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ex-GKN Firenze: 18 ottobre, Il futuro irrompe, corteo e 19, Incontro Cers

2025-10-12T10:02:51Z

LE MALETESTE

12 ott 2025

I nuovi appuntamenti convocati dal Collettivo Lavoratori ex-GKN di Firenze: 18 (corteo a Firenze) e 19 (incontro Cers, presidio GKN) + articolo di DARIO SALVETTI sul fenomeno "Shitstorm"

Il futuro irrompe: Firenze, 18 ottobre

di collettivo.gkn.firenze@gmail.com

11 ottobre 2025


📅 Il 18 ottobre corteo, a Firenze, h 14.30, Piazza Ugo Toscana (università di Novoli) Firenze

- Fermata Tram T2 San Donato università -

📅 19 ottobre 2025 presso il presidio ex Gkn. Primo incontro per avviare un percorso di confronto tra le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali in Italia.

Le Cers si incontrano e incontrano la fabbrica socialmente integrata


TUTTE LE INFO: https://insorgiamo.org/il-futuro-irrompe/?fbclid=IwY2xjawNYWS1leHRuA2FlbQIxMABicmlkETFCNjRxd0ZTNmZHRWtKcVVTAR6MjZpcNp0bhT26hs9XmjHB2sq7evRDYSWMuSDYkHAdZz16snXsZYnFsrZMsw_aem_5T2jkvXdW854nrWhMK3dZw



💥 18 ottobre: corteo "Il futuro irrompe". H 14.30 Piazza Ugo di Toscana, Firenze (interno università di Novoli).


📢 Sono le ultime spallate possibili per evitare una sconfitta che non ci possiamo permettere.

📢Siamo Davide contro Golia: c'è un intero sistema contro di noi, che sa come logorarci nei minimi dettagli.

📢 Il futuro ir-rompe: dobbiamo mettere fine al logoramento, pretendere il futuro ora.

📢Il futuro rompe: l'esempio ex Gkn dà fastidio a tutto ciò che esiste e che va verso il riarmo.


✊ Sarà anche un corteo "per tutto, per altro, per questo".

1. Per la Palestina libera, a fianco della resistenza palestinese

2. Contro l'escalation bellica mondiale. Contro l'estrattivismo energetico e l'economia fossile

3. Contendiamo intervento pubblico. Il mare di soldi per il riarmo ci dice che l'austerità è sempre stata una truffa. Ora li vogliamo tutti per noi: abbiamo un piano di benessere sociale e transizione climatica

4. Contro la società autoritaria. Contro il Ddl sicurezza. Per una democrazia partecipativa di comunità consapevoli e insorte

5. Una vittoria operaia per nuovi rapporti di forza su salari, diritti, contratti. Abbiamo diritto a una vita bella.


✊ Ma questi temi non sono parte del corteo come una sommatoria. Ma come un'unica grande interconnessione. Abbiamo visto quanto l'economia del genocidio sia legata al riarmo, all'estrattivismo energetico, alla speculazione immobiliare e finanziaria, quanto allo sfruttamento, le delocalizzazioni, l'impoverimento.


✊ In tutto questo la ex Gkn rimane un piccolo, grande, "si può fare", "c'è una alternativa praticabile". Ed è per questo. Anzi, per tutto, per altro e anche per questo, che scendiamo in piazza il 18 ottobre.


Crediamo che la transizione verso un modello energetico sostenibile e giusto non possa realizzarsi senza il coinvolgimento diretto e la partecipazione attiva delle comunità. Le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (CERS) nascono con questo scopo: favorire non solo una transizione energetica più democratica ed efficace, ma anche la costruzione di comunità più forti, eque e resilienti.


Tutti da anni ci dicono: “domani interverremo”. Il domani non arriva da 4 anni. E il sospetto che questo logoramento non termini mai, è ormai inevitabile. Evidentemente il nostro esempio “rompe” chi vuole convertire le industrie per il riarmo, impedire la transizione ecologica, imporre ricatti a lavoratrici/ori e territori. Rompe perché è un esempio potenzialmente contagioso: “si può fare”, c’è una alternativa.


E allora futuro (IR)rompe. Il 18 ottobre convochiamo un corteo e dichiariamo terminato il logoramento. Per porre una domanda semplice: quando riapre la fabbrica? Domanda secca, risposta secca.


Il sistema che ha chiuso la ex GKN non può permettersi la nostra vittoria. Noi non possiamo permetterci la sconfitta. Per questo chiediamo di esserci, di passare parola. Per un ultimo pezzo di storia in cui può vincere chi di solito perde; un Davide contro Golia. #insorgiamo



Fonte: https://www.facebook.com/coordinamentogknfirenze - 11 ottobre 2025, 9.48







"Shitstorm" e costruzione di una alternativa radicale

di Dario Salvetti

11 ottobre 2025


Una riflessione estemporanea ma che covo da tanto sul cosiddetto "shitstorm" sui social da parte della destra, che in questi giorni è particolarmente visibile.

E' un meccanismo che chiunque usi i social conosce e ha imparato a conoscere.


Di solito quando un post diventa virale, oltre un certo limite, si attiva lo shitstorm.

La novità è che la difficoltà della destra sulla questione palestinese deve aver comportato l'indicazione di rafforzare tantissimo questo strumento in questi giorni.


Iniziano ad arrivare commenti calunniosi, senza senso, con frasi di insulto generico, con insinuazioni mai provate, con un misto tra finti riferimenti puntuali e luoghi comuni.

Lo shitstorm un tempo era gestito da comunità apposite di destra. Quando arrivava il commento di uno, sapevi che quello stesso personaggio stava ripostando la tua foto o il tuo post sulla comunità invitando, direttamente o indirettamente, ad andare a commentare.


Oggi il meccanismo è probabilmente gestito anche e soprattutto da bot o meccanismi algoritmici che si attivano quando un post riceve viralità.

La novità di questi ultimi tempi, appunto, è che lo shitstorm ha molto abbassato le soglie in cui interviene. Bastano anche pochi mi piace, che in foto ci sia qualcuno che non abbia la pelle bianca, che ci sia un riferimento alle manifestazioni sulla Palestina, per vedere arrivare profili improbabili con 100-300 amici che iniziano a postare commenti di insulto senza senso.


Hanno paura, e reagiscono così.

Lo shitstorm non serve a produrre consenso attorno a una tesi. Chi mai si farebbe convincere da quella pioggia di commenti insultanti? Ha altre funzioni ed è importante capire perché queste funzioni sono così importanti per la destra.


Innanzitutto è violenza. Psicologica. Inibisce quello che scrivi o dirai perché hai paura che potrebbe essere la volta in cui finisci nel tritacarne. Quindi lo shitstorm è squadrismo. Verbale. Praticato da realtà che mai escluderebbero quello fisico: solo che al momento basta quello verbale.


E' provocazione: se gli dai peso, gli dai visibilità. Se non lo consideri, lo sdogani.

Ma forse ancora più importante, agisce su quel particolare meccanismo per cui perdi fiducia nell'umanità. Perchè prova a farti credere che quella pioggia di commenti è "vox populi". Perchè non lotti "per il popolo" se il popolo ti appare questo.


"Morte al fascismo, libertà al popolo!" furono le parole che gridò il comandante partigiano jugoslavo Stjepan Filipović prima di essere fucilato. Come sembra strano che "popolo" sia l'ultima parola a cui dedichi la vita, se il popolo ti appare come un magma becero di impulsi irrazionali, violenti, qualunquistici, consumistici, razzisti.


E' stato ed è la loro più grande arma: non farti perdere l'odio verso coloro che sono i tuoi nemici, ma la fiducia in quelli che dovrebbero essere i tuoi compagni.

Ricordo quanto nel contatto con la rivoluzione bolivariana, mi colpisse quanto usavano la parola "dignificazione". Ci siamo "dignificati". I barrios sottoproletari si sentivano "dignificati".

La costruzione di comunità "dignificate" è una leva per il cambiamento più di mille slogan roboanti.


Nessuno ha bisogno in fondo di sentirsi dire quanto è una merda la società o il Governo, ma di sentire che noi possiamo essere una alternativa.

E mai la manovra, la calunnia, la delazione, l'equivoco praticato in forma subdola e divisiva, potrebbero appartenere a chi costruisce cambiamento radicale.



Fonte: https://www.facebook.com/dario.salvetti3 - 11 ottobre 2025

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