
LE MALETESTE
30 dic 2025
La spesa militare crea dal 30% al 60% di posti in meno rispetto agli investimenti civili. Non può esistere alcuna reindustrializzazione ecologica senza una lotta dal basso - COLLETTIVO DI FABBRICA ex-GKN Firenze
Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze
30 dicembre 2025, 12.37
Il riarmo è già qui
Il processo di riarmo non inizia oggi. E’ in corso da anni. Non c’è bisogno di “vedere come andrà a finire”. Il mondo che hai davanti è già il risultato del riarmo: crisi, povertà, costo della vita, autoritarismo. Allora, non sta accadendo nulla di nuovo?
Siamo di fronte a un salto qualitativo: una accelerazione devastante, destinata a deformare e travolgere ogni aspetto della vita sociale.
Il riarmo era già pesantemente in atto:
- Spesa militare mondiale nel 2014: 1.923 miliardi di dollari
- Spesa militare mondiale nel 2024: 2.670 miliardi di dollari. → Incremento in 10 anni +747 miliardi di dollari (+39% in 10 anni)
In Europa nel 2024: vendite di armi +13%, investimenti nel settore della difesa +42%. E il vero piano di riarmo deve ancora cominciare. Come aggregato a 27, l’Unione Europea è oggi la seconda area al mondo per spesa militare dopo gli USA. Siamo già riarmati. Dal 2021 la spesa militare europea è cresciuta di oltre il 20%.
Ricavi dei produttori di armi nel 2024: 582 miliardi di euro (l’equivalente di 3,5 milioni di case popolari). Esempio: Lockheed Martin (una delle principali produttrici di armi), prezzo azione febbraio 2014 163 dollari, agosto 2025: 546 dollari, +235% di crescita. Capitalizzazione di mercato: 2014 46,81 miliardi di dollari, 2023 114,60 miliardi di dollari.
Nel quadriennio 2019–2023, la performance azionaria delle società della Difesa è aumentata del 68,7%, il doppio del 34,8% segnato dall’indice azionario mondiale. Nel primo trimestre del 2024, la crescita delle azioni delle multinazionali della Difesa è stata del 22,8%, oltre tre volte superiore al 7,1% dell’indice mondiale.
Totale spesa militare italiana prevista per il 2026 33,9 miliardi
Incremento complessivo sul decennio (2017–2026): +45%
Serie storica della spesa militare “pura” italiana:
2017: 19,7 miliardi di euro (bilancio proprio Difesa), 2022: 25.9 milardi, 2026: 33.9 miliardi
Il riarmo non ha un appoggio di massa. Per questo provano a presentarlo come una necessità economica per determinare una “reindustrializzazione della società”. Al contrario, l’aumento della spesa militare ha coinciso con inflazione, crisi industriale e shock energetico
Dal 2014, spese militari complessive dei paesi Nato e Ue + 70%
Aumento della spesa pubblica nello stesso period per sanità +31% (incluso il periodo del COVID)
Istruzione + 13%
Ambiente + 14%
Ad un simile incremento delle spese militari è corrisposto un aumento del 13% del Pil (circa 1% all’anno in media) e del 9% dell’occupazione
In Italia l’aumento della spesa militare è già coincisa con 32 mesi di calo della produzione industriale in 3 anni. La guerra in Ucraina non ha innescato una reindustrializzazione europea: ha spezzato la catena del valore energetica, provocato uno shock inflattivo e accelerato la crisi industriale, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica.
Ora ci presentano la guerra come viatico per una reindustrializzazione. Dal 2022 il settore industriale europeo ha subito cali anche del 10%.
1 miliardo di dollari di spesa militare genera meno occupazione di qualsiasi altra forma di spesa pubblica. Posti di lavoro per 1 miliardo di dollari investito.
Spesa militare: circa 11.000 posti
Energie rinnovabili: circa 17.000 posti
Sanità: circa 17.500
Istruzione: circa 27.000
La spesa militare crea dal 30% al 60% di posti in meno rispetto agli investimenti civili.
Si parla di portare al 5% del Pil la spesa militare. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? A fronte di un decennio di aumento devastante delle spese militari, quanti sono i paesi che superano ad oggi il 5% del Pil investito in difesa e miliare? Una decina a livello mondiale superano il 3% e meno di una decina superano il 5% (si tratta di paese in guerra).
L’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil è la preparazione di una catastrofe mondiale. E per sostenere una simile catastrofe, per fare ingoiare a milioni di persone fiumi di soldi smaccatamente diretti alla Difesa, mentre lo stato sociale viene tagliato in continuazione, ci sarà bisogno di una mare di falsa ideologia e propaganda, pura merda fascista e xenofoba, con cui inondare tutta la società.
Perché la reindustrializzazione ecologica della ex Gkn dà tanto fastidio? Perchè questo enorme inganno ideologico chiamato riarmo non regge se, oltre ad essere contestato con ragionamenti e dati, sbatte contro un esempio concreto. Se le comunità in lotta, la classe operaia, il mondo della ricerca e dell’istruzione pubblica, sono in grado di reindustrializzare ecologicamente le fabbriche chiuse, cade anche l’ultimo inganno del riarmo.
Per questo noi ci permettiamo di chiedervi di diventare azioniste/i popolari, anche attraverso lo strumento della donazione. Il capitale pubblico, quello degli Stati e dei Governi, è arruolato nel riarmo. Il capitale privato, quello dei fondi speculativi a tutti i livelli, va verso le bolle finanziarie, immobiliari, sostenute a loro volta dal riarmo.
Non può esistere alcuna reindustrializzazione ecologica senza una lotta dal basso. Con ogni strumento possibile e necessario
Fonte: COLLETTIVO DI FABBRICA GKN FIRENZE (https://www.facebook.com/coordinamentogknfirenze) - 30 dic. 2025




