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ITALIA / CHAT DESTRE. Rispondiamo alle piazze come quella di Milano

Immagine del redattore: LE MALETESTE
LE MALETESTE
28 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min
Alcuni screen delle conversazioni dentro al gruppo Telegram "24 ottobre per difendere Milano"
Alcuni screen delle conversazioni dentro al gruppo Telegram "24 ottobre per difendere Milano"

Dentro la chat di estrema destra contro i manifestanti di Milano: da Futuro Nazionale alla “guerra spirituale”

Oltre mille iscritti in una chat Telegram di estrema destra coordinata da un membro di Futuro Nazionale: nostalgie fasciste e propositi di violenza contro i manifestanti che sono scesi in piazza a Milano. A Fanpage.it il racconto di chi è stato al suo interno.



A cura di Giulia Ghirardi

25 Ottobre 2026, 16:56 | FANPAGE


C'è un gruppo Telegram chiamato "24 ottobre per difendere Milano" al cui interno circolano nostalgie fasciste, invocazioni allo sterminio e propositi di violenza contro i manifestanti che nei giorni scorsi sono scesi in piazza a Milano.


Oltre mille partecipanti di estrema destra che non si accontentano di sventolare simboli e condividere propaganda fascista sui social: vogliono organizzarsi, scendere in strada e colpire. E, come rivelato a Fanpage.it, si starebbero organizzando per farlo sotto la guida "di un tesserato di Futuro Nazionale", un opinionista e attivista politico di estrema destra che sui social vanta già un seguito di migliaia di follower e che, sul gruppo, fomenta un concentrato di odio, razzismo e propositi di violenza. 


Cosa c'è nella chat: dallo "sterminio categorico" alle manganellate

Al suo interno circolano saluti tra "camerati", immagini di Mussolini e richiami espliciti al fascismo. A corredo: richieste da parte dei partecipanti di riaprire i campi di concentramento, "riaccendere i forni crematori", fino all'invocazione di uno "sterminio categorico" e di una "guerra spirituale". Nelle conversazioni, poi, sarebbero comparsi anche riferimenti ad Articolo52, un gruppo violento che organizzava ronde "anti-maranza" aggredendo presunti malviventi a Milano.


A denunciare l'esistenza della chat è stato per primo Andrea Borello, attivista social ed esponente del Partito Democratico, che, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni, ha deciso di entrare nel gruppo per raccontarne pubblicamente i contenuti. "È un gruppo segreto, bisogna farsi aggiungere da qualcuno che è già all'interno", ha spiegato Borello a Fanpage.it. E il livello di chiusura, secondo la sua testimonianza, sarebbe ancora maggiore: esisterebbe una seconda chat, più ristretta, alla quale si accederebbe soltanto inviando all'organizzatore un video in cui si pronuncia la frase "Allah è un po**o". Un presunto sistema di selezione pensato dall'organizzatore, ha sottolineato Andrea, per "escludere i musulmani e impedire infiltrazioni". Nei prossimi giorni, ha annunciato l'attivista a Fanpage.it, "presenterò denuncia in Procura".


Secondo quanto riferito da Borello, a promuovere il gruppo sarebbe un tesserato di Futuro Nazionale, un attivista e opinionista politico di estrema destra molto seguito sui social, affiancato nel gruppo da alcuni fedelissimi indicati come "coordinatori". Il suo progetto, ha rincarato l'attivista, sarebbe stato quello di presentarsi a Milano per affrontare fisicamente i partecipanti alle proteste. "Le manganellate benvenute, ma non bastano, quindi andiamo lì a fare di più", ha riassunto, descrivendo un clima nel quale circolavano anche inviti a portare spray al peperoncino e a "fare casino". L'obiettivo, nella sua ricostruzione, sarebbe stato riversare un odio generalizzato contro chi aveva preso parte alle manifestazioni, andando oltre l'intervento delle forze dell'ordine che – secondo la visione dei membri – "non disdegnano" un supporto.


"Non mi stupirei se esistessero altri gruppi per altre città d'Italia", ha poi avvertito Borello. "Secondo me questa è solo una piccola punta di un enorme iceberg", sottolineando come la rete potrebbe continuare a esistere anche dopo il 24 ottobre, aggiornandosi e riorganizzandosi. Quello che emerge da questa chat non è, dunque, un semplice rigurgito di nostalgia fascista, né l'ennesima provocazione di chi usa i social per raccogliere consensi. È il segnale di un odio che cerca di trasformarsi in organizzazione, di passare dalle parole ai fatti, individuando nei manifestanti un bersaglio da punire. E non è la prima volta che reti di estrema destra si nascondono dietro gruppi apparentemente innocui per coltivare razzismo, suprematismo e fantasie di violenza. Il rischio, però, è che l'odio diventi un linguaggio condiviso, un collante identitario e persino un progetto collettivo. Qui, infatti, non si parla di provocazioni online, ma di persone che evocano lo sterminio e discutono di come aggredire i manifestanti. Per questo, come ha ricordato anche Borello, è necessario identificare i responsabili, verificare le minacce e accertare se ci fossero piani di aggressione perché chi evoca forni crematori e spedizioni punitive non può essere liquidato come un semplice provocatore.



APPENDICE da Redazione ANSA Regione Emilia-Romagna

Parma. Si aggirava armato nei pressi di una manifestazione a Parma, denunciato

Diffidati i minori amministratori di una chat che incitava alla violenza

PARMA, 20 ottobre 2026, 17:38


 - RIPRODUZIONE RISERVATA



PARMA, 20 OTT - Si aggirava nei pressi di un presidio studentesco, nei pantaloni nascondeva un manganello, sull'auto aveva una pistola a salve con tappo rosso e i relativi proiettili, un pugnale di 22 centimetri, una fascia rossa con una svastica e due bandiere della Repubblica Sociale Italiana.


Un uomo, già noto per la sua appartenenza all'estrema destra, è stato identificato sabato scorso dalla polizia in piazzale Picelli a Parma proprio in concomitanza di una manifestazione organizzata da un collettivo.


    A casa aveva un'altra pistola a salve con relativi proiettili, arma utilizzata in un video circolato sui social in cui si vede il soggetto stesso esplodere colpi dal finestrino di un'auto in movimento. Già deferito nei mesi scorsi, è stato di nuovo denunciato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e porto di oggetti atti ad offendere.   


Sempre sabato scorso, dopo aver diffidato i minori (e i rispettivi genitori) amministratori di una chat dalla quale erano stati diffusi messaggi per incitare alla violenza e alle devastazioni, la questura ha garantito lo svolgimento delle manifestazioni indette e il funzionamento degli istituti scolastici.

Sono state identificate oltre 300 persone, tra queste decine di minori, molti dei quali segnalati nelle vie del centro, anche travisati, mentre sparavano petardi. In un vicolo è stato rinvenuto un borsello abbandonato con all'interno una batteria di fuochi d'artificio uniti tra loro per aumentarne la capacità esplosiva e una bomba carta. Il corteo pro-pal e contro il caro vita del pomeriggio si è svolto senza criticità, nelle vicinanze è stato però identificato un minore, estraneo alla manifestazione: impugnava una pistola giocattolo, è stato riaffidato alla madre.

 
 

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