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ISRAELE. Dai raid nelle scuole di Hebron e Jenin alla partnership con l'Italia per il satellite di difesa terrestre

2025-08-30T08:01:25Z

LE MALETESTE

30 ago 2025

Hebron, soldati nelle scuole: arresti e confische. L’occupazione israeliana nei libri scolastici italiani. Partnership nello spazio tra l’Italia e l’industria militare israeliana - IL MANIFESTO e PAGINE ESTERI

Foto di copertina da "il manifesto": Militari israeliani scortano

alcuni coloni a Hebron, in Cisgiordania – foto Amer Shallodi/Getty Images



Hebron, soldati nelle scuole: arresti e confische

Cisgiordania. Nel quartiere Sheikh i militari hanno fatto irruzione in sei scuole, arrestato alcuni insegnanti davanti agli alunni e confiscato libri scolastici

Redazione

29 agosto 2025


Ieri mattina, in Cisgiordania, l’esercito israeliano ha compiuto numerosi arresti in diverse città. Tra le più colpite Hebron, dove nel quartiere Sheikh i militari hanno fatto irruzione in sei scuole, arrestato alcuni insegnanti davanti agli alunni e confiscato libri scolastici. Immediata la protesta del ministero dell’educazione dell’Autorità nazionale palestinese che ha denunciato anche violenze fisiche sui docenti. Intanto mercoledì l’Onu, in vista della ripresa dell’anno scolastico, ha ricordato come «i bambini palestinesi di Gaza saranno privati dell’educazione per il terzo anno consecutivo».


Fonte: ilmanifesto.it - 29 agosto 2025



L’occupazione israeliana nei libri scolastici italiani

Narrazioni. Gerusalemme capitale, territori contesi, annessione conclamata: contro le «sviste» si mobilitano i docenti

Eliana Riva

29 agosto 2025


Nei libri scolastici adottati in Italia, Gerusalemme viene costantemente definita capitale di Israele. Nella descrizione geografica dello stato ebraico, qualcuno si spinge addirittura oltre le dichiarazioni unilaterali recentemente minacciate da Tel Aviv, raccontando una annessione di fatto della Cisgiordania palestinese.


«DOCENTI PER GAZA» è una rete nata poco dopo l’inizio dell’offensiva israeliana sulla Striscia che ha distrutto il sistema di istruzione palestinese. Fondata da Myriam Pettinato e Giulia De Napoli, con un appello lanciato in rete sono riuscite a raccogliere tantissimi/e insegnanti da tutta Italia. Il gruppo sta attentamente monitorando i libri di testo scolastici. In Italia, nelle nostre scuole, Gerusalemme viene sempre indicata come capitale di Israele e i territori palestinesi occupati sono a volte inseriti all’interno dello stato ebraico».


INSIEME AL CIRSIM, il Centro interdipartimentale di ricerca e servizi per gli Studi interculturali e sulle migrazioni dell’Università di Padova e all’Associazione Eguaglianza e Solidarietà, Docenti per Gaza ha dato mandato all’avvocato Dario Rossi di preparare formale richiesta di rettifica per le case editrici, tra cui Giunti, Mondadori, Zanichelli. «Si tratta di una questione di etica professionale. È fondamentale difendere, soprattutto all’interno delle istituzioni scolastiche, il senso della legalità, che passa necessariamente attraverso la verità dell’informazione».

Il territorio palestinese occupato è indicato con i nomi biblici di Giudea e Samaria, utilizzati dagli israeliani, soprattutto da coloro che pretendono l’annessione dell’intera Palestina. Seguono sempre precisazioni che rappresentano i territori come «oggetto di contesa». In un’edizione di La nuova Italia, quello israeliano viene descritto come un «territorio conteso e oggetto di rivendicazioni da parte dei palestinesi». Lo stesso testo racconta di Gaza e «alcune città della Cisgiordania» come «territori autonomi».


«LA SOLUZIONE in realtà è molto semplice – ci dice il professor Alessio Surian, direttore del Cirsim, che comprende tre dipartimenti dell’Università di Padova – Basta scrivere che Tel Aviv è la capitale di Israele. Poi si può aggiungere che lo stato pretende di avere un’altra capitale». Data la quantità di materiale raccolto è davvero difficile ritenere che si tratti di errori. «Il Medio Oriente è vittima di eurocentrismo e di una visione coloniale – continua Surian – Il monitoraggio è necessario per verificare quanto razzismo e colonialismo siano ancora presenti nelle nostre istituzioni scolastiche. Potrebbero sembrare delle sviste ma in realtà è su questo che si costruisce un genocidio».

In seguito alla richiesta di rettifica, diverse case editrici si sono dette disponibili a modificare le edizioni digitali e le ristampe cartacee. (...)


Fonte: ilmanifesto.it - 29 agosto 2025



Partnership nello spazio tra l’Italia e l’industria militare israeliana

di Antonio Mazzeo

29 Ago 2025

La militarizzazione dello spazio passa ancora una volta dagli accordi di collaborazione tra le aziende italiane e quelle israeliane. Martedì 26 agosto dalla Space Force Base di Vanderberg è stato lanciato a bordo di un missile SpaceX Falcon 9 il satellite NAOS (National Advanced Optical System) destinato all’osservazione terrestre della direzione Difesa del governo del Lussemburgo.

Il satellite NAOS è stato progettato e realizzato da OHB Italia S.p.A., società che opera nel settore aerospaziale con sede centrale a Milano e filiali a Roma e Benevento. Le telecamere multispettrali “Jupiter” ad alta risoluzione in dotazione al NAOS sono state prodotte però da Elbit Systems Ltd., gruppo leader del complesso militare-industriale di Israele (quartier generale ad Haifa).

“Le Jupiter sono tra le telecamere spaziali più avanzate al mondo e costituiscono un avanzamento significativo nelle capacità di osservazione della Terra”, ha riportato l’ufficio stampa di Elbit Systems dopo il lancio del satellite italiano. “Oggi prende il via la missione a supporto di un ampio raggio di applicazioni, incluse le operazioni militari, il monitoraggio ambientale e la ricerca scientifica, con un’efficiente copertura di grandi aree geografiche”.

Oltre alle telecamere multispettrali, il gruppo israeliano ha anche sviluppato gli algoritmi per il segmento terrestre del NAOS, oltre a potenziarne le capacità di analisi delle immagini raccolte dal satellite. “Il successo del lancio di Jupiter riflette la stretta collaborazione tra OHB Italia ed Elbit Systems, combinando l’ingegneria satellitare all’avanguardia con la tecnologia di imaging di alto livello per fornire uno dei velivoli spaziali con le migliori performance nel campo dei sistemi ottici attualmente operativi”, aggiungono i manager della società israeliana che ha già conseguito nel corso del primo semestre 2025 commesse per svariati miliardi di dollari nel mercato internazionale. (1)

Fondata nel 1981 (al tempo CGS – Carlo Gavazzi Space), OHB Italia S.p.A. è una società parte del Gruppo spaziale OHB SE, con sede a Brema, Germania, uno delle tre maggiori realtà spaziali in Europa con 3.000 dipendenti e un fatturato totale di 1.183 milioni di euro nel 2023. Con prevalente attività nella progettazione e realizzazione di tecnologie spaziali, sorveglianza ed osservazione terrestre, sistemi satellitari e telematici, la controllata italiana conta su uno staff di 265 dipendenti e lo scorso anno ha avuto un giro di affari di 408 milioni di euro con ricavi per 142 milioni.

“Con oltre 60 satelliti, payload e strumenti lanciati o attualmente in orbita, OHB Italia S.p.A. è attualmente prime contractor per importanti missioni dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che sono i suoi principali clienti insieme a Istituti di Ricerca, Università e tutti i principali attori industriali del mercato spaziale, con particolare attenzione al settore dell’export”, riporta il sito internet aziendale. Amministratore delegato è l’ingegnere aeronautico Roberto Aceti, già manager di Aermacchi (società realizzatrice di caccia militari di Leonardo S.p.A., ex Finmeccanica); direttori responsabili di OHB Italia, Giovanni Prandini e Paolo Lorenzi.

La partnership dell’azienda spaziale italiana con il complesso militare-industriale dello Stato di Israele non è legata solo allo sviluppo del satellite NAOS. OHB Italia è stata responsabile del contratto di lancio del satellite OPTSAT-3000 e di tutte le attività di ingegneria associate, l’1 agosto 2017, dallo spazioporto di Kourou, in Guyana francese. Il programma OPTSAT-3000 per l’osservazione della Terra è stato promosso dal ministero della Difesa italiano e ha compreso la realizzazione di un satellite ad alta risoluzione ottica e di un segmento terrestre per il controllo orbitale, la pianificazione delle missioni e il processamento delle immagini.

La principale azienda contraente del sistema OPTSAT-3000 è stata Telespazio (controllata da Leonardo per il 67% e dalla francese Thales per il 33%), mentre il satellite e i sistemi di controllo terrestre sono stati realizzati dalle Israel Aerospace Industries (IAI), il maggiore gruppo aerospaziale militare e missilistico israeliano, nell’ambito di un accordo di cooperazione internazionale tra Italia e Israele. (2)

Oggi il sistema satellitare è posto sotto il controllo di tre centri operativi dell’Aeronautica Militare: il Centro Interforze di Telerilevamento Satellitare (CITS) di Pratica di Mare (Roma), il Centro Interforze di Gestione e Controllo SICRAL (CIGC SICRAL) di Vigna di Valle (Roma) e il Centro Spaziale del Fucino (L’Aquila) di Telespazio.

Nell’ottobre 2021 la start-up israeliana Helios con sede a Tzur Yigal, creata nel 2018 con fondi dell’Agenzia Spaziale e del ministero dell’Energia di Israele, ha reso noto di aver firmato un accordo con la società madre OHB SE per promuovere la ricerca sulla produzione di ossigeno “in condizioni di non gravità” a bordo della stazione lunare europea LSAS (Lunar Surface Access Service). La nuova stazione è stata realizzata a partire dal design della navicella lunare “Beresheet”, co-sviluppata dall’organizzazione privata israeliana SpaceIL di Tel Aviv e dalle Israel Aerospace Industries (IAI). Nel 2019 “Beresheet” era stata inviata sulla luna, ma si era schiantata al suolo a seguito di un incidente alle apparecchiature di bordo.

Stando all’accordo, il gruppo tedesco-italiano OHB gestirà e coordinerà il progetto LSAS, selezionando le apparecchiature e la loro integrazione a bordo della navicella lunare, mentre l’israeliana Helios fornirà le tecnologie di volo e quelle relative alla produzione dell’ossigeno necessario all’alimentazione energetica dal suolo lunare. IAI ed OHB si sono pure impegnate a sviluppare il sistema LSAS a fini commerciali internazionali. (3)

Note

1 https://www.elbitsystems.com/news/elbit-systems-jupiter-space-camera-successfully-launched-aboard-naos-satellite-collaboration

2 https://www.ohb-italia.it/successful-launch-of-optsat-3000-satellite/

3 https://www.timesofisrael.com/israels-helios-to-deliver-space-tech-to-moon-aboard-european-lunar-lander/


Fonte: pagineesteri.it - 29 agosto 2025

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