
LE MALETESTE
9 lug 2025
Una storia di questi giorni a Vicenza. Un percorso a ritroso per raccontare una lotta di terra da salvare - VALERIA CASOLARO e MOVIMENTO NO TAV
Vicenza: la polizia sgombera i cittadini in presidio contro gli espropri per la TAV
di Valeria Casolaro
8 Luglio 2025 - 16:30
È iniziato questa mattina all’alba lo sgombero da parte della polizia del bosco di Ca’ Alte e Lanerossi, a Vicenza, dove era stato installato il presidio permanente degli attivisti contro gli espropri di boschi e case per la costruzione della linea ad alta velocità. Il bosco è occupato ormai da un anno dai cittadini, che intendevano così difendere le zone verdi dalle ruspe. Oggi sarebbero dovuti iniziare i lavori di sgombero: il cantiere interessa un’area di circa 177 mila metri quadrati di territorio e prevede lo sfratto di 200 famiglie. Il piano per l’alta velocità a Vicenza, dal valore di circa 1,82 miliardi di euro, rientra nel più ampio progetto della linea ad alta velocità/capacità Verona-Padova; la tratta vicentina prevede lavori su 6,2 chilometri all’interno della città, lungo i quali verrebbero abbattuti decine di edifici e intere aree verdi, come lo stesso bosco Lanerossi.
I poliziotti hanno portato via attivisti e attiviste che si erano incatenati ai cancelli di ingresso del bosco, mentre quelli che si trovavano all’interno, su di piattaforme sopraelevate costruite sugli alberi, sono stati fatti scendere dai vigili del fuoco mediante un camion con braccio. Successivamente, le piattaforme sopraelevate sono state abbattute per mezzo di una ruspa, mentre la polizia in assetto antisommossa ha respinto con gli idranti gli ultimi attivisti rimasti a presidiare l’area. Una volta concluse le operazioni di sgombero, molti di loro sono comunque rimasti all’esterno del bosco, per dare segnale alle forze dell’ordine che la resistenza contro gli sgomberi e l’abbattimento degli alberi non si sarebbe fermata. Secondo quanto denunciano gli attivisti, nel primo pomeriggio uno di loro si trovava ancora in cima a un cedro all’interno del bosco, uno dei primi alberi che avrebbero dovuto essere abbattuti dalle ruspe.
Il Progetto Av/Ac Verona-Padova 2° lotto “Attraversamento di Vicenza” prevede il raddoppio dei binari sulla linea Milano-Venezia, inclusi i tratti che attraversano il centro abitato della città veneta. Per la realizzazione del piano per l’alta velocità sono previste diverse demolizioni abitative, soprattutto nei quartieri di San Lazzaro, San Felice e Ferrovieri, tra i più popolosi di Vicenza, per un totale di circa 62.316 metri quadri di superficie. L’opera andrà a modificare 6,2 chilometri di tratto con annessi interventi all’intera viabilità nella parte ovest della città, fino alla stazione ferroviaria nel centro storico. Le proteste contro l’opera si sono intensificate da maggio dell’anno scorso, quando il bosco Lanerossi è stato occupato dai collettivi che si oppongono alla sua distruzione. Gli attivisti hanno organizzato performance, proiezioni, attività per bambini e momenti di condivisione collettiva, con l’obiettivo di fare luce sulle criticità del progetto e sull’impatto ambientale dell’opera.
IL VIDEO
Fonte: lindipendente.online - 8 luglio 2025. 16.30
I Boschi che resistono
8 luglio 2025, 20.52
Nonostante l'imponente dispiegamento di forze, la resistenza non si è piegata.
Le attiviste, infatti, sono ancora barricate nel bosco di Ca' Alte e l'intervento di Iricav 2 e delle forze di polizia si è fermato all'argine del fiume, dove poco fa sono iniziate le opere di cantierizzazione.
Le operazioni di sgombero sono durate più di sei ore. Già da giorni le attiviste si erano organizzati per resistere.
Dall'alba alcune di loro si sono incatenate ai cancelli di accesso, altre si sono arrampicate sulle piattaforme sopraelevate o si sono posizionate su tre barricate costruite nei mesi precedenti.
Dalle 9 le forze dell'ordine hanno iniziato a rimuovere le attiviste incatenate ai cancelli di Ca' Alte, dove il varco per permettere l'ingresso ai vigili del fuoco è stato aperto con delle motoseghe.
Verso le 12 le prime piattaforme sopraelevate sono state sgomberate. Poco dopo, una ruspa ha sfondato definitivamente il cancello, aprendo la strada all'interno del bosco. Alcune attiviste sono state portate in questura.
Alle 14, abbattute le ultime piattaforme, la celere in assetto antisommossa ha attaccato il presidio interno con un idrante.
Dopo un'ora di resistenza, le attiviste si sono rifugiati nel bosco, che stanno ancora difendendo.
I Boschi che resistono
8 luglio 2025, 10.28
Quello che si è prospettato in queste settimane, purtroppo sta avenendo veramente, le operazioni di sgombero del bosco di Ca’Alte stanno cominciando.
Iricav2, general contractor della grande opera TAV, con un folto schieramento di forze dell’ordine ha cominciato a chiudere l’accesso da via Maganza, viale Fusinato e via Ca’Alte circondando l’intero bosco.
Un presidio in solidarietà alle attiviste e attivisti resistenti si è radunato al piazzale in via Maganza, fronte civico 41, unico punto raggiungibile
Le attiviste e gli attivisti si sono seduti davanti al cancello del bosco mentre molte e molti si sono posizionate sopra e sotto le piattaforme per impedire l'accesso alle forze dell'ordine.
Venite a sostenerci in via Maganza di fronte al Civico 41!
Davanti al cancello in difesa del bosco di Ca'Alte, più di una 50na di attivisti seduti stanno facendo resistenza passiva, la difesa del bosco viene criminalizzata ed è cominciato lo sgombero, raggiungeteci!
Fonte: https://www.facebook.com/notavicenza - 8 luglio 2025
Sotto sgombero i boschi liberati di Vicenza: partito il presidio permanente
7 Luglio 2025 at 18:53
Era il mese di maggio 2024 quando, moltissim* attivisti e attiviste, difesero strenuamente oltre 33 mila metri quadrati di aree boschive destinate a diventare due enormi piazzali di cemento a causa del progetto Tav che vede coinvolto il comune di Vicenza.
Ettari e ettari di territorio che sono stati salvati e liberati dalla cementificazione e dalla devastazione ma che oggi, a più di un anno di distanza, sono nuovamente minacciati: i giornali locali, alcuni giorni fa, hanno annunciato l’inizio dei lavori. Secondo le informazioni, infatti, operai e ruspe proveranno ad entrare e a sgomberare i boschi liberati tra martedì 8 e giovedì 10 luglio.
La notizia non ha però sortito l’effetto voluto e sperato in quanto, a seguito di una manifestazione che si è svolta il 1 luglio per le strade del centro della città, è stato annunciato l’avvio di un presidio permanente che ha preso il via il sabato successivo nell’area del bosco di “Ca’ Alte”, area ritenuta strategica per l’apertura dei cantieri: stando al progetto, la messa in opera del tracciato, comporterebbe 15 anni di lavori a fronte di un risparmio minimo sui tempi di percorrenza. Insomma, un copione già visto che vede nel sacrificio dei territori il giusto modo per continuare a ingrassare le tasche di un sistema economico basato sulla prevaricazione e sul profitto.
Ma, come ben sappiamo, tra loro e l’ambiente che ci ospita e nutre, ci siamo noi e i nostri corpi.
I promotori di questa iniziativa, fanno infatti sapere che “Oggi più che mai è necessario essere presenti e determinati, da Est a Ovest, per affermare che non sono i 10 minuti risparmiati tra Milano e Venezia a fare la differenza, ma la salvaguardia di Vicenza, della salute e dell’ambiente in cui viviamo”.
I comitati locali si preparano nuovamente alla difesa di quei luoghi da quella che, anche a chilometri di distanza dalla Valsusa, viene ritenuta un’opera inutile, altamente impattante per l’ecosistema e dannosa per la salute e la qualità della vita. A loro non può che andare tutta la solidarietà e vicinanza del Movimento No Tav: a sarà dura!!
Fonte: notav.info - 7 luglio 2025




