
LE MALETESTE
15 set 2025
ex-GKN, Firenze: prove concrete di solidarietà per fermare il genocidio in Palestina, per una reindustrializzazione dal basso, per una politica antifascista e antirazzista. Intanto, insulti razzisti su X rivolti ad Antonella Bundu, candidata alle prossime regionali per Toscana Rossa: qui, la sua risposta
Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze
14 settembre 2025, 18.08
Si può cercare un paragone con quello che accadde ai tempi del Vietnam. Le differenze storiche sono tante. Pur tuttavia è un fatto: che è dai tempi dal Vietnam che non accadeva in maniera così massiccia che la resistenza di un popolo oppresso arrivasse a determinare l'agenda di mobilitazione dei cosiddetti "paesi occidentali".
Il Vietnam suscitava la simpatia mondiale, come un vero e proprio Davide contro Golia. Così fa Gaza e la Palestina.
L'opinione che sia in atto un genocidio è ormai senso comune, ha strabordato tra la cosiddetta "gente comune". La distanza tra i vertici della società e la convinzione popolare si allarga ogni giorno come un abisso. Niente e nessuno riesce a nascondere l'incredibile complicità con il sionismo dell'intero sistema economico.
Poi è arrivata la Flotilla a cercare di trasformare quella opinione in una pratica mutualistica radicale, in un rapporto di forza per provare, umilmente e senza sostituzionismi, a metterci in scia dei compiti di una resistenza.
E ora dalla Flotilla, il tema dei rapporti di forza torna prepotente qua da noi con le prossime scadenze di lotta chiamate.
E siamo in un certo senso solo all'inizio: mancano ancora tanti passaggi. Manca ad esempio quel passaggio che avvenne ai tempi del Vietnam, di trasfusione di indignazione dalla mera solidarietà al Vietnam alle lotte sociali "locali" che iniziavano a vincere, a ottenere salari, contratti, diritti sociali e civili.
Manca quel passaggio in cui ogni lotta non si sente solo "solidale" con la Palestina, ma si sente in fondo di essere essa stessa la Palestina. In cui ogni singola vertenza, lotta, sente che è arrivato il momento in cui Davide può sconfiggere Golia.
22 settembre: data lanciata dai Calp e Usb, sciopero generale
4 ottobre, corteo nazionale lanciato da tutte le realtà palestinesi a Roma.
Noi nel nostro piccolo poi saremo in piazza anche il 18 ottobre, per difendere la reindustrializzazione dal basso di ex Gkn: esempio contagioso di una reindustrializzazione pubblica ed ecologica alternativa al riarmo, alla delocalizzazione e all'economia della speculazione.
E intanto, diventa ancora più urgente che l'Urlo per Gaza attraversi lotte e quartieri.
Fonte: https://www.facebook.com/coordinamentogknfirenze - 14 settembre 2025
Antonella Bundu
15 settembre 2025, 10.32
Vedo che Francesca Totolo, attivista dell’estrema destra e collaboratrice del giornale neofascista Il Primato Nazionale – ha deciso di dedicarmi un tweet.
Lei è una di quelle che la butta lì, che “la tocca piano”. Una che esce spesso con concetti violenti, calcolati con attenzione per non far scattare una querela. Ma il messaggio è chiaro. Sempre.
Apre il suo tweet su di me, commentando il video della mia partecipazione dell'altro giorno al panel Smantellare il Razzismo, al Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina, scrivendo “sierraleonese con cittadinanza italiana”.
Chiaramente non per spiegare una doppia appartenenza, come se fosse qualcosa in più. No. Lo fa per sottolineare che io non sono italiana come lei. Che la mia italianità è un’aggiunta, una concessione, non un diritto.
Continua la Totolo dicendo che il nostro (quello dei neri [nda] ) progetto è quello di sottomettere (italiani? Bianchi?) e distruggere la loro cultura millenaria
E allora sotto il post mi arrivano gli insulti - "tornatene da dove sei venuta" - sicuramente non inteso come “tornatene a Firenze”, dove sono nata. Un “altrove” costruito solo per negarmi il mio posto qui, per farmi sentire ospite, abusiva, di passaggio.
E dalla provenienza percepita arriva anche l'insulto "sono venuti qui perché altrimenti avrebbero passato la vita a camminare con i secchi in testa", "buttatele in mare", direttamente dal pianeta delle scimmie”, “torna in Africa”, “fuori le scimmie dall'Italia” e ancora “non dovete far inserire la vostra religione musulmana, tornatene in Africa” (io atea ma nata a Firenze e battezzata al Battistero di Firenze). “Basta ne+ri” (loro la G la mettono) e poi "gli italiani non votano più i sinsitri per quello cercano chi vota per loro - gay, trans, lesbiche, nani, islamici, marocchini , arabi..“ per arrivare a "più robot e meno africani persone inutili e dannose all'ordine naturale” con passaggio dovuto al Piano Kalergi della sostituzione etnica, fino a “dovremmo imparare a tirargli le banane”.
Ennesima dimostrazione di quanto ancora sia radicata, in Italia, una cultura razzista e fascista che non è mai stata davvero sconfitta. Una cultura che trova spazio anche nei giornali legati a CasaPound, che si autodefinisce correttamente fascista, ma senza che nessuno li metta di fronte alle proprie responsabilità.
L'abbiamo già incrociata Francesca Totolo e quelli come lei che fanno elogi alla Decima MAS, usano simboli e slogan del ventennio, teorie complottiste che alimentano odio, paura e tanta ignoranza. E tutto questo viene lasciato correre. Come se fosse normale. Come se fosse tollerabile.
Ma non è tollerabile.
CasaPound e tutto ciò che gli ruota intorno sono un problema politico, morale, civile, costituzionale.
"hanno cominciato il 25 aprile 1945: ditruggere la Patria e la memoria storica dellan azione fu infatti il "radioso" 25 aprile - e non il tradimento dell'8 settembre" - scrive un altro esaltato nostalgico del nazifascismo - feccia insomma
E allora lo ribadiamo - CasaPound va sciolta. Ora.
Non possiamo più accettare che in un Paese nato dalla Resistenza, chi si richiama apertamente al fascismo abbia ancora agibilità politica e mediatica.
Fonte: https://www.facebook.com/AntonellaBunduxFirenze - 15 settembre 2025
Ps:
Sono Antonella Bundu: una donna nera, fiorentina e di sinistra
Le mie origini
Sono nata a Firenze nel 1969. Mio padre, Francis, era arrivato qui dalla Sierra Leone negli anni Sessanta perché aveva ottenuto una borsa di studio per studiare architettura. Mia madre, Daniela, studiava invece matematica e mio padre si rivolse a lei per avere ripetizioni. I miei genitori hanno avuto tre figli: Jacopo, il maggiore, me e poi Leonard.
L’esperienza africana
Nel 1972 ci siamo spostati a Freetown, in Sierra Leone, dove mio padre ha esercitato la professione di architetto e mia madre ha insegnato matematica. Io avevo appena tre anni e parlavo solo italiano. Mi ricordo i primi giorni di scuola: gli altri bambini parlavano in inglese e io rimanevo in silenzio, con lo sguardo rivolto su un punto fisso, aspettando solo che finisse la giornata scolastica. Anche grazie ai metodi piuttosto sbrigativi dei miei insegnanti, imparai presto l’inglese e altre lingue locali.Nel corso della mia infanzia, ho cambiato spesso paese. Ho fatto la prima elementare a Freetown, la seconda a Firenze, a Santa Maria a Coverciano, la terza ancora in Freetown, la quarta di nuovo a Firenze e poi ho fatto tutti gli altri studi, fino ai 17 anni, in Sierra Leone. Mio padre morì quando avevo 13 anni, e mia madre è rimasta in Africa fino alla metà degli anni Novanta.
L’esperienza inglese
Nel 1987 mi sono trasferita a Liverpool, in un quartiere poverissimo abitato prevalentemente da neri. Era una zona ad altissima tensione, dove perfino la polizia esitava a mettere piede. Qui ho lavorato come bibliotecaria in una piccola biblioteca che dava in lettura libri di autori neri. Facevo anche parte del Black History Workshop, un gruppo che raccoglieva le testimonianze dei primi scrittori caraibici e africani arrivati dalle ex-colonie britanniche e stabilitisi ormai da anni in Inghilterra.
Infine a Firenze
Nel 1989 sono tornata a Firenze per iscrivermi alla Scuola Superiore Interpreti e Traduttori. Mentre studiavo ho fatto la barista al mitico Sahara Desert, un luogo di elaborazione e aggregazione dove si organizzavano dibattiti interculturali e concerti di artisti internazionali. Ho poi lavorato al Cabiria, in Santo Spirito, un altro posto che mi è rimasto nel cuore. A Firenze ho fatto anche tanti altri lavori: ho collaborato con case di produzione discografiche, ho lavorato con il team di Quellidelpuccini diretto da Sergio Staino e sono stata correttrice di bozze e lettrice. Pochi anni dopo la nascita di mia figlia nel 2004, ho lasciato il bar per lavorare come impiegata in uno studio di architettura.
Politica, impegno e… pellegrinaggi
Negli ultimi anni sono diventata una pellegrina, non religiosa, ma una pellegrina camminatrice: ho fatto per due volte la corsa del Passatore, 100 km in 20 ore, il percorso da Siviglia a Santiago e numerosi altri itinerari.Il mio impegno politico si è manifestato fra le altre cose, nella collaborazione con Oxfam, nella partecipazione al Social Forum, nel sostegno al referendum sull’acqua pubblica; ho manifestato contro il razzismo a Macerata e a Firenze; sono stata a Riace per sostenere Mimmo Lucano; mi reco spesso a Vicofaro da don Biancalani. Non ho mai smesso di impegnarmi per le cause che mi appassionano e mi definisco una donna nera, fiorentina e di sinistra.
Candidata alle Elezioni Regione Toscana 2025
Antonella Bundu sarà candidata a Presidente della Regione Toscana per la lista "Toscana Rossa", composta da Rifondazione, Potere al Popolo, Possibile, e molte altre realtà civiche e di base, che ha raccolto le oltre 10 mila firme che la legge elettorale regionale prevede per le forze non presenti in Consiglio regionale, e che quindi si presenterà in tutte le circoscrizioni.




