costruire relazioni. Vedere chi non viene visto. Restituire dignità a chi questa società considera materiale di scarto, una società che accoglie i ricchi di qualsiasi colore e religione e getta nell’umido chi non ha un conto in banca, tutto questo è parte essenziale della nostra pratica politica.

Faremo lo slalom tra divieti e prescrizioni, non sappiamo ancora come, ma una cosa è certa: nessuno può dirci fino a che ora è legale prendersi cura di un essere umano."

 

Lorena Fornasir

14 ottobre 2026, 10.43 | FACEBOOK

"Trieste, 13 ottobre 2026

COLPEVOLI DI ESISTERE

Due ore : dalle 18 alle 20.

Due ore in cui dovremmo riuscire a riconoscere i sopravvissuti, i feriti, gli affamati, in un affanno di tempo che crea altra sofferenza. Se un ragazzo sbranato dai cani della polizia croata arriva alle 20.15? se una famiglia con bimbi arriva alle 21? cosa trova? Trova il deserto che avete creato. Trova la vostra disumanità.

Questa non é legalità, è abuso di potere.

ABUSO DI POTERE: la normativa disattesa

- normativa UE /Direttiva 2013/33/UE, art. 17 par. 1

- Direttiva 2023/33/UE art.18 par. 9

- M.S.S. c. Belgio, n. 30696/09, § 263

-  sentenza 1° agosto 2025 CGUE (Corte di Giustizia dell’Unione Europea) nella causa C‑97/24;

- SINDACO : Dove é la tutela della salute pubblica?

Legge 833 (art. 13) del 1978 e il 4° comma dell'art. 50 del D. lgs 267 del 2000: sancisce la figura del sindaco cui afferiscono le funzioni di tutela della salute pubblica."

 

Lorena Fornasir

14 ottobre 2026, 15.50 | FACEBOOK

"Trieste, 12 ottobre 2026

Ieri sera, nella frenesia del tempo prescritto di 120 minuti abbiamo accolto, curato, rivestito e distribuito generi alimentari alle persone affamate, migranti abbandonati in strada dalle istituzioni"

 

Lara Cavalli

14 ottobre 2026, 19.52 | FACEBOOK

"La Questura di Trieste stringe ancora un po’ la tenaglia della repressione e vieta a noi, Linea d’Ombra, e alla rete dei Fornelli Resistenti di praticare la cura nei confronti dei migranti in arrivo dalla Rotta Balcanica.

Quando?  Sabato e domenica.

Perché? Perché dalle 19:00 alle 21:00 è necessario garantire il regolare svolgimento delle attività di socialità, intrattenimento e svago della città.

Portare del cibo a chi ha fame. Curare le ferite di chi sta male. A quanto pare tutto questo è incompatibile con la febbre del sabato sera.

Ecco allora che la povertà, quando smette di essere un bambino del Biafra su un post social ma ci compare davanti agli occhi, rovina la festa.

Una ferita da medicare può aspettare. Chi ha fame può aspettare. Chi scappa dalle più orrende repressioni può aspettare. La festa, invece, no. La città che vuole mostrarsi bella, divertente, audace, insomma una città sotto l’effetto di sostanze alteranti, assunte per scappare dalla realtà.

Le istituzioni richiamano alla difesa del decoro, un nome rispettabile per politiche e pratiche di cancellazione di chi vive ai margini della società, quella società che ti prende in considerazione solo in base al potere di acquisto.

Nell’atmosfera…ti prego non mi uccidere il mood!"

 

Lorena Fornasir

15 ottobre 2026, 11.58 | FACEBOOK

"Trieste, 14 ottobre 2026

Cronaca di una serata.

Curiamo i feriti, rivestiamo gli ignudi, diamo da mangiare agli affamati. Non é vangelo. É solo realtà. Siamo gli unici in strada ad accogliere, assistere, testimoniare le vite di ragazzi migranti che, a sera, giungono dai monti

Siamo sotto prescrizione oraria: dalle 18 alle 20. Sabato 17 e domenica 18 ci sono vietati.

É la prima volta in 7 anni.

Siamo affannati ma ce la facciamo.

Alle 20 in punto lasciamo la piazza.

Alle 20.10 la piazza viene invasa dai carabinieri. Controllano i documenti dei richiedenti asilo. Sono in regola ma abbandonati in strada. Aspettano solo di accedere alla questura. C’é chi aspetta da luglio come Muhammad, torturato in Libia e, di rinvio in rinvio, rinviato a fine ottobre. Poi, chissá se gli daranno un altro rinvio. C’è chi, come Irshan, appena arrivato, piedi devastati, che mi chiede di portarlo davanti ai carabinieri perché vuole “essere preso” e chiedere l’asilo. Parlo con i carabinieri ma mi rispondono che non è loro compito. Intanto il cane cinofilo annusa tutto il parco senza trovare nulla. Che delusione per i piú!

Chissá che qualcuno non metta qualche bustina per incolpare i migranti! Può essere una buona idea, vero?!

Nel silenzio tombale della piazza si sente la voce sprezzante di un carabiniere che urla “go, go” ai ragazzi, quasi fossero zecche da schiacciare.

Davvero in quella che voi chiamate piazza Libertà, non possono sostare i migranti, che non sono clandestini ma che avete abbandonato in strada?

Davvero Trieste rimane zitta zitta, tranne rare eccezioni, di fronte a un quadro così cupo?

Avete fatto il deserto e lo chiamate decoro.

Non spegnerete i nostri sogni, il desiderio di giustizia, il diritto alla cura.

Noi non siamo venduti ai quattro denari

La nostra Cura é l’amore come atto politico che sta alle radici della vita."



ARTICOLO CORRELATO


© 2026 le maleteste

  • le maleteste 2023-2025
  • le maleteste 2018-2022
  • Neue Fabrik
  • Youtube
bottom of page