
LE MALETESTE
27 gen 2026
La denuncia dei genitori, la sottovalutazione del Parco divertimenti "MagicLand" di Valmontone; come contrastare la normalizzazione della guerra nella società + Intervista - NOMS e FANPAGE
di Osservatorio NOMS
27 gennaio 2026
La guerra non è un gioco. È una tragedia, una sventura collettiva.
Eppure, di fronte al programma degli School Days 2026 del parco divertimenti Magicland, assistiamo a immagini di divise e fucili in un contesto che dovrebbe essere ludico ed educativo. Un parco divertimenti trasformato, durante un’iniziativa scolastica, in uno spazio di normalizzazione della guerra. La scuola dovrebbe educare al dialogo e alla cooperazione, non diventare palestra del militarismo o luogo di reclutamento, e i luoghi di ludici e di divertimento dovrebbero tenere a distanza i giochi che alimentano la violenza e normalizzano il conflitto armato.
Perché al Magicland di Valmontone durante lo School Days, recita lo slogan nella locandina, «giocando s’impara!». Ma cosa s’impara? Cosa si può imparare con assetto di guerra e armi a ripetizione tra le mani? Quale connessione c’è tra l’educazione e questo tipo di immagine da cui si dovrebbe imparare qualcosa? Sono queste, immaginiamo, le domande che attanagliano i genitori che hanno denunciato la violenza di questa incredibile campagna militaristica e sono anche le domande che da anni continuiamo a farci come Osservatorio.
E all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università questa trasformazione militaristica dei luoghi ludici destinati ai bambini e alle bambine non era affatto sfuggita, infatti apprezziamo il clamore con cui i media, i giornalisti e le giornaliste insieme agli/alle influencer attivi/e sui social stanno diffondendo la notizia di Magicland e cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini e tutte le cittadine sensibili che ci hanno segnalato l’iniziativa militaresca ai nostri contatti.
Tuttavia,
in relazione alla militarizzazione del parco divertimenti Magicland di Valmontone avevamo già evidenziato la stortura ideologica mascherata da attività ricreativa il 18 maggio 2025 (MagicLand di Valmontone: parco divertimento o campo di orientamento militare dell’esercito?), il 30 maggio 2025 (Educazione ai Sentimenti al MagicLand di Roma con la Polizia di Stato) e poi il 5 giugno 2025 (Come ti ripulisco l’immagine del poliziotto: Polizia Ferroviaria al Magicland),
a testimonianza del fatto che la militarizzazione è in corso da diversi anni, come cerchiamo costantemente di documentare attraverso le denunce sul nostro sito.
Ci incoraggia, inoltre, anche constatare che la sensibilità dei cittadini e delle cittadine nei confronti della militarizzazione sia cambiata, considerato che, leggiamo la notizia che ha fatto scalpore da Repubblica, Magicland dopo qualche ora ha rimosso la locandina dell’evento con l’Esercito Italiano a seguito della miriade di commenti negativi ricevuti. Tuttavia, come riporta sempre Repubblica, colpisce lo sconcerto con cui l’amministratore delegato del parco apprenda della protesta dei genitori, affermando entusiasticamente che l’anno precedente l’iniziativa aveva avuto «un grande successo grazie all’impegno di 110 rappresentanti delle forze dell’ordine».
Viviamo l’incubo del ritorno di una narrazione collettiva che normalizza la guerra con i suoi slogan, con le massime imposte sui muri come forma di ammonimento e disciplina, con ogni forma di retorica.
Credere, obbedire e combattere sembra essere ritornato di moda, sebbene la forma comunicativa sia cambiata, appaia meno cruda e più edulcorata, tuttavia la sostanza resta invariata.
I messaggi militaristi, pur declinati in modo diverso, continuano a passare nelle scuole e nella società.
A tutto questo occorre continuare ad opporsi nelle scuole, nella società e in tutti i luoghi in cui si può costruire una contronarrazione pacifista e antimilitarista alla deriva bellicista che la lobby militar-industriale e la nostra classe politica vogliono normalizzare.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Fonte: OSSERVATORIO NOMS (https://osservatorionomilscuola.com/2026/01/27/magicland-school-days-2026-normalizzazione-guerra-parchi-divertimento/) - 27 gen. 2026
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Intervista a Anna Granata - professoressa associata di Pedagogia all’Università di Milano Bicocca
a cura di Niccolò De Rosa
26 gennaio 2026
(...) Qual è il rischio di sottoporre anche i bambini delle elementari ad attività che comunque prevedono la presenza di elementi che riguardano il mondo bellico?
È evidente che siamo di fronte a una forma di propaganda ed è gravissimo che sia rivolta a una fascia d'età così ampia. Nessuna esperienza educativa può essere identica per un bambino di sei anni e per un adolescente. Parlare di guerra a scuola è possibile, e in parte già accade: fin dalla primaria i bambini studiano i conflitti che hanno segnato la storia dell'umanità. Ma questo dovrebbe avvenire sempre in un'ottica di superamento della guerra, non di simulazione. Far "vivere" l'esperienza della guerra significa normalizzarla. Nel preambolo dell'atto costitutivo dell'UNESCO si legge che “poiché le guerre iniziano nella mente degli uomini e delle donne, è nella mente degli uomini e delle donne che devono essere costruite le difese della pace”. In un momento storico attraversato da fortissimi venti di guerra, la scuola dovrebbe restare uno spazio di pensiero radicalmente alternativo».
Qual è il pericolo di normalizzare l'idea di guerra nei più giovani?
L'infanzia dovrebbe essere un tempo di protezione, di serenità, di fiducia nel mondo adulto. Esporre i bambini a messaggi violenti e alla rappresentazione della guerra come qualcosa di inevitabile rischia di far crescere una generazione priva di speranza, con conseguenze anche sul benessere psicologico. Sono già molto preoccupata per la diffusione precoce di videogiochi fortemente violenti, ma è ancora più allarmante quando questo linguaggio arriva dalla scuola. (...)
Fonte: FANPAGE (https://www.fanpage.it/wamily/caso-magicland-il-parco-divertimenti-italiano-dove-si-gioca-con-lesercito-lesperta-grave-errore/) - 26 gen. 2026
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